Ciné 2012: Universal distribuirà i film della Filmauro, firmato accordo per tre anni

Annuncio a sorpresa a Ciné 2012, la sessione estiva delle Giornate Professionali di Cinema che si è conclusa proprio oggi a Riccione.

Aurelio DeLaurentis, storico produttore e presidente della Filmauro, al momento della presentazione del suo listino ha stupito i presenti in sala con una notizia che scuote il mercato cinematografico italiano.

Dopo aver chiamato Richard Borg, presidente di Universal Pictures Italia, ha ufficializzato ai presenti un accordo siglato tra le due case proprio pochi minuti prima della convention. Da questo momento sarà appunto Universal a distribuire le pellicole Filmauro in Italia, un accordo della durata di 36 mesi.

De Laurentis a questo punto si concentrerà unicamente sulla produzione e ha parlato di venti pellicole in arrivo nei prossimi 18 mesi, tra nuove pellicole prodotte da Filmauro e acquisizioni. A sorpresa non ha presentato alcuna pellicola a Riccione, citando solo la recente acquisizione di jOBS, il biopic di Steve Jobs interpretato da Ashton Kutcher, e le nuove pellicole di Carlo Verdone e Giovanni Veronesi. Inoltre il nuovo cinepanettone non si chiamerà più “Natale a…” ma Colpi di Fulmine, e verrà diretto da Neri Parenti (ancora sconosciuti altri dettagli).

DeLaurentis ha annuciato che il 6 luglio a Roma ci sarà un evento con la completa presentazione del listino Filmauro, e ne sapremo di più sulle pellicole in arrivo e sulle conseguenze del sodalizio con la Universal.

Fonte: ScreenWeek

Protti: perché chiuderò le mie sale per l’estate.

In occasione della presentazione del rapporto 2011 sul Mercato e l’Industria del Cinema in Italia, elaborato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, il presidente dell’Anec Lionello Cerri aveva ribadito l’allarme lanciato dagli esercenti in merito alla latitanza di titoli cinematografici durante la stagione estiva. Si era parlato, a questo proposito, di un calo di prodotto pari a circa il 50% nel mese di giugno: calo seguito di pari passo dall’andamento di presenze e incassi. Stando ai dati diffusi ieri all’apertura Ciné, le Giornate estive di cinema di Riccione, il decremento registrato finora nel mese in corso sarebbe del 52% rispetto al giugno 2011, e  del 16% rispetto a inizio anno. Il risultato di un trend negativo che si è esteso su quasi tutto il semestre, ma anche di quella stagionalità che continua a essere una delle spine nel fianco del settore nonché solita anomalia tutta italiana. Una di quelle criticità strutturali  che i rappresentanti di tutte le categorie hanno ribadito di voler affrontare in maniera unitaria, ma che intanto quest’anno non ha mancato di far sentire già le sue conseguenze. Paolo Protti, titolare del multisala Ariston e del multiplex Cinecity di Mantova, nonché ex-presidente Anec e attuale presidente Agis, ha rilasciato un comunicato in cui spiega le ragioni della chiusura estiva straordinaria dei suoi cinema. Una chiusura da intendere come la conseguenza del tentativo fallito di rinnovare il mercato italiano.

Ecco il testo integrale del comunicato, così come inviato alla stampa:

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Medusa: tagli del 20% e un listino che parla molto italiano.

“Siamo in tempi di vacche grasse. Ma metti che arriva una crisi…”: è la battuta che Checco Zalone riserva agli esercenti, nello spiegare in un video esilarante, ma anche molto amaro, perché il suo film non sarà nelle sale a Natale. “È una strategia di marketing”, afferma il comico, così quando il botteghino sarà a terra e le luci staranno per chiudersi definitivamente, le sale potranno ricevere in extremis una copia del nuovo film di Zalone (ancora senza titolo) e salvarsi dalla chiusura. Se per alcuni schermi non fosse una prospettiva realistica, sarebbe molto più divertente.

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Mibac, Borrelli: in arrivo nuove norme sugli obblighi di investimento delle emittenti tv.

