Produzione

Rapporto FEdS 2013: luci e ombre del mercato del cinema italiano

Il 2013, per il cinema italiano, è stato l’anno di due traguardi molto diversi eppure ugualmente significativi: da una parte l’Oscar a La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, dall’altra il record segnato dalla commedia Sole a catinelle con protagonista il comico Checco Zalone, che con oltre otto milioni di spettatori ha superato anche i biglietti staccati da Avatar diventando il film più visto in Italia (ovviamente in era  Cinetel). Dietro a queste luci, un contesto caratterizzato sì da un aumento della quota di mercato dei titoli nazionali (dal 25 al 30% degli incassi) e da un numero crescente di opere distribuite, ma anche da un calo significativo di investimenti e risorse, fotografato anche quest’anno a 360° gradi dal rapporto Il Mercato e l’Industria del Cinema in Italia della Fondazione Ente dello Spettacolo.

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Ciné: cala il pubblico nel 2° trimestre, associazioni auspicano coesione

Se il bilancio delle presenze al cinema nei primi 6 mesi del 2014 a prima vista non sembra preoccupante, avendo segnato appena un -0,5% rispetto al 2013, il risultato è frutto di una battuta d’arresto piuttosto netta avvenuta tra aprile e giugno, che lascia intravedere ombre più pericolose rispetto alla semplice presenza, di certo non coadiuvante, dei mondiali. A metterlo in luce sono state le stesse associazioni di categoria della settima arte, riunite in occasione di Ciné, quarta edizione delle Giornate Estive di Cinema in corso fino a domani a Riccione.

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Antipirateria: le armi sono informazione e coinvolgimento

“La pirateria è un reato”, “rubare è vietato dalla legge”, teschi e ossa e addirittura, in altri Paesi, l’accusa di aiutare terrorismo e traffici illeciti di varia natura. L’antipirateria, come l’abbiamo conosciuta finora, ha puntato spesso e senza troppi risultati sulla colpevolizzazione degli utenti e sulla denuncia dell’illegalità di pratiche come il download. Da quando l’home entertainment ha cominciato a sperimentare una vera e propria migrazione di consumatori e proventi verso l’online, è diventato tuttavia più chiaro come la pirateria non sia da liquidare solo come comportamento criminoso. L’offerta illecita in passato ha supplito anche alla carenza di quella legale, sviluppata con ritardo da un’industria refrattaria agli inevitabili cambiamenti indotti dalla tecnologia. Ecco perché anche l’antipirateria necessita di un radicale cambio di strategia, come dimostra l’esempio inglese dell’Industry Trust for IP Awareness: sorta di corrispettivo della nostra Fapav, passata dalle campagne contro il “furto” a quelle per il supporto attivo all’industria creativa e per la diffusione della conoscenza delle alternative legali alla violazione del copyright.

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Accendono i motori le copruzioni Italia-Cina, mentre la RPC spinge su fondi e incentivi fiscali

È pronto a dare i propri frutti l’accordo di coproduzione Italia-Cina: sono state siglate infatti ieri a Pechino le norme attuative dell’intesa già in vigore dal 2013. Ad apporre la firma al documento, che definisce finalmente il quadro giuridico entro cui potranno operare le aziende cinematografiche italiane e cinesi, l’Ambasciatore Alberto Bradanini e Zhang Hongsen, direttore del Dipartimento Cinema dell’Amministrazione per le Pubblicazioni stampa, Radio, Cinema e TV della Repubblica Popolare. D’ora in poi, le opere coprodotte ai sensi del Trattato avranno doppia nazionalità, italiana e cinese, garantendosi così l’accesso ai rispettivi sistemi di sostegno pubblico alla settima arte. Cosa ancora più importante, l’accordo esime questi film dalle rigide quote imposte dalla Cina all’importazione di titoli cinematografici stranieri.

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Cina importante quanto gli USA: la ricetta di Relativity per impiantarsi nel fiorente mercato asiatico

“La Cina è un mercato tanto importante quanto gli Stati Uniti”: l’affermazione, che stupisce sempre meno con la continua espansione del box office della Repubblica Popolare, viene dal CEO della casa cinematografica Relativity Media, Ryan Kavanaugh, intervenuto allo Shanghai Film Festival per presentare nuove importanti partnership con aziende e media company locali.  Tra gli accordi conclusi dallo studio spicca soprattutto quello finanziario e distributivo con l’emittente pubblica Jiangsu Broadcasting Corp. (JSBC), ma anche l’intesa con l’Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), uno dei principali istituti di credito a livello mondiale, e soprattutto quella con l’organismo statale China Film Promotion International (CFPI), che ha fatto rientrare Relativity tra  i distributori internazionali ufficiali della produzione nazionale del Celeste Impero.  Un impegno insomma massiccio, in cui si intravede qualcosa di più del desiderio di accaparrarsi una fetta più consistente di un botteghino che a fine maggio aveva già superato 1,7 miliardi di dollari e che, secondo alcune stime, dovrebbe superare quello americano entro 5 anni.

