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VOD: in Europa più di 3mila operatori, ma con una forte presenza di player statunitensi

In occasione del Festival di Cannes, l’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo diffonde le prime cifre sul nuovo segmento di mercato, sempre più fondamentale per la fruizione di cinema e tv.

In Europa, ci sono più di 3mila piattaforme di video on demand, di cui 447 (18%) dedicate ai prodotti cinematografici nei soli Stati Membri UE e 130 con sede al di fuori del panorama comunitario. È quanto rivelato in occasione del Mercato del Festival di Cannes dall’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo, impegnato per la prima volta in una mappatura esaustiva di questo nuovo settore, fondamentale per l’industria televisiva e cinematografica. Se negli Stati Uniti il VOD si è già affermato quale segmento imprescindibile per la ripresa del languente mercato dell’home entertainment  la pratica di fruire di film e programmi televisivi “su richiesta”, specialmente online, si è sviluppata in maniera molto più disomogenea nel contesto europeo, dove alcune zone hanno già visto l’arrivo di forti competitor statunitensi mentre altre, come l’Italia, faticano ancora a trovare la giusta spinta propulsiva per portare il nuovo tipo di offerta oltre la fase embrionale.

vod europa

L’intento dello studio condotto dall’Osservatorio, che sarà presentato in modo più esaustivo il prossimo 18 maggio sempre nell’ambito della kermesse francese, è perciò quello di fare un po’ di chiarezza in questo scenario ancora molto frastagliato, individuandone le cifre e i trend principali. Ne è emersa la presenza complessiva di 3.087 servizi audiovisivi on demand, che vanno da quelli di catch-up TV a quelli forniti dagli organi stampa, fino a una pluralità di altri soggetti impegnati nell’offerta di contenuti di diverso tipo: di interesse generale, film, fiction, musica, animazione e trasmissioni televisive. Altrettanto variegata la forma di finanziamento di tale complesso di piattaforme, alcune alimentate dalla pubblicità, altre da modelli simili al pay per view, altre ancora dagli abbonamenti o dall’inclusione all’interno di pacchetti offerti dagli internet provider o dai broadcaster tradizionali. Lo SVOD (subscription video on demand) è cresciuto parallelamente all’aumento dell’offerta di film su richiesta, e riguarda adesso 76 diversi servizi.

Come prevedibile, in cima alla lista dei Paesi dove il VOD è più sviluppato compaiono Regno Unito (48 servizi), Francia (34) e Germania (33), per quanto ci siano anche esempi di Stati con un’ottima copertura rispetto alla loro “taglia”, cioè Lussenburgo (86 operatori), Svezia (36) e Repubblica Ceca (31). Si tratta tuttavia di sedi di società che tendono a estendersi su più aree: il Lussenburgo, in particolare, ospita iTunes, Netflix e le piattaforme video di Xbox. La Repubblica Ceca si distingue invece per la presenza dei servizi della nota emittente USA Hbo.

La presenza di molti player che fanno capo al mercato americano, sembra d’altra parte uno dei tratti caratterizzanti dell’attuale VOD europeo, dove oltre ai soggetti succitati operano fornitori multilingua come Google Play Movies, YouTube Movies, MUBI e Eurochannel. Ben 29 dei 53 canali a pagamento lanciati dal leader del video sharing YouTube non più tardi di una settimana fa,  ad esempio, sono disponibili in Europa e con tariffe espresse in euro. Ben 207 servizi, di cui 123 dedicati al cinema e soprattutto tra cui Xbox Video, sono stati catalogati dall’Osservatorio come gestiti al di fuori dell’Unione per mancanza di informazioni più dettagliate. Più in generale, sono 417 i fornitori di VOD operati da gruppi americani o dalle loro sussidiarie europee. Lo studio stima che ben il 52% dell’offerta on demand disponibile in ciascuno dei Paesi comunitari, provenga in realtà da qualche altro Stato, sia esso membro della UE o meno. Come si legge nella nota stampa diffusa dall’Osservatorio:

“Questo sviluppo transfrontaliero della fornitura di servizi audiovisivi on demand, particolarmente accentuato nel caso dell’offerta di film, potrebbe rendere difficile l’implementazione delle misure disposte dalle normative nazionali più stingenti per la promozione del prodotto europeo o in materia di contributi alla produzione”.

Per quanto riguarda invece i dispositivi coinvolti, anche in Europa il VOD si sta sviluppando chiaramente con un approccio multipiattaforma, che coinvolge device fissi e mobili connessi in Rete, IPTV e talvolta il digitale terrestre.

Tutti i servizi di video on demand individuati dall’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo sono registrati nel MAVISE, il databese gestito dallo stesso organismo dal 2008, finora destinato soprattutto a raccogliere informazioni riguardanti i broadcaster locali e nazionali di ciascun Paese UE. Selezionando i competitor del mercato italiano, ne appaiono ben 230, compresi tuttavia i canali di YouTube che forniscono show televisivi non solo nostrani ma anche esteri.

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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