video on demand

Netflix: trimestrale sotto le aspettative e “inevitabile” scontro con HBO

Il CEO Reed Hastings lo va ripetendo da 3 anni e l’intera strategia recente di Netflix sembra essere stata tarata su questo preciso momento: quello in cui i colossi della tv tradizionale si sarebbero aperti ai nuovi modelli di distribuzione digitale, scendendo sullo stesso campo di gioco degli over the top. Così alla notizia che HBO è intenzionata  a lanciare negli USA, a stretto giro, un portale di video on demand indipendente dalla sua attività di pay-tv, il leader locale dello streaming ad abbonamento non si è scomposto, indicando nella lettera trimestrale agli azionisti come “inevitabile e sensato” lo scontro con il nuovo competitor.

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Netflix: svecchieremo l’antiquato sistema delle finestre

Raddoppiare l’offerta nei nuovi mercati europei entro i prossimi 12 mesi, preparare lo sbarco nell’area asiatica e svecchiare il sistema distributivo cinematografico, fermo a quasi 50 anni fa. Puntuale e ambizioso come sempre il programma di Netflix, servizio leader nel video on demand ad abbonamento (SVOD), che ha ribadito i propri obiettivi strategici per voce del suo responsabile dei contenuti, Ted Sarandos, intervenuto oggi al Mipcom, il mercato dei prodotti di intrattenimento di Cannes.  Tra gli argomenti più caldi affrontati, ovviamente ,quello delle window che regolano l’uscita dei film sulle diverse piattaforme di sfruttamento: oltre ad aver  scatenato l’opposizione degli esercenti americani per l’uscita day-and-date in sala e online de La Tigre e il Dragone 2, il portale di streaming ha appena portato a casa un accordo per distribuire direttamente sul web quattro nuovi film del popolare attore comico Adam Sandler. Entrambe mosse che colpiscono al cuore l’industria cinematografica e il suo modello di business e che, sottolinea Sarandos, non mirano a “uccidere le finestre” e la cronologia dei media, ma a “restituire scelta e opzioni” a consumatori sempre più connessi e sempre più via mobile.

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Da pay tv a OTT: Starz entra nel mercato internazionale dello streaming

Finora il nome di Starz nell’ambito del video on demand online è stato legato soprattutto al burrascoso rapporto con Netflix, di cui è stata tra i primi fornitori di contenuti e con cui ha poi rotto la partnership al crescere della popolarità del servizio di streaming ad abbonamento. Ora la pay tv statunitense ha invece deciso di entrare in prima persona in questo campo di gioco, sfruttando la distribuzione digitale per lanciarsi sul mercato audiovisivo internazionale.

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Cina, i ricavi del digitale raggiungeranno presto quelli della sala

Nei primi 9 mesi del 2014 il box office cinese ha già raggiunto i 3,55 miliardi di dollari, con un incremento del 32% che lo ha portato già a raggiungere gli incassi di tutto il 2013. Secondo mercato mondiale per i ricavi theatrical, la Repubblica Popolare potrebbe aumentare ulteriormente il proprio peso nel settore cinematografico aggiungendo a queste cifre già sorprendenti quelle in uguale espansione della distribuzione digitale. A sostenerlo è il primo portale di video on demand del Paese, iQIYI, secondo cui il ramo online sta crescendo così rapidamente da poter raggiungere i livelli del botteghino entro 5 anni.

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Addio a RedBox Instant by Verizon, il presunto anti-Netflix

Chiuderà domani, segnando la prima clamorosa sconfitta di un servizio nato con il preciso intento di fare concorrenza al leader di mercato nel settore dell’on demand ad abbonamento. Il portale in questione è Redbox Instant by Verizon,  servizio lanciato a marzo 2013 da due partner molto insoliti: da un lato appunto Redbox, marchio specializzato nel noleggio di DVD e Blu-ray tramite distributore automatico, e dall’altra un colosso internazionale della fibra ottica, nonché provider di servizi di telefonia e tv. L’idea di business era quella di combinare il video on demand con il noleggio low cost di film su disco, focalizzandosi su quella fascia di utenti lasciata scoperta dal progressivo spostamento di Netflix verso la Rete.

