Se l’offerta legale di film e serial è una delle armi più importanti contro la pirateria audiovisiva, è altrettanto vero che la frammentazione di tale offerta e il gap informativo nei confronti degli utenti della Rete può inficiare in egual modo il lavoro degli operatori del video on demand. Non sempre infatti questi servizi sono in grado di intercettare una domanda di contenuti che è stata a lungo dirottata, per mancanza di alternative, su destinazioni illegali, e questo non solo in un mercato ancora poco sviluppato come quello italiano, ma anche in un panorama ormai ben più maturo come quello del VOD statunitense. Perfino in quel contesto, a quanto pare, l’audience online può incontrare difficoltà a reperire il titolo desiderato, seppur a causa della moltitudine dei canali disponibili piuttosto che per la loro scarsità o la recente attivazione. Ecco così che l’MPAA – Motion Picture Association of America, ha deciso di rimediare creando un sito in cui scoprire e da cui partire per esplorare tutti i servizi disponibili a livello nazionale.
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VOD: in Europa più di 3mila operatori, ma con una forte presenza di player statunitensi
In Europa, ci sono più di 3mila piattaforme di video on demand, di cui 447 (18%) dedicate ai prodotti cinematografici nei soli Stati Membri UE e 130 con sede al di fuori del panorama comunitario. È quanto rivelato in occasione del Mercato del Festival di Cannes dall’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo, impegnato per la prima volta in una mappatura esaustiva di questo nuovo settore, fondamentale per l’industria televisiva e cinematografica. Se negli Stati Uniti il VOD si è già affermato quale segmento imprescindibile per la ripresa del languente mercato dell’home entertainment la pratica di fruire di film e programmi televisivi “su richiesta”, specialmente online, si è sviluppata in maniera molto più disomogenea nel contesto europeo, dove alcune zone hanno già visto l’arrivo di forti competitor statunitensi mentre altre, come l’Italia, faticano ancora a trovare la giusta spinta propulsiva per portare il nuovo tipo di offerta oltre la fase embrionale.
Netflix: la prima trimestrale conferma quasi 30 milioni di abbonati negli USA e il sorpasso di HBO
Tempo di bilanci per il portale di SVOD (subscription video on demand), leader del mercato USA del noleggio di film e serie tv via web. Innanzitutto, i risultati finanziari: tra gennaio e marzo 2013, il servizio di streaming ha superato per la prima volta il miliardo di ricavi nella storia delle proprie trimestrali, in netta crescita rispetto agli 889 milioni di dollari raccolti nell’analogo periodo dell’anno precedente. Quello che più conta, tuttavia, è che negli scorsi mesi Netflix ha aggiunto altri 2,03 milioni di abbonanti al proprio bacino di utenti USA, arrivando così alla notevole cifra complessiva di 29,17 milioni, più degli iscritti dell’emittente americana HBO (28,7 milioni di abbonamenti a fine 2012).

Amazon: debuttano online i pilot di 14 possibili serial autoprodotti
Se il fronte della programmazione di contenuti originali è quello su cui principalmente si combatte la battaglia per il mercato del video on demand negli Stati Uniti, Amazon ha deciso di far debuttare ufficialmente l’artiglieria. Il portale di e-commerce ha infatti reso disponibili online e in modalità gratuita tutti i 14 pilot realizzati dai suoi studi di produzione, con l’obiettivo di ricevere più feedback possibili dagli spettatori e lasciar loro determinare il destino di ciascun serial.
WB Archive Instant: i classici Warner on demand sulla scia di Netflix
Chi ha detto che gli Studios non vanno d’accordo con Netflix? Non solo le major hollywoodiane sembrano aver raggiunto una maggior consapevolezza di quanto il mercato del video on demand conti nei nuovi equilibri dell’industria audiovisiva, ma ora cominciano anche a imitare i grandi portali di streaming per valorizzare le loro library. A prendere l’iniziativa, in particolare, è stata Warner Bros., che ha inaugurato una nuova destinazione “di nicchia” in cui trovare quei titoli di catalogo più difficili da reperire, puntando a una ristretta ma teoricamente solida fan base di appassionati di cinema e storiche serie tv.