Da quando il presidente dell’Anica, e produttore di Cattleya, Riccardo Tozzi ha lanciato l’allarme riguardo al rischio di un calo negli investimenti del gruppo Mediaset in cinema e fiction, è tornata alla ribalta con un certa insistenza la questione dei finanziamenti alla produzione audiovisiva indipendente a cui le emittenti televisive sono tenute in base alla  normativa italiana ed europea. Un tema che tra l’altro non si declina solo nel problema dei mancati investimenti nella produzione ma anche nell’acquisto dei diritti di antenna per opere che, spesso, vengono comprate dai due grandi broadcaster italiani, ma mai trasmesse oppure mandate in onda in fasce orarie “reiette”. Proprio su questi due fronti potrebbero però giungere presto delle novità, preannunciate già ieri dal Direttore Generale Cinema del Mibac, Nicola Borrelli, in occasione della presentazione del IV rapporto della Fondazione Ente dello Spettacolo sul Mercato e l’industria del cinema in Italia.

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Il mercato e l’industria del cinema in Italia: il rapporto 2011 della Fondazione Ente dello Spettacolo.

Una produzione ai massimi storici dagli anni ’60, nonostante una performance al botteghino leggermente al di sotto delle attese. Questo uno dei nodi centrali affrontati nella IV edizione del rapporto Il Mercato e l’industria del cinema in Italia, edito dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e realizzato in collaborazione con Cinecittà Luce e Anica. I dati sono coerenti con quelli già rilasciati da Cinetel e dalla stessa Associazione delle industrie cinematografiche riguardo all’anno 2011, e parlano di 155 film prodotti, di cui 132 a capitale interamente italiano e 84 con fondi esclusivamente privati. Questo, secondo il presidente della Fondazione EdS, Dario Edoardo Viganò, è il vero risultato conseguito dal settore, che ha visto un impiego record di risorse non statali mobilitate a fronte della crisi (333 milioni di euro, pari all’88,8% dei capitali investiti a livello totale) e del continuo assottigliarsi del FUS. Il Fondo Unico per lo Spettacolo del ministero per i Beni e le Attività Culturali, vale infatti ormai per appena il 7,1% delle risorse totali, anche se compensato dagli incentivi fiscali alla produzione, dell’ammontare di circa 75 milioni euro. Importante anche il “trend anticiclico di stabilità occupazionale” dimostrato dal settore cinema, che conta per oltre il 50% dei nuovi posti di lavoro creati a partire dal 2007 dall’intero mercato dello spettacolo. Rilevanti inoltre le perdite di fatturato delle holding straniere (601,8 milioni di euro registrati nel 2010, in calo di 18,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente) e la leadership mantenuta dal gruppo Rai e Mediaset sull’intera filiera del cinema. Particolarmente in difficoltà il mercato dell’home video, in perdita per il quinto anno consecutivo e per la prima volta sotto la cifra complessiva del mezzo miliardo di euro.

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Pubblicità vs. Social media: al botteghino vince il buzz.

Poter calcolare con sistematicità il risultato al box office dei nuovi titoli in uscita al cinema? Potrebbe non essere più solo il sogno proibito di esercenti e distributori, ma anche una nuova possibilità scaturita da uno studio giapponese condotto dal prof. Akira Ishii del dipartimento di Matematica e Fisica applicata dell’Università di Tottori. La chiave del nuovo modello di calcolo?  Il buzz sui social network e sul web registrato prima e durante l’uscita dei film, unitamente ad altre voci più tradizionali di marketing.

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Apologia del digitale: Chris McGurk (Cinedigm), ecco perché la nuova tecnologia è un toccasana per il cinema.