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De Paolis (BIM) entra in Tempesta, produttore de Le Meraviglie

Le meraviglie, il film di Alice Rohrwacher premiato al 67° Festival di Cannes con il Gran Prix della Giuria, sembra avere un titolo profetico, almeno per la sua casa di produzione,  la Tempesta di Carlo Cresto-Dina, che oltre al prestigioso riconoscimento ora vedrà anche l’ingresso di un nuovo socio di rilievo. Si tratta di Valerio De Paolis, già fondatore di BIM, che ha distribuito in Italia il titolo entrato in palmares. Stando a quanto dichiarato in una nota congiunta, De Paolis ha infatti acquisito una partecipazione del 20% nella società, in cui è entrata anche la stessa Rohrwacher, con una quota pari a quella già detenuta da Leonardo Di Costanzo, regista del film di Tempesta L’intervallo.

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Cannes 2014: Riccardo Tozzi (ANICA) ci parla dell’internazzionalizzazione del cinema italiano

In un Festival dalla risonanza globale come quello di Cannes, sembra più che opportuno parlare di internazionalizzazione e delle iniziative che la nostra cinematografia può intraprendere per aumentare la sua presa sul mercato estero. Il tema è stato affrontato oggi all’Italian Pavilion, nella sezione industry della prestigiosa manifestazione francese, e abbiamo chiesto di parlarcene a Riccardo Tozzi, presidente dell’ANICA, l’associazione nazionale delle industrie cinematografiche che è tra i principali promotori del rilancio internazionale del nostro prodotto audiovisivo.

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Rai Cinema potrebbe cercare nuovo capitale in Borsa [Rumor]

Fermento finanziario in vista per il cinema italiano: se la settimana scorsa è stata la distribuzione indipendente Notorious Pictures ad annunciare il proprio arrivo sull’AIM, il Mercato Alternativo del Capitale, la via della quotazione sembra allettare anche uno dei player principali della settima arte come Rai Cinema. A sostenerlo è The Hollywood Reporter, secondo cui la controllata del servizio pubblico starebbe osservando con interesse l’esperienza di Notorious per valutare l’opportunità di rivolgersi alla Borsa per aumentare le proprie disponibilità.

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Mercato cinese: focus sull’Italia al Festival di Pechino

La commedia di Matteo Oleotto, Zoran, il mio nipote scemo, in concorso con illustri concorrenti, come il maestro Wong kar-Wai, e una star nostrana quale Maria Grazia Cucinotta in giuria: parte già con molta Italia il 4° Festival del cinema di Pechino, al via oggi nella capitale cinese. Ma la presenza tricolore, oltre a essere una novità per il Beijing International Film Festival, si distingue anche per un appuntamento speciale con il nostro Paese previsto all’interno del focus “Discovering Italy”, organizzato dalla kermesse in collaborazione con l’ANICA, l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali.

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Cinema italiano: ANICA lancia l’allarme contro i budget “miniaturizzati” e la defezione delle tv

Non si arresta la produzione italiana di cinema: nel 2013 sono stati 167 i film realizzati, uno in più rispetto all’anno precedente, con un decisivo aumento dei titoli nazionali al 100% e una parallela flessione nelle coproduzioni, sia maggioritarie che minoritarie. A calare in modo significativo è però il livello degli investimenti, scesi a 357, 60 milioni di euro con una perdita del 27% in confronto agli oltre 493 milioni del 2012. Un dato messo in luce oggi nella presentazione Tutti i Numeri del Cinema Italiano 2013, fotografia del settore nostrano della settima arte scattata come ogni anno da ANICA e Mibact per fare il punto sulle criticità del mercato. Criticità che ancora una volta sono state identificate soprattutto con la ritrazione e la frammentazione delle risorse a disposizione dei produttori, con il costo medio di un film italiano passato da oltre 2 milioni a 1,8 milioni di euro.

tutti i numeri del cinema italiano 2013

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