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Imax, nel secondo trimestre incassi in crescita del 128%

Il gruppo dell’entertainment technology e dei cinema immersivi ringrazia in particolare Top Gun: Maverick, Doctor Strange e Jurassic World: Dominion. Difficoltà sul mercato cinese

Nel secondo trimestre Imax ha registrato i ricavi più elevati del periodo pandemico con un box office globale di 247,7 milioni di dollari nel trimestre, in crescita del 128% rispetto allo stesso periodo del 2021. Le entrate complessive sono aumentate del 45% (74 milioni di dollari), rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questa performance è stata possibile grazie soprattutto alle uscite di Top Gun: Maverick, Doctor Strange nel multiverso della follia e Jurassic World: Dominion. Nel trimestre, per tre volte il colosso dell’entertainment technology e dei cinema immersivi, ha superato i 25 milioni di dollari di box office nei week-end di uscita grazie a questi tre film. Imax ha ridotto la sua perdita netta a 2,9 milioni di dollari rispetto a una perdita del secondo trimestre di 9,2 milioni di dollari nel 2021.

Come riporta Hollywood Reporter, il gruppo ha anche comunicato che il suo box office in Nord America durante il secondo trimestre è stato sulla stessa linea della performance da record del 2019, con il mese di giugno addirittura superiore a quello del 2019. Imax ha specificato che la sua quota di mercato in Usa e Canada durante l’ultimo trimestre finanziario è stata del 5,3% e solo a maggio la società ha conquistato il 7% del box office nordamericano.

Certo, nel secondo trimestre le chiusure dei cinema causa Covid in Cina – ricordiamo ad esempio il lungo blocco del distretto di Shanghai in primavera – hanno compromesso i risultati del gruppo nel Paese. Qualche segnale in controtendenza comincia comunque a vedersi visto che Jurassic World: Dominion in Cina ha superato i 145 milioni di dollari e ci si aspetta molto entro fine anno da Avatar 2.

I dati di Imax confermano che quando si punta su strutture di alta qualità, come si è visto in questi giorni per la catena inglese Everyman Media Cinema Group e anche in Italia con l’analisi qui pubblicata, i risultati arrivano così come per quegli esercenti che fanno scelte di programmazione chiare che danno un’identità precisa a un cinema, come il Beltrade di Milano.

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