Filmauro entra nell’on demand online
Fino a oggi Filmauro è stata associata al video on demand soprattutto per le dichiarazioni del suo patron Aurelio De Laurentiis, tornato più volte a schierarsi a favore di una riduzione drastica delle windows previste per il passaggio dei film dalla sala all’online, tanto da ipotizzare l’avvio di un’offerta premium in day and date con le release theatrical. Il passo ora annunciato dalla stessa distribuzione cinematografica, guidata appunto da Aurelio e Luigi De Laurentiis, non può essere considerato altrettanto radicale, ma va comunque nella direzione del VOD, grazie al debutto in digitale della library Filmauro, a partire dalla sua ultima commedia natalizia di punta, Colpi di fulmine.
Speciale video on demand #11: un’infografica per conoscere l’offerta di VOD in Italia

Come abbiamo illustrato finora nel nostro speciale video on demand, sono sempre di più le piattaforme e gli operatori che si stanno lanciando nell’offerta legale di film e contenuti audiovisivi in Rete, e che cominciano perciò a dare corpo a un nuovo mercato finora occupato principalmente dalla pirateria. Ma dove cercare un film da vedere online, in streaming o tramite download, con quali dispositivi si possono fruire i contenuti audiovisivi disponibili legalmente sul web e a quali prezzi? Ecco l’infografica che abbiamo elaborato per illustrare in sintesi il funzionamento delle principali piattaforme di video on demand presenti in Italia: da quelle collegate ai grandi broadcaster o agli operatori di TLC, fino a quelle gratuite o focalizzate su particolari fasce di pubblico e di prodotto, come il cinema d’autore o il documentario.
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“Ogni artista vorrebbe che un film uscisse solo in sala”: Richard Gere parla della distribuzione in VOD di Arbitrage
Uscirà il 14 marzo nei nostri cinema Arbitrage, con il titolo italiano La Frode: thriller diretto dall’esordiente Nicholas Jarecki che ha fatto parlare molto di sé al momento della release americana, non solo per la partecipazione di star quali il protagonista Richard Gere, Susan Sarandon, Tim Roth o Laetitia Casta, ma anche per la sua particolare modalità distributiva. Il film, infatti, rappresenta una di quelle opere indipendenti che hanno recentemente tentato la strada del debutto day-and-date, cioè in contemporanea, nei cinema e in video on demand, anche su internet. Il titolo, per l’esattezza, ha incassato 8 milioni di dollari al box office e ben 14 milioni grazie alla distribuzione in VOD su tv via cavo, satellite e piattaforme online quali iTunes e Amazon. Un risultato che, secondo, The Hollywood Reporter è il migliore mai registrato per un esperimento del genere negli USA, e che non a caso viene spesso citato quale esempio delle potenzialità di questa nuova strategia, soprattutto per film d’autore o con un pubblico meno esteso, ma con la presenza di grandi nomi come appunto quello di Richard Gere. Dato che l’attore è stato ieri a Roma per incontrare la stampa italiana, gli abbiamo chiesto il suo personale punto di vista sulle uscite day-and-date in sala e in VOD.

Home video: anche in Italia cresce la “digital delivery” grazie a EST e VOD
Come abbiamo evidenziato nel corso degli ultimi mesi attraverso il nostro speciale video on demand, la distribuzione digitale di contenuti audiovisivi si sta delineando quale settore centrale per le sorti dell’home entertainment, non solo in Italia, dove il mercato sta muovendo ancora i primi passi, ma a livello internazionale. A conferma di questa tendenza arriva anche il riconoscimento di Univideo (Unione Italiana Editoria Audiovisiva), che insieme ai dati relativi all’andamento di DVD e Blu-ray nel 2012, ha sottolineato anche il ruolo sempre più centrale giocato dall’offerta legale in Rete e dalla cosiddetta “digital delivery”.

Netflix: dopo il successo finanziario, pronta a produrre nuovi contenuti originali
Manca ormai pochissimo all’arrivo online di House of Cards: serie tv molto attesa non solo perché diretta dal regista David Fincher e interpretata da Kevin Spacey, ma anche perché produzione di punta di Netflix, il portale di video on demand che da tempo ha indirizzato la propria strategia verso i contenuti originali. Se da un lato si attendono i risultati di questo nuovo serial, disponibile a partire dal primo febbraio, dall’altro il servizio di streaming ha già deciso di imprimere un’ulteriore accelerazione al suo programma, forte dei risultati sopra le attese registrati nell’ultimo trimestre del 2012.

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