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Ripartenza del cinema: la situazione in Europa

Con il mese di giugno, i mercati europei riaprono: tante restrizioni, ma anche buoni numeri

di Alice Tentori

Il mese di giugno vede una riapertura dei cinema, sebbene ancora parziale in alcuni territori, ormai in quasi tutti gli Stati d’Europa: anche quei Paesi che erano stati più cauti, in questa fase hanno di fatto allentato le restrizioni e moltissimi circuiti cinematografici hanno quindi accolto nuovamente il loro pubblico.
Non stupisce certamente che la ripartenza stia avvenendo a velocità diverse: se in Italia il cinema fatica a macinare numeri importanti, i cugini francesi hanno registrato più di due milioni di spettatori nella prima settimana (dal 19 maggio, giorno della riapertura) dopo 300 giorni di buio cinematografico, con il limite di posti fissato al 35% della capienza delle sale e il coprifuoco alle 21. Nella stessa settimana di maggio nel 2019, i cinema d’oltralpe avevano registrato 2,4 milioni di spettatori. I numeri invidiabili della Francia dimostrano che la voglia di cinema, in determinati mercati fortemente abituati all’arte e alla cultura dell’immagine, ma anche ricchi di prodotti nazionali, non si è sopita con la pandemia, anzi. Nelle prossime settimane e se il contagio lo permetterà, anche nel paese natio del cinema saliranno le percentuali di accoglienza nelle sale (65% dal 9 giugno e 100% dal 30 giugno) e slitterà anche il coprifuoco. Aspetti non di poco conto anche in vista del Festival di Cannes, spostato da maggio al periodo 6-17 luglio: nonostante gli hotel della French Riviera siano ancora lontani dall’essere full, la macchina è ripartita e il numero degli addetti ai lavori è in fase di ampliamento. L’attesa è di almeno 20 mila persone al giorno, circa la metà di quanto registrato in periodo pre-Covid.

L’altro nostro vicino, la Svizzera, ha riaperto le sale già dal 19 aprile mantenendo indicativamente le stesse nostre limitazioni: niente popcorn, mascherina obbligatoria e capienza della sala ridotta a un terzo.
Una problematica di cui si è parlato molto nello stabilire le riaperture è stata la cosiddetta “apertura a macchia di leopardo”, particolarmente sentita in mercati frammentati in piccoli-medi circuiti come l’Italia e la Germania. Proprio la Germania, però, che ha chiuso i propri cinema il 2 di novembre, ha visto una fase di ripartenza determinata per lo più a livello regionale. A febbraio, tutte le Associazioni tedesche degli operatori del cinema hanno chiesto formalmente al governo federale un piano di riapertura intorno al periodo pasquale, strutturato e logico, ma soprattutto coordinato a livello nazionale. L’accordo ha faticato molto a concretizzarsi: dati i numeri della pandemia, infatti, si è potuto riaprire dal 22 marzo, ma ogni regione ha annunciato date specifiche. In Baviera, per esempio, cinema aperti dal 10 maggio, ma solo per chi attesta di essere negativo al Covid-19; in Bassa Sassonia, invece, nella stessa giornata hanno riaperto solo i drive-in, mentre le sale al chiuso hanno dovuto aspettare il 31 maggio. Stessa data per lo Schleswig-Holstein, con capacità massima di 125 spettatori per proiezione. Il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, invece, ha annunciato la data del 1° giugno, con mascherina e test negativo obbligatori. La Sassonia ha fissato la riapertura per il 25 maggio, ma molti cinema sono rimasti chiusi a causa dell’alto numero di contagi. La regione di Berlino aspetterà addirittura fino al 18 giugno. Una nuova richiesta è arrivata, quindi, ancora dalle Associazioni di settore: la data proposta per tutti è il 1° luglio, con in aggiunta la rimozione della mascherina. Le regioni che non si erano ancora pronunciate si sono infine allineate a questa data.
Dal 9 giugno, invece, dovrebbero riaprire anche le sale del Belgio, chiuse da ottobre, con il limite del 75% di spettatori, per poi aumentare le presenze nel mese di luglio.
Sempre nelle prime settimane di giugno, anche i cinema della Finlandia potrebbero tornare operativi. Nel Paese nordico, le sale non sono mai state obbligate a chiudere, ma, fino allo scorso dicembre, tutti gli eventi pubblici prevedevano un limite di dieci persone, quindi moltissimi cinema chiusero temporaneamente per loro scelta. Dal 21 di aprile, il governo finlandese ha introdotto una strategia di ripartenza cadenzata: da maggio i cinema possono ospitare tra le sei e le venti persone, ma da giugno si prevede un incremento dei numeri e quindi una riapertura più massiccia.
L’Olanda, invece, ha visto ben tre chiusure da marzo 2020: una prima riapertura ha seguito l’andamento generale dello scorso anno (1 giugno 2020), poi un secondo mini-lockdown ha obbligato i cinema alla chiusura dal 4 al 19 novembre, per poi infine richiudere nuovamente sotto Natale dal 15 dicembre. All’inizio del 2021, il governo olandese ha discusso l’introduzione del “Test certificato Covid-19” per permettere la partecipazione ad eventi pubblici o l’accesso in determinati spazi. L’Associazione degli Esercenti Cinema locale ha però formalmente declinato l’invito alla partecipazione al progetto pilota. Solo il 31 di maggio è stata ufficializzata la data di riapertura del 5 giugno, con un limite di cinquanta persone, mascherina obbligatoria e popcorn venduti solo fino alle 22.

