video on demand

USA: il 40% delle famiglie ha un abbonamento SVOD [INFOGRAPHIC]

La crescita dei servizi di video on demand ormai costituisce a malapena una notizia, ma stavolta le cifre che provengono da Nielsen, leader USA nella misurazione dell’audience televisiva, sono di quelle significative. Stando alle ultime rilevazioni condotte sulle famiglie americane, il numero delle case con un abbonamento al video on demand ha raggiunto il 40,3% del totale, superando così la quota di chi, al contrario, pur avendo una connessione a banda larga non possiede alcuna sottoscrizione a servizi di questo tipo (35,2%). Sembra inoltre ancora molto ampio il margine di espansione degli OTT, nella misura in cui quasi un quarto delle case ancora non gode di Internet super veloce.

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Wuaki.tv apre ufficialmente i battenti in Italia (e ora punta ad Austria e Irlanda)

Dopo il debutto della versione beta, negli ultimissimi giorni del 2014, Wuaki.tv ha infine aperto definitivamente la sua offerta di film e serie tv on demand a tutti gli utenti italiani del web. La piattaforma, già forte di 20 milioni di utenti in Europa, è controllata dal colosso giapponese dell’eCmmerce Rakuten e si è affermata finora con un modello ibrido di SVOD e TVOD, cioè una formula mista di abbonamento e noleggio/acquisto di singoli titoli. Da questa prima release italiana, tuttavia,  sembra confermato che nel nostro Paese il tipo di servizio offerto sarà più essenziale e basato esclusivamente sul lato “transactional”, escludendo cioè la sottoscrizione su base mensile.

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Dopo Vine anche YouTube punta sull’infanzia: arriva l’app Kids

Un’applicazione dal design semplice e morbido, con quattro sezioni facilmente navigabili con pochi scroll e un timer per stabilire il tempo di visione. Stiamo parlando di YouTube Kids, un nuovo servizio mobile, staccato dal portale video generalista, che la controllata di Google dice di aver sviluppato per rispondere alle richieste provenienti dal pubblico dei genitori e alla loro esigenza di offrire ai più piccoli un intrattenimento sì online, ma più mirato e adatto al target infantile. Ecco così l’arrivo della nuova applicazione, che debutterà lunedì 23 febbraio in occasione del Kidscreen Summit e, almeno inizialmente, per i soli dispositivi Android.

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Netflix vs Amazon vs iTunes: chi vince la sfida dell’on demand?

Dopo la chiusura di piattaforme come Redbox Instant e Target Tickets, il mercato statunitense del video on demand sembra avviato verso una concentrazione dominata dai leader del settore. Ma chi, effettivamente, tra i big del noleggio e dell’acquisto online vince la sfida per la fedeltà degli utenti? Secondo un’indagine appena pubblicata da Consumer Intelligence Research Partners (CIRP), a godere della maggior frequenza di consumo, con riferimento al pubblico USA, è sicuramente Netflix, con quasi la metà degli utenti che dice di connettersi oltre le 5 volte a settimana e un altro 40% che sostiene di farlo comunque tra le 2 e le 5 volte nello stesso arco di tempo. Anche la formula mista di Amazon, che mescola l’abbonamento (SVOD) di Prime con l’ acquisto o noleggio di singoli titoli (TVOD) di Instant Video, avrebbe però più di un punto di forza.

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Netflix a Cuba (con o senza banda)

Il leader americano del video on demand ad abbonamento (SVOD) ha seriamente intenzione di portare a termine la propria espansione globale entro il 2016 e, a scanso di dubbi, dopo l’annuncio della prossima apertura in Giappone ieri è arrivato quello decisamente meno scontato di uno “sbarco” a Cuba. per quanto Netflix vanti una lunga e consolidata presenza in America Latina, la mossa sembra avere poco di strategico considerando che al territorio mancano tutte le caratteristiche finora dichiarate fondamentali per l’inclusione all’interno delle aree coperte dal servizio, cioè un’ampia disponibilità di banda, l’abitudine ai pagamenti online e, in via preferenziale, un’industria audiovisiva forte.

