Archivio per il tag ‘Amazon’

gen
10
2012
0

Al via il CES 2012, tra nuovi contenuti Xbox Live, ultrabook, Google TV e schermi sempre più ultrasottili.

Comincerà oggi a entrare nel vivo a Las Vegas l’edizione 2012 del CES, il Consumer Electronics Show, uno degli appuntamenti più importanti per il mondo dell’hi-tech. Molte sono state le anticipazioni  sulle novità che saranno presentate nel corso dell’evento, tra cui televisori di ultima generazione, altri partner per la Google TV, gadget ad alto contenuto tecnologico e forse anche nuove politiche sui contenuti dei colossi dell’infotainment. È vero che ormai le notizie e le release di nuovi prodotti si susseguono costantemente nel corso dell’anno, ma vediamo comunque quali saranno i temi principali di questa edizione.

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dic
01
2011
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A Natale sarà boom dei tablet, e Amazon è pronta alla competizione.

Tutti, dalle orde di consumatori natalizi all’industria dei media, sono avvertiti: il regalo più ambito sotto l’albero quest’anno sarà il tablet, almeno da quanto emerge dalla ricerca condotta sui giovani statunitensi da Nielsen. Se nel mercato degli smartphone continua il testa a testa di Android e Apple (secondo un altro report della stessa società di analisi, i due sistemi operativi si spartirebbero il 70% del mercato con quote rispettivamente del 42,8 e del 28,3%), i tablet, spinti soprattutto dall’iPad, si starebbero guadagnando un posto di primo piano nella “wishlist” dei consumatori statunitensi, e specialmente di quella fetta che influenzerà maggiormente la holiday season alle porte.

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ott
17
2011
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Hulu: la competizione con Netflix e il futuro dopo lo stop alla vendita

Nonostante il ritiro dal mercato, sembra ancora incerto il futuro di Hulu, il sito web che offre in streaming programmi TV e altri contenuti video, attualmente posseduto da diversi colossi del settore media quali News Corp, o gruppo Murdoch, Disney e Fox, oltre al fondo Providence Equity Partners e Comcast (che però non partecipa alle decisioni operative della joint venture). Giovedì è arrivata la notizia ufficiale dello stop alla vendita della compagnia, fermata dai proprietari perché, come hanno fatto sapere in una nota congiunta, Hulu “costituisce per tutti un irrinunciabile valore strategico“. Una mossa che molti hanno ricondotto alla difficoltà di stabilire un adeguato prezzo di vendita e al fatto che l’offerta maggiore, si stima intorno ai 2 miliardi di dollari, fosse arrivata proprio da Google: un concorrente temibile per tutte le società cui fa capo il portale video. Lo scenario, tuttavia, non appare ancora  così cristallino e le valutazioni degli analisti continuano a fornire ricostruzioni molto diverse tra loro.

The Wrap ad esempio, ha escluso che il punto di svolta sia stata l’entità delle offerte ricevute dai vari contendenti (oltre al gigante del web, Amazon, DirecTV e DISH Network, più Yahoo! che però si è ritirata a seguito di scosse interne), ma sottolinea la centralità dei rapporti di forza interni alla compagine dei proprietari. Fondamentale sarebbe stato il cambiamento di rotta di Disney e di News Corp: come riferito a The Wrap da fonti vicine alle trattative, la prima avrebbe fatto marcia indietro di fronte alla richiesta aggiuntiva di Google di prolungare i contratti di fornitura dei contenuti video. Per quanto riguarda l’impero News Corp, la decisione di conservare un piede nel business vincente della distribuzione on line sarebbe invece da ricondurre alla vittoria delle posizioni del chief digital officer Jonathan Miller rispetto a quelle dello stesso Murdoch, indebolite non tanto dagli scandali quanto dal declino di iniziative come MySpace e The Daily.

Sarebbe maturata così tra gli azionisti la decisione di fare dietrofront rispetto a una vendita fortemente spinta dal CEO di Hulu, Jason Kilar, per aumentare le disponibilità finanziare dell’azienda e permetterle di intraprendere una strategia competitiva sul fronte dei contenuti sfidando altri grandi portali quali Netflix e la stessa Amazon. Un’esigenza che secondo Bloomberg non passerà facilmente in secondo piano: stando a un lancio di venerdì, il sito di finanza dà infatti come probabile l’apertura di un’altra IPO (Offerta Pubblica Iniziale) per l’acquisto del portale video, considerata l’unica soluzione in grado di non provocare una seria rottura tra gli azionisti e tutto il senior management di Hulu.

