Paramount

Disney si accorda con Paramount e ottiene i diritti di distribuzione anche su Indiana Jones

Dopo gran parte dei cinecomic Marvel e Star Wars, un’altra saga storica entra definitivamente sotto l’ala di Disney, quella di Indiana Jones. La major di Topolino ha infatti stretto un accordo per aggiudicarsi i diritti sulla distribuzione e il marketing di eventuali nuovi capitoli del franchise, rimasti finora in mano di Paramount nonostante l’acquisizione della LucasFilm da parte della stessa Disney, avvenuta poco più di un anno fa (i dettagli qui). Per ora non è stata annunciata l’effettiva realizzazione di altri film incentrati sul personaggio reso celebre da Lucas, Spielberg ed Harrison Ford, ma fonti vicine allo studio affermano che questo passaggio di mano costituisce la necessaria premessa affinché si possa cominciare a valutare l’ipotesi in maniera concreta.

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Warner: accordo con Paramount sulla distribuzione dei prodotti di home entertainment.

Una nuova alleanze strategica si configura a Hollywood: Paramount Home Media Distribution e il gruppo Warner Bros. Home Entertainment hanno annunciato un accordo che darà alla seconda i diritti esclusivi di distribuzione in USA e Canada di oltre 600 titoli di catalogo della major dall’inconfondibile logo con la cima montuosa.

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Jiaflix prepara la risposta cinese a Netflix.

Che il modello di business consolidato da Netflix fosse vincente anche a livello internazionale, era chiaro già dai successi della compagnia di Reed Hastings in Canada e in America Latina, ma anche dal fatto che nel Regno Unito il suo servizio sia stato considerato da subito un concorrente diretto di consolidiate realtà della pay-tv come Sky. Ora il modello sta per espandersi verso uno dei mercati a maggior potenziale per il consumo di cinema a tutti i livelli, vale a dire la Cina, ma non per opera del portale VOD della Silicon Valley.

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The Avengers: record assoluto negli USA con 200 milioni il primo weekend.

The Avengers aveva già ottenuto un risultato clamoroso al botteghino italiano, dove in soli cinque giorni di programmazione era già riuscito a balzare in testa alla classifica di aprile, come rivelato dai dati Cinetel, contribuendo a risollevare anche il trend del primo, fiacco, quadrimestre 2012. A livello internazionale il risultato era stato anche notevole, ma alla fine le cifre del debutto negli Stati Uniti sono state oltre ogni aspettativa. Oggi la Disney ha infatti comunicato che The Avengers ha superato i 200 milioni di dollari in un solo weekend, diventando il maggior incasso d’esordio di tutti i tempi negli USA.

 

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Oscar: trionfano The Artist e Hugo Cabret, ossia Weinstein e Paramount.

Si è conclusa senza troppe sorprese l’84esima edizione degli Academy Awards, meglio conosciuti come Oscar. Il testa a testa tra The ArtistHugo Cabret alla fine ha dato vita a un pari merito solo leggermente sbilanciato verso il film francese di Michel Hazanavicius, che si è aggiudicato i premi delle categorie più in vista, come Miglior Film, Regia (Hazanavicius, appunto), Attore Protagonista (Jean Dujardin), Colonna Sonora e Costumi. Il film di Martin Scorsese ha risposto con altri 5 premi, cioè Fotografia, Scenografie (per cui sono stati premiati gli italiani Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo), Montaggio Sonoro, Missaggio Sonoro ed Effetti Visivi.

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Gli sceneggiatori di Seinfeld assoldati da Paramount per portare un cane parlante da YouTube al grande schermo.

Del suo muso avevamo già fatto la conoscenza a dicembre, quando aveva sbancato la classifica dei filmati più visti su YouTube nel 2011, piazzandosi al secondo posto subito dopo la famosa (o meglio famigerata) performance canora della teenager Rebecca Black nel tentativo di videoclip dal titolo Friday. Ora Clark, il mezzo pastore olandese protagonista del video amatoriale Ultimate Dog Tease, potrebbe diventare una star del cinema: stando a quanto riportato da Variety, gli oltre 93 milioni di visualizzazioni ottenuti da maggio a oggi sul canale “Talking Animals” del portale di Google, avrebbero infatti attirato l’attenzione di Hollywood, in particolare della Paramount Pictures, che starebbe pensando a un adattamento per il grande schermo.

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Hollywood, il box office del 2011 e i compiti per l’anno nuovo.

Ci sono due dati contrastanti che dominano l’ultimo anno cinematografico USA in termini di risultati al botteghino: il primo è il calo di incassi e soprattutto di presenze, il secondo il buon andamento degli stessi a livello internazionale, con un record di oltre 13 miliardi di dollari.

incassi USA 2011

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Mission: Impossible 4 porta a termine l’impresa IMAX

In molti avevano previsto che sarebbe stato un ottimo vettore di incassi per le sale a schermo gigante, ma in pochi si erano sbilanciati riguardo alla validità complessiva dell’operazione. Ora che il film di Brad Bird, con Tom Cruise per la quarta vota nei panni dell’agente speciale Ethan Hunt, si appresta a diventare il maggior incasso di Natale e di inizio 2012, è evidente come la strategia della pre-release abbia dato i frutti sperati.

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App per gustare le clip dei propri film preferiti, rimescolarli in maniera inedita e condividerli con gli amici: ecco il cinema “social”.