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Anche Nickelodeon diventa on demand

Seguendo la scia già tracciata da HBO e  CBS, un altro importante canale a pagamento statunitense sta per lanciarsi nel mondo degli over the top con un servizio online “stand-alone”, sganciato cioè dall’abbonamento televisivo tradizionale. L’emittente stavolta è Nickelodeon e la notizia appare di primo piano, trattandosi non solo di un gigante dell’intrattenimento, ma di un operatore specializzato con quel target infantile che tanto conta nel consumo audiovisivo e in particolare in quello domestico. Ad annunciare la svolta, che prenderà avvio prestissimo, a febbraio, è stato lo stesso Philippe Dauman, CEO della del colosso delle TLC Viacom cui fa capo anche il canale satellitare.

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Warner e Sony preparano un servizio di streaming nel SE asiatico

10 mila tra film hollywoodiani e serie tv, più un necessario assortimento di produzioni locali: se in Europa la diffusione del video on demand sembra passare obbligatoriamente per ls forzo di servizi OTT come Netflix, in altre zone del mondo sono le stesse distribuzioni ad attivarsi affinché questa modalità di fruizione del prodotto audiovisivo non resti in balìa dell’offerta illegale. Parliamo in particolare del  Sud-est asiatico, dove le major Warner Bros e Sony hanno stretto alleanza con la telco Singtel per il lancio di un portale di streaming video, chiamato HOOQ.

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Francia, Carrefour si lancia nel VOD con Nolim Films

Se c’è spazio per Netflix, ce ne deve essere anche per la versione online dei videostore della grande distribuzione: il mercato dell’on demand francese continua a espandersi, e lo fa tramite la nota catena di supermercati Carrefour che ha deciso di far debuttare un nuovo portale web per l’acquisto e il noleggio di film e serie tv. Il servizio si chiama Nolim Films e mira a competere con le formula ad abbonamento del noto operatore americano sia con l’offerta di nuove uscite non disponibili in SVOD, sia con una forte integrazione con Ultraviolet, cioè il sistema che permette di vedere sul web i titoli già acquistati in DVD e Blu-ray.

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Vessel: in arrivo il rivale di YouTube che cambierà il VOD?

La partenza era attesa entro il 2014 e siamo perciò un po’ in ritardo rispetto a quanto previsto dall’industria, ma rimane comunque alto l’interesse rispetto a Vessel: un nuovo operatore di video on demand che dovrebbe nascere a breve per volere di Jason Kilar, ex CEO di Hulu, e che intende dichiaratamente far concorrenza a YouTube e al suo modello di business ritenuto poco remunerativo per i creatori di contenuti. L’apertura di una nuova piattaforma per la fruizione legale di video non è di per sé gran cosa, ma gli illustri precedent di Kilar e il modello di business perseguito, unito alle crescenti polemiche sulla “staticità” dell’hub video di Google, rendono Vessel un’operazione effettivamente fuori dell’ordinario.

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Web alla conquista dell’audiovisivo: Allen per Amazon, Wong Kar-Wai per Alibaba

Non ci sono solo le cifre sborsate per aggiudicarsi i diritti sui film e le serie tv più popolari, che superano già i 5 miliardi di dollari all’anno nei soli Stati Uniti: i giganti del web e gli OTT ormai sembrano destinati ad affermarsi quali referenti di primo piano nella produzione audiovisiva, anche su scala mondiale e con nomi che hanno poco da invidiare alla “vecchia” industria dell’entertainment. Dopo la vittoria di un Golden Globe con il suo serial comico Transparent, ieri Amazon ha annunciato un nuovo progetto originale di alto profilo, firmato da un regista che di commedia brillante ne sa qualcosa come Woody Allen.

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