È il web che sta conquistando le tv o la tv che conquista il web? Lo scenario ultimamente sembra un po’ confuso, tra due dei principali player del settore VOD, Netflix e Hulu, che danno il via ai loro serial autoprodotti Lilyhammer e Battleground, da una parte, e dall’altra un broadcaster come Fox che sigla un accordo con MySpace per una serie destinata solo al web, anzi, al social network. Lo show, che ha debuttato questa settimana, si intitola Wolfpack of Reseda ed è una dark comedy con episodi di una decina di minuti, dove un giovane impiegato pieno di frustrazioni comincia a dare una svolta alla propria esistenza quando si convince di essere stato morso da un lupo mannaro.


Si tratta del primo prodotto di questo tipo realizzato da Fox Digital Entertainment, un ramo della nota emittente televisiva che finora si è occupato soprattutto di sviluppare app e mobile games come il Glee Karaoke, il gioco per iPhone basato su Avatar o una versione di Angry Birds ispirata al film di animazione della 20th Century Fox Rio. La partnership con MySpace è una novità relativa, visto che il social network è stato ceduto solo da poco dalla controllante di Fox, la News Corp. di Murdoch, a una cordata composta da Specific Media e Justin Timberlake. L’accordo su Wolfpack of Reseda è stato siglato inoltre dal neo-presidente di MySpace Entertainment, Roger Mincheff, che proviene sempre da Fox. La notizia assume però un certo rilievo se si considera l’annuncio fatto dallo stesso Timberlake all’ultimo CES, in cui l’attore e cantante ha promesso la creazione di una social tv che unirà l’intrattenimento di qualità proprio del piccolo schermo a tutti gli strumenti interattivi offerti dal social network. Wolfpack of Reseda non sembra nulla di così innovativo, ma potrebbe essere un passo in questa direzione.
Nessuna rivoluzione nemmeno sul fronte delle serie tv di Netflix e Hulu: oltre al rifiuto da parte della compagnia di Los Gatos di rendere pubblici i dati sugli ascolti perché non rientrano nella logica del VOD via streaming, a livello pratico, secondo The Wrap, né LilyhammerBattleground apportano sostanziali innovazioni di tipo formale o contenutistico. Per ora l’unica differenza sta nella piattaforma, ed è possibile che nel farsi guerra sui diritti, le media company stiano perdendo di vista il valore aggiunto dello strumento web. La partita, comunque, è ancora tutta da giocare.

 

Fonte: Hollywood Reporter, The Wrap