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L’Agis scrive a Governo e Parlamento: propone una ricetta per lo spettacolo da inserire nel Decreto Sviluppo

Un quadro normativo certo e il riordino per lo spettacolo dal vivo, più una serie di razionalizzazioni e la richiesta di salvaguardare tax credit e tax shelter per il cinema. Ecco alcune delle proposte inviate dall Agis a Governo, Camera e Senato per un sostegno immediato e fattivo all’industria culturale italiana.

Adozione urgente di provvedimenti che non comportano maggiori oneri per lo Stato e  la conservazione di tax credit e tax shelter per il cinema: questi alcuni dei punti focali della serie di proposte inviate dalla presidenza dell’Agis (Associazione Generale Italiana Spettacolo) alle istituzioni italiane, in particolare al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, al ministro per i Beni e le Attività Culturali Giancarlo Galan e alle commissioni parlamentari in cui pendono disegni legislativi che potrebbero apportare benefici concreti e immediati all’industria culturale.

Il documento redatto dall’associazione, e riportato dal Giornale dello Spettacolo, si divide in due parti. Una è dedicata alle misure che potrebbero essere inserite nel Decreto Sviluppo, e perciò inviate all’attenzione del Governo, mentre la seconda è indirizzata a Camera e Senato e riguarda le proposte che potrebbero essere sbloccate per sostenere appunto quello sviluppo a cui punta la manovra.

Del primo comparto fanno parte: la richiesta di mantenere intatto il credito d’imposta e la detassazione degli utili per le produzioni cinematografiche, gli esercenti impegnati nella conversione delle sale al digitale e per gli investimenti di soggetti esterni al settore, come ad esempio le banche; la proposta di una norma sui compensi agli organi societari delle istituzioni culturali e sul numero dei componenti di tali organi; l’utilizzo, a costo zero per l’Erario, delle risorse Enpals per estendere al personale artistico l’indennità di disoccupazione e provvedimenti per la riduzione del costo del lavoro giovanile; l’ampliamento alle imprese di spettacolo dello status di “imprese turistiche”; l’esclusione, sempre senza oneri per le finanze pubbliche, dei contributi ordinari alle attività di spettacolo dal pagamento dei diritti d’autore; l’applicazione del decreto buttafuori per la musica popolare e, infine, l’esenzione dal pagamento dell’Iva per i contratti di scrittura.

Al Senato, l’Agis chiede di estendere anche alle imprese dello spettacolo le agevolazioni previste a livello comunitario per le PMI e di riportare all’ordine del giorno il disegno di legge su Disposizioni generali in materia di promozione delle attività cinematografiche e audiovisive.

Tre sono invece i provvedimenti fermi alla Camera di cui l’Associazione chiede una tempestiva approvazione. Il primo è “Modifiche alla legge 18 marzo 1968, n.337, e all’articolo 7 della legge 29 marzo 2001, n.135 in materia di spettacolo viaggiante e di parchi di divertimento, nonché alla legge 27 luglio 1978, n.392 per la tutela delle attività alberghiere, teatrali e cinematografiche”, e a detta dell’Agis, si tratta di norme ordinamentali” che potrebbero agilmente essere approvate senza costi aggiuntivi. Le altre due misure vanno sotto il nome di “Disposizioni per la tutela professionale e previdenziale, nonché interventi di carattere sociale in favore dei lavoratori dello spettacolo” e la tanto discussa ma mai varata “Legge quadro per lo spettacolo dal vivo”. Ciò che più preme, in relazione a questi due tesi legislativi, è di ottenere un quadro normativo  ben definito sia per quel che concerne la previdenza e la protezione sociale per i lavoratori dello spettacolo, giudicata dall’Agis tuttora inadeguata, sia per quanto riguarda la divisione delle competenze tra Stato centrale e autorità regionali. Rimane inoltre, la questione del riordino dell’intero settore, con un focus specifico su ogni singolo comparto (attività liriche e musicali, teatrali, di danza, circensi e spettacolo viaggiante) che pur essendo evocato da anni sia dagli operatori che dai regolatori a livello bipartisan, non è riuscito ancora oggi a tradursi in legge.  

 

Fonte: Giornale dello Spettacolo

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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