 

Fonti: The Wrap, Bloomberg

ott
11
2011
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Netflix fa marcia indietro su Qwikster: lo streaming rimarrà legato al business dell’home video.

“I DVD resteranno su Netflix”, questo il titolo del post sul blog del famoso servizio di noleggio film e show televisivi che ieri ha agitato il mercato, suscitando la reazione immediata della Borsa (dopo un breve rialzo il titolo è caduto del 4,77%) e degli analisti. A firmare la nota lo stesso CEO della compagnia Reed Hasting, che ha esordito prendendo atto di come la notizia della creazione di due diversi siti per lo streaming e per l’affitto di DVD per corrispondenza non abbia soddisfatto gli utenti, per cui si sarebbe creata solo confusione e disfunzionalità.  Da qui la decisione di tornare sull’annuncio fatto appena un mese fa: “Nessun cambiamento, un solo sito, un solo account, una sola password… In poche parole, niente Qwikster.

Cade così definitivamente il progetto di scorporare il settore home video su un nuovo brand; scelta che in effetti, unita a quella di aumentare il costo del noleggio, aveva allontanato molti consumatori. Anche per questo, tra i punti centrali della nota diffusa da Hasting rientra la chiara promessa che quello stabilito a luglio sarà l’ultimo adeguamento di prezzo imposto  dalla compagnia ai suoi utenti.

L’uscita di scena del marchio e del sito internet Qwikster non risolve però il problema dell’aumento del tariffario di Netflix. Incremento che, come ricorda The Wrap, aveva già  fatto scuotere la testa a diversi analisti, ancor meno convinti della mossa, giudicata troppo affrettata, di scindere in due il business della compagnia, ponendo di fatto in difficoltà gli utenti interessati a fruire sia dello streaming che dei DVD. Un’iniziativa che, a detta del magazine, si è in seguito rivelata un boomerang, dando il via a una vera e propria nonché inaspettata emorragia di iscrizioni, frutto delle inadeguate stime di Netflix rispetto alla flessibilità dei propri utenti rispetto al prezzo del servizio offerto.

La reazione del mercato non è stata più indulgente: il titolo ha perso oltre metà del suo valore in Borsa, scendendo a circa 111 dollari rispetto ai 300 che quotava a luglio. E dopo una tale flessione, appare meno verosimile anche l’ipotesi dell’acquisizione di Netflix da parte del colosso delle vendite on line Amazon, ormai da anni impegnato a cercare di lanciare un proprio servizio di streaming.

 

Fonte: Netflix, The Wrap

set
27
2011
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Amazon e Fox stringono un importante accordo per il VOD

Amazon ha stretto un importantissimo accordo con la Fox Broadcasting Company che è stato reso noto da poche ore. È stato Jeff Bezos, creatore ed amministratore delegato di Amazon, a postarlo direttamente sul portale bypassando i normali canali di comunicazione.

La novità riguarda gli abbonati di Prime Instant Video, che avranno accesso illimitato ad un nuovo catalogo allargato grazie all’accordo con Fox, che comprende serie come X-Files, Buffy the Vampire Slayer, 24, Arrested Development, The Wonder Years ed Ally McBeal.

La libreria virtuale di Amazon comprendeva già le serie e una selezione di pellicole della CBS, NBCUniversal, Sony e Warner Bros e con l’aggiunta della Fox il catalogo ora si estende a ben 11mila tra pellicole e serie tv disponibili per un servizio di streaming illimitato in durata e quantità.

A parte The Wonder Years, esclusiva assoluta per Amazon, il catalogo è per buona parte condiviso con Neflix ma non è certamente un problema. Infatti Netflix si è sempre vantato e distinto tra gli altri servizi di VOD per avere un vastissimo catalogo ad un prezzo che nessuno riusciva a raggiungere: solo 7.99 dollari al mese.

Ma il servizio Amazon Prime, lanciato solamente a febbraio, costa 79.99 dollari all’anno che corrispondono a 6.66 dollari al mese! Inoltre Amazon compreso nel pacchetto offre due giorni di spese illimitate senza costi di spedizione ed un giorno a soli 3.99 dollari.

Se in poco più di sei mesi Amazon è riuscita a raddoppiare il proprio catalogo, dobbiamo aspettarci ancora grandi novità nei prossimi mesi.

