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Box Office Cup e Mostri contro Alieni

Si chiude domani alle 15 la possibilità di giocare al round della Box Office Cup relativo al weekend di Pasqua. La segnalazione mi offe l’occasione per una breve riflessione sul risultato di Mostri contro Alieni dello scorso weekend, che ancora non ho avuto il tempo di commentare. Non è un segreto che il risultato sia…

Si chiude domani alle 15 la possibilità di giocare al round della Box Office Cup relativo al weekend di Pasqua. La segnalazione mi offe l’occasione per una breve riflessione sul risultato di Mostri contro Alieni dello scorso weekend, che ancora non ho avuto il tempo di commentare.

Non è un segreto che il risultato sia stato basso rispetto alla media delle previsioni della scorsa settimana e nonostante il buon andamento globale del film ci sono mercati europei in cui il film ha deluso ancora più che in Italia.

I perché presi in considerazione dai vari commentatori sono diversi. BadTaste attribuisce il risultato ad un basso appeal del titolo osservando che “è evidente che il pubblico italiano (come insegna il caso Wall-E) se non vede animaletti parlanti i cartoni non è interessato a scoprirli” mentre BoxOfficeClub si domanda quanto possa aver pesato il mediocre andamento dello sfruttamento 2D di un film che può essere stato effettivamente percepito come “o lo vedo in 3D o niente”.

In tal caso non possiamo che aspettare di vedere quale sarà il risultato di Mostri contro Alieni a fine corsa, che penso sia la cosa più logica da fare in questo caso: siamo di fronte ad un’innovazione che si porta dietro complesse conseguenze di percezione, comunicazione e mercato e non penso si potranno esprimere giudizi se non alla fine dell’anno, quando ci sarà una casistica minima su cui fare dei conti.

Il caso specifico si trova poi a scontare anche l’effetto del tragico evento che ha colpito il nostro paese in questi giorni, un qualcosa che certo non rende questa Pasqua la più felice degli ultimi anni.

Dato per acquisito che chi vuole vedere questo film lo vuole vedere in 3D e che siamo di fronte ad un caso influenzato anche da fattori contingenti è chiaro che il titolo DreamWorks Animation potrà essere valutato solo nel medio periodo, che è poi l’intervallo di tempo in cui si è costruito il sorprendente risultato di un film oggettivamente più debole: Viaggio al centro della terra 3D.

A conferma di questa sensazione va considerato che il 3D ha prevalso anche in altri mercati. Variety parla di un 36% in Spagna (col 20% degli schermi) evidenziando quanto il 47% (sul 19% degli schermi) dell’Italia vada ancora più nettamente in questa direzione.

Sarei curioso di conoscere l’incidenza percentuale delle presenze 3D sul totale delle presenze, per avere un’idea del risultato indipendentemente dal fattore prezzo, che ovviamente ha un impatto sul risultato finale.

Avendo toccato l’argomento prezzi colgo l’occasione per commentare anche il post molto polemico che Gabriele Niola ha pubblicato sul suo blog attribuendo agli esercenti tutta la responsabilità e il beneficio dell’incremento di prezzo delle proiezioni 3D.

Non dovrebbe sfuggire ad un commentatore solitamente attento come Gabriele che prima di tutto il 3D ha un costo vivo di gestione degli occhiali di cui qualcuno si deve fare carico, una voce che ad esempio è al centro di un acceso confronto tra distributore ed esercenti sia negli USA che in Francia, e che influenza in parte il costo del biglietto.

Al di là di questo sappiamo poi tutti che l’incasso al netto delle tasse viene diviso tra distributore/produttore ed esercente e che quindi il maggior prezzo non solo è a fronte di un prodotto che ha comunque un valore aggiunto (che possa piacere o non piacere ed essere percepito o non percepito è un altro discorso) ma soprattutto viene suddiviso tra chi ha sostenuto gli investimenti per proporcelo: l’esercente ha dovuto adeguare gli impianti di proiezione e il produttore sostiene un maggior costo di realizzazione.

Si è tradizionalmente pronti ad attaccare prima di ogni altra cosa le variazioni del prezzo del biglietto cinematografico e potremmo anche discutere sull’opportunità di una tale variazione in un momento di crisi come questo, ma la realtà è che il cinema, il cinema in sala che tanto amiamo, si trova anche costretto a proporre la sua più importante innovazione dall’avvento del colore (per dirla con le parole di Katzenberg), quella che dovrebbe dargli un po’ di ossigeno, nella peggiore crisi economica di sempre e forse, in questo andrebbe appoggiato più che criticato, anche perché il 3D potrebbe riservare delle sorprese anche ai suoi più accesi critici ben prima dell’arrivo di Avatar, non credi Gabriele? 😉

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it

2 thoughts on “Box Office Cup e Mostri contro Alieni

  1. Attenzione io non contesto il prezzo più alto, io contesto il fatto che questo rialzo sia di 3 o 4 euro quando era stato detto 1 euro. E inoltre, sebbene è vero che l’incasso non va tutto alla sala, il rialzo è deciso da ogni singolo esercente (sebbene poi si mettano tutti d’accordo su una certa cifra per non farsi la guerra), il che significa che è la loro parte.
    Anche perchè come ricordi tu ci sono dei costi di ammodernamento (proiettore, occhiali e manutenzione), costi che dovevano essere teoricamente sulle spalle di chi i film li distribuisce poichè sono loro a trarre il vero vantaggio (non spediscono le pizze con i camion ma spediscono file digitali via internet a costo zero) mentre passano sulle spalle degli esercenti nel momento in cui c’è un biglietto più alto e quindi un vantaggio per loro.

    Infine se attacco il prezzo maggiorato è solo perchè al momento non vale la pena. Cioè tecnicamente vale perchè la tecnologia in più c’è, ma a livello di film non ne vale la pena e questo crea disaffezione verso la nuova tecnologia.

    Mi ritengo tecno-entusiasta e per questo avverso “questo” 3D perchè in sostanza gli fa cattiva pubblicità. Se Lasseter ci farà la grazia come sembra di mostrarci che il 3D è una tecnologia seria sarò il primo ad alzarmi in sala con le lagrime agli occhi ed applaudire!

  2. Sulla questione prezzo credo che tu stia prendendo la strada più semplice. Il cinema è come tutti gli altri settori. Quando andiamo a far benzina non ce la prendiamo certo col benzinaio: sappiamo bene che il prezzo del carburante è influenzato da numerosi fattori a monte del benzinaio. Quando compri un paio di scarpe Nike sai bene che costano di più di un altra marca e che il prezzo, nel bene e nel male, lo fa Nike, così come sai benissimo che un Apple non costa più di un PC perché l’ha deciso il negoziante, che al massimo lavora sui margini. Perché pensare che nel cinema sia diverso? Per il resto so benissimo che sarai il primo ad alzarti ed applaudire se troverai qualcosa che ti entusiasma, devi però concedere che ci sono persone meno esigenti di te 🙂 che hanno apprezzato e apprezzeranno anche altri 3D, come quello di questo titolo o magari di un horror prossimo venturo anche nelle nostre sale. Il 3D c’è, stiamo entrando in un era in cui semplicemente si dovrà aggiungere alle nostre classifiche un voto anche per la “performance” in 3D, non so se ci faranno anche un Oscar, ma potrebbe essere, non credi?

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