Continua la campagna delle major alla conquista di Facebook, un network diventato ufficialmente territorio di caccia da quando, a partire da marzo, la Warner Bros ha sdoganato questo nuovo canale di diffusione delle opere cinematografiche con un suo cavallo di battaglia quale The Dark Knight. Ma altri Studios non hanno fatto attendere la propria controffensiva. Come ha ricordato Variety in una recente intervista a Jessica Schell, da poco appuntata vice presidente esecutivo nei settori dello sviluppo commerciale e della pianificazione strategica di Universal Pictures, un esempio è quello del lancio via social network del Blu-ray del Grande Lebowski. Una release veicolata anche attraverso il web ma con una netta distinzione tra il video on the demand e Facebook, che secondo Schell costituisce una specifica “piattaforma promozionale” in grado di avvicinare in maniera proficua soprattutto i fan. Uno spazio in cui intercettare il proprio target quindi, piuttosto che un canale distributivo a sé stante, in cui fondamentale importanza viene ricoperta proprio dalla condivisione, dalla ricerca di amici e di “Like”.

Il servizio di streaming di Facebook, inaugurato appunto dall’ultimo Batman, offre in effetti opportunità diverse rispetto ad altre modalità di distribuzione dei film on line. La Paramount, ad esempio, ha utilizzato la pagina di Jackass 3D per noleggiare l’intera saga dedicata al pazzo gruppo di stuntmen, compresi gli speciali creati solo per l’home video Jackass 2.5 e Jackass 3.5. Più in generale, gli utenti Facebook possono usufruire di sconti da regalare agli amici attraverso l’opzione “Buy With Friends“, abbattendo il costo già abbastanza appetibile di 30 crediti (cioè più o meno 3 dollari) per 48 ore di affitto del film. Di questi, il 30% è ciò che spetta al gestore del social network, così come succede per chi offre giochi on line o simili.

La convenienza per le major, conferma Schell di Universal, è raggiungere in modo capillare i fan dei film, di sicuro un numero ben nutrito nel caso del capolavoro dei fratelli Coen, ma anche di intercettarne di nuovi attraverso l’app “social theater” tramite cui la compagnia ha reso accessibile il film su Facebook. Un dispositivo che non solo permette di commentare e lasciare il proprio “mi piace” nelle conversazioni con gli altri utenti dello streaming, ma anche di avere il quadro completo delle impressioni riportate dai propri amici sul social network durante la visione.

Ancora più interessante il discorso delle clip video fornite dalle case di distribuzione, come nel caso della ClipApp gratuita della serie Jackass, che permette di combinare a piacimento i vari contenuti estratti dai 5 diversi film della saga, customizzarli e condividerli tramite Facebook. Insomma, sempre alla caccia di nuovi “share” e nuovi “like” che costruiscono la linfa vitale del nuovo passaparola “social”.

Fonte: Variety

VOD Premium a 60 giorni, un’analisi

E’ da tempo che ci siamo occupando delle polemiche intorno ai servizi di Video on Demand nate in particolare dopo la nascita del servizio Home Premiere, fortemente voluto da quattro tra le più importanti major cinematografiche, Warner Bros, Sony, Universal 20th Century Fox, e creato in collaborazione con DirectTv, un provider leader negli Stati Uniti.

Presentato ad aprile 2011, il servizio ha scatenato l’ira degli esercenti cinematografici americani e il disappunto di una lunga lista di registi hollywoodiani tra cui James CameronMichael Bay, Guillermo del Toro, Roland Emmerich, Christopher Nolan e tanti altri.

L’Home Premiere funziona in questo modo: gli utenti di DirecTV che hanno l’HD-DVR (circa 6 milioni) possono noleggiare una delle pellicole disponibili per 48 ore durante un periodo di due settimane dal lancio. Si tratta di film usciti solamente 60 giorni prima nelle sale cinematografiche americane e per questo il costo è elevato: 29.95 dollari a pellicola. Le major stanno lanciando un film alla volta e possono rendere disponibile una nuova pellicola solo quando hanno tolto dal mercato quella precedente.

La risposta degli esercenti è stata durissima e si sono dichiarati pronti ad eliminare i trailer e qualsiasi tipo di pubblicità cinematografica all’intero dei loro cinema e affermano che il VOD a 60 giorni è solamente un test, la punta dell’iceberg perché gli studios vogliono abbassare ulteriormente la finestra a 30 giorni in un futuro più o meno prossimo.

Ma che danno può creare realmente agli esercenti questo tipo di servizio? Quanto incassano normalmente le pellicole in sala dopo 30, 60 e 90 giorni dalla loro uscita?

Proviamo a capirlo grazie ad un grafico di riepilogo che permette per ogni finestra temporale (30,60 e 90 giorni) di scoprire quanto hanno incassato le pellicole fino a quel momento negli USA (in milioni di dollari), in quante sale venivano ancora proiettate e la percentuale rispetto all’incasso finale.

Cliccate sull’immagine per ingrandirla:

Le prime sette pellicole sono tra le prime rilasciate per il servizio di Home Premiere nelle scorse settimane. Possiamo notare non solo che la quasi totalità delle pellicole a 60 giorni aveva già incassato il 99-100% rispetto all’incasso totale mentre dopo 3 mesi solo due erano ancora disponibili sul mercato americano.
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