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IL FUTURO DEL CINEMA IN SALA NELLA PROSPETTIVA DEGLI ADDETTI AI LAVORI – Genesi del progetto

Genesi del questionario sul cinema ai tempi del Coronavirus (no spoiler, per i risultati occorre ancora qualche giorno).

Da quando i cinema sono chiusi stiamo cercando qui su Cineguru con gli articoli raccolti nella categoria Cinema Reloaded e dove presenti sui social di contribuire al dibattito sul futuro prossimo del settore. Tra uscite in digitale e ipotesi sulla riapertura delle sale ho pensato che sentire sistematicamente l’opinione degli addetti ai lavori fosse un buon modo di riflettere sul punto in cui siamo. Per fare un mestiere che non è il mio ho cercato la collaborazione di Michele Casula, che era inizialmente restio, ma questa storia la racconta lui qui sotto.

Davide Dellacasa

IL FUTURO DEL CINEMA IN SALA NELLA PROSPETTIVA DEGLI ADDETTI AI LAVORI – Genesi del progetto

Di Michele Casula (partner Ergo research e Clapbox Consulting)


Io questa survey non la volevo fare. È che Davide Dellacasa mi ha voluto dimostrare che il primato della testardaggine non mi spettava di diritto solo per le mie origini isolane. Mi mandava le bozze del questionario, sapendo che a certi stimoli reagisco in modo più prevedibile dei cani di Pavlov, e, più in generale, faceva affidamento sul fatto che avessi oggettivamente meno vie di fuga. “Ma dai, ho anche scritto che sono contrario alla cultura del GRATIS” (dato che io queste cose punterei a farle ancora per mestiere…), ricordandogli anche di quanto, all’inizio della mia carriera, fossi infastidito dalle numerose società di consulenza che, in deroga a qualunque metodologia, si lanciavano nella gestione di ricerchine improvvisate, cautelandosi però di appellarle come quick & dirty (e quindi sì, fai un mestiere che non è il tuo, in modo approssimativo, dici anche che è una roba “veloce e sporca”, e ti fai pure pagare… con il senno di poi: bravi loro).

Ma lui (Davide) niente. Ho rilanciato con un po’ di supercazzole metodologiche (urne di campionamento, stratificazione del campione, rappresentatività, pre-requisiti del rispondente, de-duplicazione delle interviste, gestione delle interviste multiple nella stessa organizzazione, criteri di ponderazione, procedure di espansione). Niente: “ho già fatto programmare il questionario, tenendo conto anche delle tue indicazioni: provi a vedere come gira?”. “Che ne dici di questa frase come invito alla compilazione?”.

Maledetto. Però non diciamo che è “gratis”; appelliamoci alla risposta che, in Sardegna, soleva dare chi riceveva qualcosa di valore senza che gli si chiedesse nulla in cambio: “Deus si du paghiri”. Insomma, un committente lo abbiamo, e sta pure molto in alto.

Risolto il problema della formalizzazione dell’incarico, mercoledì 8 aprile lanciamo la ricerca. Per le email io avevo proposto il seguente oggetto: IL FUTURO DEL CINEMA HA BISOGNO DI RISPOSTE. INIZIAMO DALLA TUA? Davide mi fa capire che non gli piace, dunque io lo uso ugualmente nei miei invii (tanto sono i miei), rivendicandolo con il P.S. “l’oggetto mi era stato bocciato dai creativi (ma non è che si deve dare ascolto a tutto quello che dicono gli esperti o i test)”, aggiungendo anche un emoticon e togliendo ogni tipo di autorevolezza alla ricerca. Proseguo con un simil-spam attraverso la messaggistica di Linkedin e, con i primissimi invii, commetto il terribile errore di iniziare con “Ciao, bla bla bla”. “Ciao, bla bla bla”!? Ma con i tuoi contatti? In pieno lockdown? Almeno chiamali per nome! Aggiungere un “come stai”? Troppo “sensibile”. “Tutto bene”? Troppo generico.

