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Cinema e Omicron: protocolli e nuove chiusure in Europa e nel mondo

Il diffondersi della variante Omicron e l’aumento dei casi di Covid ha portato a nuove restrizioni e chiusure delle sale. Ecco dove

di Alice Tentori

Un recente studio dell’Istituto Pasteur di Parigi, pubblicato su The Lancet e ripreso anche da UNIC, ha monitorato il contagio da Covid-19 in Francia da maggio ad agosto 2021, analizzandone le circostanze in cui si diffonde maggiormente. Il risultato evidenza come, ancora una volta, i luoghi della cultura siano sicuri e non rappresentino un maggiore rischio di prendere la malattia rispetto ad altri ambienti. Insomma, è sempre più chiaro che, in cinema e teatri, ci si contagia meno che nei bar, alle feste e sui mezzi di trasporto. Non solo, in Francia, come da noi, il Green Pass è obbligatorio per andare al cinema: un altro punto a favore della sicurezza delle sale messo in risalto dalla ricerca francese, che sottolinea come le persone vaccinate abbiano molte meno possibilità di contrarre la malattia in modo serio.

Così anche uno studio inglese reso noto dalla UKCA pochissimi giorni fa e redatto dalla UK Government’s Scientific Advisory Group of Emergency: sia nei periodi di restrizioni che in quelli più liberi, i maggiori contagi si registrano fuori casa, sui mezzi pubblici, in giro per negozi o facendo sport; il rischio di ammalarsi non aumenta andando al cinema, a teatro o alle sale da concerto.

Lo studio tedesco del Fraunhofer Institute for Building Physics IBP pubblicato lo scorso dicembre, invece, ha asserito che la regolare ventilazione nei cinema è sufficiente per limitare il rischio di contagio da Covid19 all’interno delle sale.

Green Pass, prenotazioni online (quindi un minimo di tracciamento), ventilazione: i cinema si confermano luoghi sicuri, eppure molte sale in tutto il mondo continuano a chiudere o a subire forti limitazioni.

La Danimarca, per esempio, primo paese europeo ad introdurre il Green Pass per i vaccinati e i guariti (il “Coronapass”) e prima nazione a tornare ad una vita totalmente “pre-pandemica” già lo scorso settembre, ha fatto i conti con una nuova ondata di contagi e ha imposto una terza chiusura per le sale cinematografiche dal 19 dicembre al 16 gennaio. Si riapre con il limite massimo di 350 persone, Coronapass e mascherina obbligatoria. Caso simile l’Olanda: a fine novembre si è iniziato con il coprifuoco alle 17 per i cinema e gli altri luoghi culturali, per poi arrivare al lockdown totale almeno fino al prossimo 14 gennaio. Anche il governo slovacco ha imposto un lockdown di due settimane da fine novembre, poi prolungato fino al nuovo anno: i cinema risultano ad oggi ancora chiusi.

Se, dal 23 dicembre, anche un Paese meno prudente come la Svezia ha introdotto il certificato di vaccinazione per entrare al cinema per i maggiori di 18 anni, in Finlandia molti cinema sono ancora chiusi, specialmente nelle principali città; nei centri più piccoli, il numero degli accessi per spettacolo è molto limitato, da 10 a 50 persone.

A macchia di leopardo, invece, le chiusure in Germania: in Baviera i cinema hanno potuto riaprire solo a fine dicembre, in Sassonia sono rimasti chiusi addirittura fino allo scorso 9 gennaio. Sullo stesso piano la Spagna che richiede il Green Pass nei cinema solo in alcune regioni dallo scorso dicembre (come alle Canarie, in Galizia, nei Paesi Baschi, in Cantabria). Inoltre, in un paio di regioni è vietata la somministrazione di cibi e bevande all’interno delle sale.

In Irlanda i cinema sono rimasti aperti, ma dal 20 dicembre hanno subito forti limitazioni: Green Pass per tutti i maggiorenni, coprifuoco dalle 8 di sera (quindi con una diminuzione del numero degli spettacoli) e riduzione della capacità delle sale al 50%. Diversa la gestione Covid nei cinema del Regno Unito, con Galles e Irlanda del Nord che hanno introdotto il Green Pass, mentre questo non viene richiesto in Inghilterra, Scozia e Jersey.
Per quanto riguarda l’Europa dell’est, in Polonia, dallo scorso dicembre, le sale operano con capacità ridotta al 30% e consumazioni vietate. In Romania, il limite è fissato al 50% dei posti disponibili.

Analizzando la situazione fuori dall’Europa, purtroppo, non si osserva certo un miglioramento: in Nord America, il Canada si sta confrontando con una nuova ondata di contagi e la quarta chiusura totale delle sale. Nelle province più popolose dell’Ontario e del Québec, gli esercenti si sono trovati a dover gestire, a ridosso del Natale, la riduzione della capienza al 50% e la chiusura dei bar con pochissimi giorni di preavviso e con le infinite prenotazioni per Spider-Man: No Way Home al suo weekend di apertura. In British Columbia, invece, solo capacità dimezzata fino al 18 gennaio.

Ad Hong Kong, cinema chiusi dal 7 gennaio per il dilagare della variante Omicron: chiusi, almeno per 14 giorni, anche Disneyland Hong Kong, bar e locali di karaoke, strutture per le attività sportive. In Cina, le maggiori catene cinematografiche – Oscar Cinemas, Wanda Cinemas, CGV Cinemas, Bona Cinemas e altre – hanno chiuso il 18 dicembre e, al momento, non hanno una data di riapertura. In alcune regioni dell’India, i cinema sono operativi con capienza al 50% a causa dell’aumento dei casi di Omicron, in altre sono totalmente chiusi per la mancanza – al contrario – di nuove uscite.

E proprio le nuove uscite, passate le festività con restrizioni, sono il nuovo tarlo del mercato dell’esercizio: dopo Morbius, spostato da gennaio a marzo, e Spencer, ad oggi senza data ufficiale, anche Red cambia rotta e finisce direttamente su Disney+, come i due precedenti film Pixar, Luca e Soul. Questi spostamenti saranno anche supportati da conteggi e analisi sempre più approfonditi – due anni sono sufficienti come “periodo di sperimentazione” in questi casi? – ma la questione “sale-prodotto medio-film evento-streaming” continua ad essere dibattuta. E, a questo proposito, aggiungerei anche una ulteriore riflessione: se riteniamo la sala centrale dal punto di vista del mercato, ma anche sotto l’aspetto culturale e sociale, come possiamo pensare di avere una nuova generazione di spettatori per il cinema del futuro, se proprio i family title e gli animation approdano in sala con il contagocce?

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