video on demand

Il VOD di Wuaki arriva anche in Germania e in 4k: Italia alle porte?

Non solo Netflix: con meno clamore rispetto al concorrente americano ma in linea con le tempistiche preannunciate in estate dai vertici dell’azienda, il servizio di video on demand Wuaki.tv sta procedendo con l’espansione europea e, dopo aver aggiunto la Francia a Spagna e Regno Unito, ieri ha ultimato il debutto in Germania, forte anche di un’offerta in Ultra HD ancora poco diffusa nel Vecchio Continente. Controllata dal colosso giapponese dell’eCommerce Rakuten, la piattaforma dovrebbe inoltre ampliare la propria presenza anche all’Italia, come anticipato da diversi rumor, per poi continuare il roll-ou in altri territori europei e proporsi dunque quale player di primo piano del mercato video over the top, accanto alla nota produttrice di House of Cards e Amazon. La notizia del debutto tedesco, in particolare, è stata accompagnata da quella di un’estensione del catalogo in 4k al nostro Paese già nelle prossime settimane, con una mossa che porterebbe una discreta ventata di internazionalità in un settore dominato dai nuovi operatori legati ai broadcaster, Sky Online e Infinity di Mediaset.

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La NATO su Netflix: un castello di carte

In un articolo su Pro.Boxoffice.Com  a firma di Patrick Corcoran, Vice President & Chief Communications Officer della NATO, l’associazione americana degli esercenti cinematografici si esprime in merito a Netflix e a alle uscite simultanee rispetto alla sala cinematografica. L’articolo  – intitolato Netflix and the Myth of Innovation: Simultaneous Release Is a House of Cards (Netflix e il mito dell’innovazione: le uscite simultanee sono un “castello di carte”, in riferimento al titolo della serie tv House of Cards) – prende il via dalla decisione di Netflix, operatore leader nelle distribuzione streaming, di distribuire day and date il  sequel de la tigre e il dragone, sia VOD che sugli schermi IMAX. Decisione contestata fortemente dal mondo dell’esercizio, mentre il responsabile dei contenuti di Netflix Ted Sarandos continua a parlare di “vecchi modelli di distribuzione”.

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Redbox: prezzi più alti e videogame, la nuova strategia dell’home video USA

Da 1,20 a 1,50 dollari a notte per il noleggio dei DVD, mentreBlu-ray e videogame saliranno rispettivamente a 2 e 3 dollari. A partire da dicembre i consumatori americani ancora affezionati al videonoleggio dovranno cominciare a fare meglio i conti quando si accingeranno a prelevare film e giochi dai popolari distributori automatici di Redbox, famosi per i loro prezzi altamente concorrenziali che permettono di godere delle ultime uscite in home video pagando anche meno del video on demand online. Nonostante il costo per disco sia ancora contenuto, l’incremento stabilito per il costo di noleggio è nell’ordine del 25% ed è il primo per quanto riguarda il comparto game e alta definizione, per i film invece c’era già stato uno storico aumento nel 2011 rispetto a quel “1 dollaro a notte” che ha aiutato il successo e la diffusione dei tipici chioschi rossi su tutto il territorio statunitense, in particolare nelle location della grande distribuzione.

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Essere o non essere… in VOD? Anche Shakespeare arriverà on demand

Se i grandi eventi teatrali hanno trovato un nuovo e fruttuoso sbocco nella multiprogrammazione cinematografica, sfruttando anche meglio dei film la flessibilità consentita dal digitale, ora il placoscenico è pronto a farsi strada anche nel campo dei servizi OTT. Non stiamo parlando di una produzione qualsiasi ma di quelle del Globe Theatre di Londra, che diventerà il primo a lanciare una piattaforma di video on demand per la distribuzione digitale dei propri contenuti.

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Dal VOD 6,8 miliardi in arrivo per cinema e tv

L’online nemico dell’industria audiovisiva? Non sembrerebbe dalle ultime stime di RBC Capital Markets, secondo cui gli investimenti che i servizi di streaming ad abbonamento stanno effettuando in contenuti arriveranno a toccare i 6,8 miliardi di dollari nel 2015, assottigliando progressivamente la forbice rispetto alle cifre provenienti dai broadcaster tradizionali. Già alla fine di quest’anno, gli operatori di SVOD (subscription video on demand) pagheranno agli studi cinematografici e televisivi una somma prevista di 5,2 miliardi, ben superiore ai 3,3 miliardi spesi in diritti dai canali via etere.