Fonte: deadline

lug
21
2011
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Chi riuscirà a comprare Hulu tra Google, Yahoo ed Amazon? [UPDATE]

Prosegue ormai da diverso tempo e con grandi colpi di scena il tentativo di vendere Hulu, il noto servizio di video on-demand tra i più conosciuti ed utilizzati negli Stati Uniti.

La quota delle proprietà è divisa in alcune parti tra Disney/ABC (27%), Comcast/NBC (32%) e News Corp./FOX (31%) spalleggiati dal fondo di venture capital Providence Equity Partners (che ha il 10% delle quote). Gli aspiranti acquirenti sono diversi ed in testa troviamo Google e Yahoo.

La cessione di Hulu al miglior offerente sta appassionando non poco i media specializzati e gli interessati del settore. Ecco alcune tra le ultime novità che sono state svelate sulla trattativa.
Bloomberg ha svelato ad esempio alcuni dettagli sulla tavolo del negoziati: chi acquisterà Hulu avrà garantito per 5 anni l’accesso agli show delle library Disney, Comcast e News Corp.. Di questi 5 anni di licenza assicurata, i primi due anni saranno addirittura in esclusiva sebbene NBC, ABC e FOX manterranno la facoltà di riproporre i propri spettacoli sui loro siti ufficiali. Sarebbe presente inoltre un’ulteriore clausola accessoria che da la possibilità alle major di continuare a vendere i diritti di streaming anche ai servizi TV Everywhere, vale a dire i VOD su qualsiasi dispositivo collegato a Internet in qualsiasi località, normalmente riservati agli abbonati delle pay TV via cavo e via satellite.
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apr
12
2011
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La storia di Amazon

In questi giorni sto riscoprendo un po’ di infografici che mi erano rimasti in archivio. Questo è eccezionale per ripercorrere la storia di Amazon, che recentemente ha aperto le operazioni anche in Italia.

Journey of Amazon infolabs

Scritto da Davide Dellacasa in Infographic
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mar
24
2009
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CineGuru.biz Cold News # 14

Cineguru.biz Cold News è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento.

Questa volta alcune delle news sono davvero molto “cold”, visto che numerose cause di forza maggiore mi hanno tenuto lontano dalla tastiera per qualche giorno.

- Variety si domanda se ci saranno abbastanza film a partire dal 2011 per sostenere l’attuale livello del box office globale, con tutti gli studi che, anche in conseguenza della crisi e dell’effetto che ha sui fondi, stanno riducendo il numero di film in pipeline per i prossimi anni.

- 3 milioni di DVD di Twilight in 24 ore, siamo ai livelli dei libri di Harry Potter e dell’iPhone, anche se continuo a rifiutarne il perché.

- L’archivio Warner disponibile in DVD in formato print-on-demand, si comincia con 250 titoli, ma si dovrebbe arrivare a 5000. E il VOD?

- Sempre in tema VOD online ecco che Hulu raggiunge i 10 milioni di visitatori (dati di febbraio) diventando così il quarto sito di video negli USA.

- Il box Office WorldWide di Watchmen, un film il cui risultato non potrà che essere giudicato nel lungo periodo.

- Variety si domanda se la televisione gratuita su internet sia una minaccia per l’industria, il tutto parte dai risultati di un report di Screen Digest. Internet non è una minaccia, internet è il futuro.

- Sono state aggiornate le liste dei film la cui programmazione è valida ai fini dell’iniziativa Schermi di Qualità.

- E’ nato Cinemonitor, Osservatorio Cinema della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma. Articoli, recensioni, interviste, ricerche e analisi, etc., etc.. Staremo a vedere.

Scritto da Davide Dellacasa in Cinema,Internet,News
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mar
22
2009
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L'IMDB è il "distributore cinematografico" del futuro?

IMDB.png

Certo, la stessa ambizione la ha avuta, o la dovrebbe aver avuta, ogni sito cinematografico che si rispetti, era il mio sogno ai tempi del mio 35mm.it e anche il nuovo ScreenWEEK.it è pensato più per vedere ed ascoltare che per leggere.

Però quando “scende in campo” l’IMDB, cioè il padre di tutti i siti di cinema (che ha alle spalle il padre di tutti i siti di e-commerce, Amazon.com), la cosa si fa seria assai, tanto da mettere in ombra anche il buon Hulu e tutti gli altri.

Qualche giorno fa Variety si domandava, appunto, se nonostante il nuovo motto del suo fondatore -”A play button on every page.“- Hollywood sia pronta ad ascoltarlo.

Nel frattempo, se ne può accorgere chiunque abbia un accesso alla versione pro dell’IMDB, loro sono sicuramente pronti!