Tre giri di giostra anche per l’Irlanda che ha visto chiudere i suoi cinema nella primavera del 2020 e poi di nuovo tra ottobre e inizio dicembre. Dalla vigilia di Natale a fine aprile, la terza chiusura delle attività ha generato non poca confusione, denunciata anche dagli esercenti locali: il sito del governo aveva “maldestramente” annunciato la riapertura per il 7 giugno, confermata in via ufficiale, però, solo il 28 maggio senza, per ora, alcun dettaglio sui protocolli di sicurezza da adottare. Verso la fine dell’estate è comunque previsto un ritorno alla regolarità, con la maggior parte delle limitazioni rimosse dal mese di agosto: l’auspicio degli Irlandesi è quello di festeggiare un Natale “normale”.
Chi, invece, non ha ancora annunciato una data per la ripartenza del cinema è la Grecia, che probabilmente ha altre priorità: le attività culturali hanno ripreso dal 15 maggio, ma queste non hanno incluso le sale cinematografiche che sono chiuse dal 3 di novembre.
Il cinema-day in Inghilterra e Galles è stato invece il 17 maggio (il 24 in Irlanda del Nord) con il 50% di posti disponibili: la prima settimana è stata estremamente positiva in termini di box office grazie principalmente a Peter Rabbit 2. Il mercato inglese ha generato oltre 7 milioni di sterline e ha performato il miglior weekend da quando i cinema sono stati costretti a chiudere per la prima volta a causa della pandemia nel marzo 2020. Ma i numeri più significativi sono quelli dei bar: il solo gruppo Odeon ha riportato di “importanti vendite di nachos (9 mila porzioni), hot dogs (oltre 3 mila) e bibite (più di 25 mila litri di Coca Cola) in una settimana”, oltre a un’ottima prevendita per le uscite successive, in particolare per Crudelia e The Conjuring – Per ordine del Diavolo.

Interessante anche dare un’occhiata dall’altra parte del mondo: mentre negli Stati Uniti, gli spettatori vaccinati di AMC, Regal e Cinemark possono lasciare a casa la mascherina (non così però lo staff del cinema), il Giappone ha dichiarato un nuovo stato di emergenza dal 23 aprile al 20 giugno in molteplici prefetture, limitando di fatto il 40% della popolazione. Toho Cinemas e altri grossi circuiti come Aeon, United Cinemas e Cinema Sunshine hanno quindi chiuso le proprie strutture nelle città coinvolte. Dal 1° giugno, però, i Toho Cinemas a Tokyo ed Osaka hanno riaperto con capacità ridotta, ultimo spettacolo prima delle 21 e divieto di vendita di alcol.
Nonostante le restrizioni ancora in essere, gli incassi dimostrano – come già sottolineato all’inizio – che ci sono ghiotte occasioni di ritorno al cinema: l’evento targato Toretto, Fast & Furious 9, ha letteralmente sbancato il botteghino di maggio in mercati vastissimi come la Cina (136 milioni di dollari), Corea (quasi 10 milioni, in un Paese fortemente depresso in termini cinematografici a causa del Covid e con solo il 2% della popolazione vaccinata), Russia (8,3 milioni di dollari), Arabia Saudita ed Emirati Arabi (quasi 3 milioni a testa). La release continuerà questa estate, ma, visti anche i recenti successi di A Quiet Place II negli USA, ci si aspetta un risultato importante soprattutto dal box office domestico.

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