Redbox Instant by Verizon

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VOD: Netflix farà crescere il mercato europeo del 35% all’anno

Si fa imminente l’espansione europea del potente competitor Netflix, leader americano dello streaming legale ad abbonamento di film e serie tv. A settembre il servizio aprirà i battenti in due territori fondamentali per l’audiovisivo comunitario quali Francia e Germania, più Belgio, Lussemburgo, Austria e Svizzera, alimentando già da ora le previsioni sull’impatto di tale ingresso sul mercato locale. Le nuove aree dovrebbero portare al l’operatore di SVOD (subscription video on demand) tra i 5 e i 6 milioni di nuovi utenti e, secondo l’istituto di ricerca IHS, l’Eropa arriverà a contare entro il 2015 per il 20% del suo bacino globale di abbonati. In parallelo, l’arrivo del competitor americano imprimerà una decisa accelerazione al video on demand del Vecchio Continente e in particolare alla formula dell’abbonamento, la cui crescita stimata è del 35% annuo per i prossimi 5 anni.

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Time Warner: l’on demand sempre più centrale per i ricavi delle media company

Lo SVOD (subscription video on demand) sta diventando una fonte di entrate sempre più rilevante non solo per il settore audiovisivo nel suo complesso ma anche per i colossi mediatici. A sostenerlo il CEO di Time WarnerJeff Bewkes, che presentando i dati trimestrali della compagnia ha sottolineato anche le rilevanti aspettative di crescita riguardanti il ramo dello streaming ad abbonamento. Se nel 2013 la cessione di diritti a operatori quali Netflix, Amazon e Hulu ha generato ben 400 milioni di dollari, per l’anno in corso ci si aspetta una crescita percentuale a doppia cifra “e per questo non intendo 10 o 20% ma molto di più”, ha sottolineato il top manager. A renderlo così fiducioso nel comparto, non solo la diffusione di questo modello di consumo ma anche la crescente concorrenza tra gli operatori, che sta spingendo verso l’alto anche i margini delle major dell’intrattenimento. 

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Wide: dalla Francia al Regno Unito grazie al VOD

Se il leader americano dello streaming ad abbonamento, Netflix, sta per lanciare la sua offensiva al Vecchio Continente, i servizi già presenti nel mercato europeo si stanno organizzando per contrattaccare in anticipo. La casa di produzione e distribuzione Wide sta ad esempio oltrepassato i confini francofoni, lanciandosi nella distribuzione on demand dei suoi titoli in Inghilterra e Irlanda. Lo farà attraverso una partnership con la piattaforma VOD FilmDoo, specializzata appunto nel prodotto indipendente locale e internazionale. Il primo film della casa cinematografica francese a uscire “su richiesta” oltremanica sarà un titolo già passato alla Berlinale, Supernova, che sarà portato ind ay-and-date anche nelle sale dal distributore locale Matchbox. L’intesa con FilmDoo al momento sarà limitata alle due aree inglesi e irlandesi, ma l’intenzione è di espanderla ad altri territori anglofoni.

Supernova

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Netflix: come lo si può vedere dall’Italia e con quali conseguenze

Su Cineguru.biz abbiamo già parlato abbondantemente di Netflix, di come la sua formula ad abbonamento mensile abbia sostenuto la crescita del video on demand negli Stati Uniti e di come la sua progressiva espansione in Europa potrebbe scardinare e al contempo dare nuovo impulso a questo settore anche nel Vecchio Continente. A partire da settembre il servizio aprirà le attività in alcuni dei mercati più forti e strutturate dal punto di vista dell’audiovisivo, in particolare quello francese e tedesco, senza toccare però il nostro Paese, si dice a causa del nostro ritardo nella banda larga. In realtà c’è da chiedersi quanto l’esclusione dell’Italia non abbia a che fare con la difficoltà a reperire i diritti su film e contenuti di successo, in particolare di produzione nazionale, con la forza e l’influenza dei broadcaster su tutta la filiera e con la centralità di calcio e sport nell’intrattenimento domestico. Tutte questioni che potrebbero tuttavia diventare secondarie rispetto a un dato di fatto fondamentale: vedere Netflix dall’Italia non è solo tecnicamente possibile, ma potrebbe diventare presto un’alternativa cui rivolgersi per consumatori sottoposti a quello che appare come un palese “gap” di mercato.

netflix e l'italia

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VOD: un mercato da 750 milioni, in Germania

Con una crescita annua di abbonati a servizio SVOD (subscription video on demand) pari al 50%, il mercato tedesco dei contenuti audiovisivi fruiti su richiesta è destinato a crescere fino a 750 milioni di euro. A sostenerlo è la società di consulenza Goldmedia, secondo cui tale cifra sarà raggiunta intorno al 2019, alla luce della buona predisposizione degli utenti del web rilevata in un sondaggio condotto su un campione di oltre mille naviganti.

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