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Cannes in 3D?

Da Dracula di Dario Argento a Madagascar 3, passando per il Marché: ecco come la terza dimensione non disdegna il festival e si avvicina al cinema d’autore, mentre le stime parlano di un 2011 da 6,9 miliardi di dollari per il mercato della nuova tecnologia, in aumento del 18%.

La terza dimensione, lanciata con prepotenza da Avatar, sembrava perfetta per aggiungere profondità non solo alle immagini cinematografiche, ma soprattutto al box office. E se gli incassi continuano a beneficiare della stereoscopia, la spinta ricevuta all’inizio sembra aver perso un po’ di potenza propulsiva, mentre nuove frontiere potrebbero aprirsi per un impiego (solo parzialmente) inaspettato del 3D, quello d’autore. Sembra confermarlo anche il 65° Festival di Cannes, che a questa nuova modalità di visione riserva molto spazio: dal Dracula di Dario Argento a Madagascar 3, passando per i tanti titoli che si avvalgono del formato all’interno del Marché, il mercato del cinema della kermesse.

Vediamo intato qualche dato: secono le stime non definitive di Screen Digest, riferite da Hollywood Reporter, il 2011 è stato un anno positivo per il 3D, con un incasso di circa 6,9 miliardi di dollari, in aumento del 18% rispetto al 2010. Di contro, nel Nord America, che costituisce ancora il mercato principale per questa tecnologia, le cifre sono risultate in calo, con 1,9 miliardi rispetto ai 2,1 dell’anno precedente. Colpa dell’assenza di un fenomeno paragonabile ad Avatar, ma anche di una maggiore selettività del pubblico. Lo rivela anche lo “split” tra 3D e 2D, nel senso che la quota di incassi realizzati dai film a tre dimensioni sugli schermi 3D, è scesa al 56% nel 2011, rispetto ai 66 punti percentuali del 2010 e ai 70 del 2008. Il dato, in realtà, non segna una linea di tendenza di lungo periodo, poiché già nel primo trimestre del nuovo anno la suddetta quota è salita di nuovo al 69%, ma di sicuro lascia intuire una maggiore maturità e consapevolezza degli spettatori rispetto all’uso della terza dimensione.

Tutto ciò sembra lasciare spazio anche a un 3D d’autore, per quanto si tratti ancora di un fenomeno decisamente di nicchia. Certo, c’è chi come Bernardo Bertolucci, a Cannes con il suo Io e te, ha rinunciato alla terza dimensione, denigrandola senza mezzi termini. Di contro, all’ultimo Cinemacon, le giornate professionali organizzate dagli esercenti USA, Martin Scorsese ha confermato il suo entusiasmo per la nuova tecnologia, affermando che avrebbe voluto girare praticamente tutti i suoi film in 3D. Anche Ang Lee lo ha esaltato, in vista dell’uscita a dicembre del suo primo esperimento stereoscopico, Life of Pi.

A Cannes, oltre la presenza fuori concorso di Dracula 3D, di The Suicide Shop del regista e fumettista francese Patrice Leconte, nonché dell’ultimo capitolo del franchise “animalesco” di DreamWorks Animation, la terza dimensione abbonda nel Marché, con la parodia Piranha 3DD e il film animato Escape from Planet Earth (che vanta tra i doppiatori originali Jessica Alba e Brendan Fraser), entrambi della Weinstein Company. C’è poi il reboot di Dredd, stavolta con Karl Urban, il sequel in 3D di Sin City, firmato da Robert Rodriguez, un altro capitolo della saga ballerina Step Up Revolution, e il film Walking With Dinosaurs, già acquistato da Fox per la distribuzione negli Stati Uniti. Ci sono però anche dei significativi ritorni al 2D, come l’horror Maniac, sceneggiato e prodotto da quell’Alexandre Aja che aveva realizzato Piranha 3D, o Ender’s Game, con il giovane protagonista di Hugo Cabret, Asa Butterfield.

La terza dimensione trova spazio poi nei documentari The Penguin King 3D e Dolphin: A 3D Adventure, anche venduti sul mercato di Cannes, nonché in Twist, insolita rivisitazione del classico di Charles Dickens in cui i ragazzi della strada sono parkour che fuggono dalla polizia facendo acrobazie, appunto in 3D. Resta da vedere se dal Festival uscirà qualche hit, sempre nell’ambito degli indipendenti, paragonabile a Pina di Wim Wenders. Presentato a Berlino nel 2011, il film ha incassato 14,6 milioni di dollari a livello mondiale, confermandosi quale possibile precursore della strada per il 3D d’autore. Wenders attualmente sta lavorando a un altro film in stereoscopia, dal titolo Everything Will Be Fine.

 

 

Fonte: Hollywood Reporter

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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