Cinedigm, società statunitense specializzata nella distribuzione digitale di titoli indipendenti e a basso budget, si è recentemente distinta per il lancio di una nuova formula volta a trovare un armistizio con gli esercenti sulle window. Finora, infatti, i tentativi delle major di accorciare i tempi per la release dei film di nuova uscita su pay-tv e altri tipi di piattaforma, non hanno trovato buona accoglienza da parte delle sale, che temono un’ulteriore diminuzione nei loro guadagni già erosi l’anno scorso da un significativo calo di pubblico. Di contro, emerge sempre con maggior chiarezza come il VOD, specialmente se day-and-date, costituisca una forma d’introito fondamentale per quei film che non possono permettersi un’ampia distribuzione e una lunga permanenza nel circuito nazionale. Cinedigm ha così deciso di intraprendere una trattativa con gli esercenti per offrire loro una parte dei ricavi derivanti dall’accorciamento dei tempi per l’uscita in video on demand, trattativa che si è da poco estesa anche alla finestra classica di 3-4 mesi prevista per l’home video. Questo perché Cinedigm ha una visione molto precisa del futuro del cinema, che il CEO Chris McGurk ha espresso con estrema chiarezza in un intervento tenuto sabato al Los Angeles Film Festival. E non si tratta affatto di una visione apocalittica: mettendo in luce i “sette segnali della rinascita” dell’industria del cinema, in particolare indipendente, McGurk ha colto l’occasione per sottolineare quanto la rivoluzione digitale possa contribuire a rivitalizzare il settore, agendo su tutti gli anelli della filiera. Dall’abbattimento dei costi di produzione fino alla possibilità di rendere flessibile i palinsesti delle sale cinematografiche, riempiendo finalmente l’alta percentuale di posti che rimangono mediamente vuoti nel corso di un anno. A questo si aggiunge un “mix” di strumenti distributivi che deve comprendere  uscite theatrical  sempre più mirate, il VOD e un transito molto più rapido verso l’home video.

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La “calda” estate del cinema italiano.

Il problema del prolungamento della stagione cinematografica in Italia è di lunga data, ma solo di recente è tornato al centro del dibattito come terreno su cui agire in via prioritaria per consentire l’ampliamento del bacino complessivo di spettatori. La questione si è fatta ancora più urgente in questo inizio 2012, in cui è emerso con chiarezza il trend ribassista del botteghino, e in cui si è già assistito all’insolito rinvio a ottobre non solo delle classiche commedie pigliatutto, ma anche di due film italiani presenti a Cannes come Io e Te di Bernardo Bertolucci e il Gran premio della Giuria Reality di  Matteo Garrone (che dovrebbe essere nelle sale a partire dal 28 settembre). Una scelta che ha sollevato diverse considerazioni critiche da parte delgi operatori del settore, e a cui in maniera indiretta rispondono ora l’Anec e l’Acec in una lettera che ha i toni abbastanza accesi di una condanna.

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Piranha 3DD: quando l’uscita è su Facebook. E a tre dimensioni.

Se la distribuzione online in contemporanea alla sala (così detta day-and-date) sembra un’opzione sempre più considerata dal cinema indipendente, potrebbero cominciare a beneficiarne anche altri particolari tipi di prodotto, come i nuovi B-Movies di genere, perfino in 3D. A testare per prima questo nuovo terreno è stata la Dimension Films della compagnia dei fratelli Weinstein, che lo scorso weekend ha lanciato nello stesso momento il suo Piranha 3DD su una pluralità di canali: non solo nei cinema statunitensi (meno di 100 sale), ma anche sulla pay-tv attraverso una collaborazione con Starz, e su diverse piattaforme web, tra cui Facebook.

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La rete degli spettatori: tra qualità e innovazione, specialmente grazie al web.

Quando l’uscita in sala diventa un’impresa destinata a concludersi nel lasso di un weekend o poco più, lo spazio per il cinema indipendente, o comunque lontano dalle logiche dei grandi numeri e dell’intrattenimento di massa, si restringe quasi fino a scomparire. La Rete degli Spettatori è un progetto che nasce proprio per dare nuovo respiro a questo tipo di prodotto cinematografico, attraverso una pluralità di iniziative che sintetizzano un po’ tutte quelle sviluppate negli ultimi tempi, da soggetti diversi, a favore di questo tipo di prodotto. Prima di tutto c’è la Rete come circuito alternativo a quello tradizionale, fatto di istituti, scuole e altri tipi di spazi interessati ai film che non riescono ad avere una distribuzione efficace nonostante il loro livello qualitativo. C’è poi la Rete che si vuole costruire attraverso lo strumento oggi più adeguato a questo scopo, il web, con un sito Internet da poco operativo che intende riunire tutti gli appassionati della settima arte in una sorta di Cineclub virtuale che, in prospettiva, potrebbe trasformarsi anche in un portale dove fruire direttamente dei film indipendenti e d’autore in modalità on demand. Abbiamo chiesto di parlarci dell’iniziativa al regista Valerio Jalongo, uno dei rappresentanti del progetto portato avanti dall’Associazione dei 100 Autori.

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