Dopo il colpo subito a fine ottobre con la perdita di un’importante fetta di utenti negli USA e il crollo del suo valore in Borsa, Netflix non si arrende, e torna sul mercato. L’obiettivo: continuare a perseguire quella strategia di aumento del capitale che aveva già spinto il portale, specializzato nello streaming di film e serie tv, a imporre un impopolare aumento di prezzo, e che evidentemente continua a essere ritenuta necessaria per l’espansione del business al continente europeo.


La compagnia californiana ha perciò annunciato ieri l’emissione di titoli e bond per un valore complessivo di 400 milioni di dollari (The Wrap). Le azioni, con cui Netflix intende ricavare circa la metà della suddetta somma, saranno vendute a 70 dollari l’una, cioè un po’ al di sotto del prezzo a cui vengono scambiate dopo il crollo verticale degli ultimi mesi, che ha reso un lontano ricordo quel picco di 300 dollari a cui erano arrivate nel mese di luglio.

C’è però da dire che i ribassi in questo momento sono generalizzati: a causa dell’incertezza sul rientro degli USA dal debito pubblico, anche altre major del settore dei media e dell’intrattenimento hanno fatto registrare significative perdite. Lunedì (dati sempre The Wrap) il portale VOD è sceso da circa 189 a 74,47 dollari, ma cali tra il 4 e l’1,28% hanno riguardato, in ordine decrescente, anche Sony, Disney, Viacom (che controlla anche Paramount), DreamWorks, il colosso dell’hi-tech Apple, la News Corp. di Murdoch e Time Warner. Fa eccezione solo Comcast, in leggero rialzo, che tuttavia è stato il conglomerato con i risultati meno brillanti dell’ultimo trimestre a causa della lenta metabolizzazione di NBCUniversal.

Nonostante gli indicatori del mercato non siano dei migliori, e nonostante la mossa sembri confermare le preoccupazioni di alcuni analisti riguardo alla liquidità della compagnia, Netflix continua così la sua marcia che, secondo i piani, dovrebbe portare il suo servizio di noleggio via streaming nel Regno Unito e in Irlanda già nei primi mesi del 2012. Un traguardo che sembra più vicino dopo l’annuncio di un importante accordo con MGM, a cui la settimana scorsa si sono aggiunti quelli con Lionsgate e Miramax.
Ma per espandere la propria offerta a nuovi territori e nuovi utenti servono i diritti – senza dubbio il dilemma numero 1 di Netflix – e i diritti, ovviamente, costano. La compagnia ha in previsione di investire su questo fronte ben 3 miliardi di dollari nel corso del prossimo anno, oltre che di impegnarsi per riguadagnare o compensare l’utenza defluita dal portale a causa dell’aumento del costo del servizio e del tentativo, poi abortito, di scorporare il noleggio di DVD per corrispondenza. Un’attività che ha costituito per anni il core business della compagnia, ma che ora in molti vedono come una zavorra, soprattutto a causa dell’aumento delle tariffe postali.

 

Fonte: The Wrap