Il resto verteva sul mio aver “contribuito alla strutturazione di un po’ di domande sul futuro del cinema in sala nel periodo successivo alla riapertura”, sul fare il tutto “di nostra iniziativa, senza un committente e senza un budget” (vabbè, forse questa cosa la sto enfatizzando un po’ troppo) e “confidando sulla collaborazione degli addetti ai lavori” (e questo è il cuore del messaggio), condendo il tutto con il rispetto della riservatezza (e bla bla bla). Ringraziamenti e rimando al link. Mando anche a persone cui ho il sospetto di non essere simpatico. Timore confermato.

Ma tanti (in numero superiore alle mie attese), rispondono. Non solo al questionario, rispondono anche a me, al mio invito. “Grazie, felice di aiutare”, “grazie mille per avermi inserita, sarà mia cura rispondere ai quesiti”, “grazie per la condivisione e per il prezioso lavoro che avete fatto insieme a Davide e il suo team di lavoro”. Nel botta e risposta successivo ho confessato ad uno dei miei interlocutori che ogni tanto i miei soci mi chiedono: “ma perché dedichi tanto tempo alle vicende che riguardano il cinema?”. Ho risposto chiamando in causa il tasso di passione e motivazione che caratterizza il settore, condito da uno stucchevole “è l’unico contagio che mi auguro vada avanti a lungo”. La cosa si chiude con un “me la rivendo volentieri questa cosa del contagio, è molto chiara e incisiva” (vedi che ho ragione io che in questo settore ci sono un sacco di belle persone!) e vado avanti con il mio stalking passando a Facebook (che la compagnia di giro del cinema frequenta con molta più assiduità rispetto a Linkedin).

Attacco venerdì 10 (accidenti, proprio in questo fine settimana dovevamo lanciarci in questa cosa? Vabbé, se mi fanno questa osservazione dico che la colpa è di Davide). In questo contesto alterno il mio lato dadaista ad una garbata vis polemica, dunque il tono si fa più informale. Il “bene, bravi, bis” si alterna a “mi hai già rotto le scatole su Linkedin”, e qualche “pensavo mi avvertisse Davide, ma è sempre il solito”. Ovviamente incrocio diversi interlocutori che indossano anche magliette associative, e (nonostante sia venerdì), arriva l’ipotesi di un rilancio fra i rispettivi associati. Qualcuno riesce a farlo immediatamente (dando un bell’impulso alle compilazioni), altri si ripromettono di mandare i messaggi martedì 13. Alle associazioni cui prospettiamo di rilanciare l’iniziativa spieghiamo che non intendiamo legare questo ad alcuna “legittimazione preventiva” dei risultati (raccolti ed analizzati con assoluta terzietà), e che la loro collaborazione e quella degli associati contribuisce al consolidamento del campione e ad un’adeguata rappresentazione di tutte le categorie.

Eccoci dunque a martedì 14 aprile con 316 interviste complete (alle 09:00), ben distribuite fra esercenti, autori/registi, distributori, produttori, giornalisti specializzati, agenzie, uffici stampa, industrie tecniche. Faremo girare le prime analisi giovedì mattina, dando dunque altri due giorni pieni, durante i quali ci aspettiamo un ulteriore consolidamento della già ottima base campionaria.

Faremo le prime considerazioni senza distinguere fra le diverse categorie, cosa che accadrà nei giorni immediatamente successivi, anche perché terremo ancora aperta l’indagine per arricchire le basi per le letture verticali.


Fra le modalità di condivisione, oltre agli articoli su Cineguru, organizzeremo webinar specifici, in base ad un calendario che renderemo noto a breve. Insomma, io questa ricerca non la volevo fare, ma, per farmi un dispetto, pare che l’intero settore si sia messo d’accordo con Davide per fare di questa un’operazione importante; un esercizio collettivo di analisi della situazione e degli scenari futuri, di cui condivideremo l’esito entro pochi giorni.

Per i ritardatari: sotto trovate il link per le compilazioni “last minute”.

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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