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Lionsgate e Tribeca si alleano alla conquista del VOD d’autore

Cosa ci fanno insieme una major che si sta facendo strada nell’Olimpo hollywoodiano, soprattutto con franchise quali Hunger Games e Twilight, e uno dei principali appuntamenti festivalieri del cinema indipendente? La risposta è nei nuovi modelli di distribuzione e di visione del prodotto cinematografico, fondamentali soprattutto per quei titoli d’autore o di nicchia cui non sempre viene riservato grande spazio dai media internazionali. Ecco perciò che lo studio Lionsgate e la kermesse newyorkese Tribeca hanno deciso di allearsi per lanciare un nuovo portale di video on demand, con un ricambio settimanale di titoli, dove a contare non sarà la quantità di film offerti ma la cura nella loro selezione.

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Netflix: trimestrale sotto le aspettative e “inevitabile” scontro con HBO

Il CEO Reed Hastings lo va ripetendo da 3 anni e l’intera strategia recente di Netflix sembra essere stata tarata su questo preciso momento: quello in cui i colossi della tv tradizionale si sarebbero aperti ai nuovi modelli di distribuzione digitale, scendendo sullo stesso campo di gioco degli over the top. Così alla notizia che HBO è intenzionata  a lanciare negli USA, a stretto giro, un portale di video on demand indipendente dalla sua attività di pay-tv, il leader locale dello streaming ad abbonamento non si è scomposto, indicando nella lettera trimestrale agli azionisti come “inevitabile e sensato” lo scontro con il nuovo competitor.

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Netflix: svecchieremo l’antiquato sistema delle finestre

Raddoppiare l’offerta nei nuovi mercati europei entro i prossimi 12 mesi, preparare lo sbarco nell’area asiatica e svecchiare il sistema distributivo cinematografico, fermo a quasi 50 anni fa. Puntuale e ambizioso come sempre il programma di Netflix, servizio leader nel video on demand ad abbonamento (SVOD), che ha ribadito i propri obiettivi strategici per voce del suo responsabile dei contenuti, Ted Sarandos, intervenuto oggi al Mipcom, il mercato dei prodotti di intrattenimento di Cannes.  Tra gli argomenti più caldi affrontati, ovviamente ,quello delle window che regolano l’uscita dei film sulle diverse piattaforme di sfruttamento: oltre ad aver  scatenato l’opposizione degli esercenti americani per l’uscita day-and-date in sala e online de La Tigre e il Dragone 2, il portale di streaming ha appena portato a casa un accordo per distribuire direttamente sul web quattro nuovi film del popolare attore comico Adam Sandler. Entrambe mosse che colpiscono al cuore l’industria cinematografica e il suo modello di business e che, sottolinea Sarandos, non mirano a “uccidere le finestre” e la cronologia dei media, ma a “restituire scelta e opzioni” a consumatori sempre più connessi e sempre più via mobile.

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Da pay tv a OTT: Starz entra nel mercato internazionale dello streaming

Finora il nome di Starz nell’ambito del video on demand online è stato legato soprattutto al burrascoso rapporto con Netflix, di cui è stata tra i primi fornitori di contenuti e con cui ha poi rotto la partnership al crescere della popolarità del servizio di streaming ad abbonamento. Ora la pay tv statunitense ha invece deciso di entrare in prima persona in questo campo di gioco, sfruttando la distribuzione digitale per lanciarsi sul mercato audiovisivo internazionale.

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Cina, i ricavi del digitale raggiungeranno presto quelli della sala

Nei primi 9 mesi del 2014 il box office cinese ha già raggiunto i 3,55 miliardi di dollari, con un incremento del 32% che lo ha portato già a raggiungere gli incassi di tutto il 2013. Secondo mercato mondiale per i ricavi theatrical, la Repubblica Popolare potrebbe aumentare ulteriormente il proprio peso nel settore cinematografico aggiungendo a queste cifre già sorprendenti quelle in uguale espansione della distribuzione digitale. A sostenerlo è il primo portale di video on demand del Paese, iQIYI, secondo cui il ramo online sta crescendo così rapidamente da poter raggiungere i livelli del botteghino entro 5 anni.

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