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I diritti del cricket e le spese folli dello streaming

Disney mantiene i diritti televisivi del più popolare sport indiano, ma perde quelli streaming. Una ‘sconfitta’ che va festeggiata…

Pagare troppo o perdere abbonati? Non c’è una scelta eccitante tra queste due ipotesi. Ma è evidente che Disney+ ha fatto la scelta giusta. Infatti, Disney/Hotstar, che in India deteneva i diritti del cricket, ha mantenuto per cinque anni quelli relativi alla televisione (spendendo 3 miliardi di dollari), ma ha perso quelli streaming, finiti al gruppo Viacom18 (che comprende Paramount Global, lindiana Reliance Industries e Bodhi Tree Systems), che ha tirato fuori 2,6 miliardi di dollari. Per capire quanto sia stata un’ottima idea (almeno per la lega indiana di cricket) dividere i relativi diritti, basti ricordare che il gruppo Disney/HotStar aveva pagato 2,2 miliardi di dollari per il quinquennio 2017-2022, ma quella cifra comprendeva sia i diritti televisivi che quelli streaming. E ci sono ancora altri diritti minori da assegnare in questa tornata! Da sottolineare anche come alcune delle maggiori società tecnologiche del mondo (Amazon, Alphabet e Apple) hanno deciso di non partecipare all’asta.

Facciamo i conti: 2,6 miliardi di dollari per cinque anni significano 520 milioni di dollari all’anno. Dall’ultimo bilancio Disney, Disney Hotstar aveva in India 50 milioni di abbonati, per un costo medio mensile di 76 centesimi di dollari, che significano quindi ricavi annuali per 456 milioni di dollari. Se Disney+ avesse mantenuto i diritti per la cifra sborsata dai suoi rivali, avrebbe significato che tutte le entrate derivanti dagli abbonamenti non sarebbero state sufficienti a pagare i diritti del cricket. E’ vero che ci sono anche abbonamenti con pubblicità (e sono ulteriori ricavi per Disney), ma in ogni caso stiamo sostanzialmente dicendo che i ricavi totali della piattaforma sono sufficienti per pagare il cricket, tutto il resto della ricca offerta sarebbe stato (nei fatti) fornito gratuitamente agli abbonati di quella nazione. Inoltre, stiamo parlando di un torneo che quest’anno è durato due mesi (da fine marzo a fine maggio) e quindi a rischio di alto tasso di churn (d’altronde, se mi abbono per vedere soprattutto il cricket, quando non c’è perché dovrei mantenere l’abbonamento?).

E’ evidente come, grazie alla pubblicità, i diritti televisivi sono più facilmente monetizzabili, mentre quelli streaming sembrano soltanto un investimento in perdita in un mercato con una popolazione enorme, ma che – complice anche una scarsa diffusione della banda larga e delle connessioni veloci – fatica ancora ad attirare un ampio pubblico. E anche in questo caso, si capisce come questo sia un momento ideale per i diritti sportivi, con tante realtà (alcune più tradizionali, altre più recenti) che sono pronte a sborsare somme ingenti (che probabilmente non recupereranno, come nel caso dell’investimento di Viacom18 in India) per aumentare i loro abbonati. Basti pensare alle somme importanti spese da Amazon per il Thursday Night Football (Una partita della NFL ogni giovedì) e da Apple per alcuni incontri della Major League Baseball.

E qui veniamo all’assurdità chi si preoccupa che questa scelta (perché è evidente che Disney ha scelto volontariamente di non andare all in con la propria offerta, come peraltro hanno confermato i diretti interessati) possa creare problemi al numero di abbonati a Disney+ nel mondo (e all’obiettivo di arrivare a 230-260 milioni a fine 2024), considerando che gli abbonati indiani rappresentano circa il 36% di quelli mondiali. Certo, ci sarà una flessione di abbonamenti in questa regione (e sarà interessante vedere in che misura, per capire effettivamente quanto incideva il cricket sulle scelte dei consumatori indiani). Ma è ormai tempo, nel 2022, di non spendere cifre assurde soltanto per poter vantare un numero di abbonati più alto, ma di iniziare a ragionare sui profitti. Insomma, la Disney ha fatto la mossa giusta e la sua ‘sconfitta’ è in realtà una vittoria…

Robert Bernocchi
E' stato Head of productions a Onemore Pictures e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.

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