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Una passo deciso nel 3D

E’ uscito oggi nei nostri cinema Viaggio al centro della terra, anche in versione 3D nelle sale dotate del nuovo sistema di proiezione che la 01 Distribution ha opportunamente segnalato anche dal suo sito. Dopo Bolt questo è il secondo appuntamento della nuova era del 3D, il primo per un film live-action. Si tratta di…

E’ uscito oggi nei nostri cinema Viaggio al centro della terra, anche in versione 3D nelle sale dotate del nuovo sistema di proiezione che la 01 Distribution ha opportunamente segnalato anche dal suo sito.

Dopo Bolt questo è il secondo appuntamento della nuova era del 3D, il primo per un film live-action. Si tratta di un’era che ha nel CEO della DreamWorks Animation SKG, Jeffrey Katzenberg, il principale sostenitore e promotore. Mentre tutti i più importanti filmakers stanno sviluppando i propri progetti in 3D, Katzenberg ha più volte fatto il giro del mondo per raccontare quanto la nuova tecnologia rappresenti il futuro del cinema.

Nella visione che propone a chi lo ha ascoltato e guardato presentare entusiasticamente 15 minuti di Mostri contro Alieni il 3D è il terzo grande salto evolutivo della storia del cinema dopo l’avvento del sonoro e del colore. Per quanto molti manifestino ancora dello scetticismo di fronte a questa visione, sostenendo che il 3D è più un cavallo di troia per forzare le tappe del passaggio alla proiezione in digitale che un qualcosa destinato a restare, sono convinto che si tratti di un evoluzione che, abituati a percepire la rappresentazione della realtà in modo piatto, fatichiamo ancora a digerire, ma in un modo o nell’altro finirà per realizzarsi ed è un’occasione che il cinema non deve lasciarsi sfuggire.

Nel suo immaginare l’evoluzione dell’intrattenimento, della narrazione per immagini, la fantascienza ci ha mostrato in vari modi quanto la strada che probabilmente seguiremo sia quella di realizzare storie e ambienti immersivi nei quali la riproduzione della realtà che il cinema di propone di realizzare fin dalle sue origini viene portata alle estreme conseguenze, realizzando simulazioni in cui lo spettatore si trova completamente circondato da protagonisti e ambientazioni della narrazione. La fantascienza ci ha proposto queste prospettive dell’intrattenimento attraverso i ponti ologrammi di Star Trek, le riproduzioni sinaptiche di Strange Days e altre realtà virtuali assai più concrete ed attuali. Il teatro sperimentale ha fatto molto di più, facendoci anche provare questo genere di esperienza, ma parliamo di una forma d’intrattenimento ovviamente diversa e non confrontabile.

Indipendentemente dal modo in cui vengono immaginati questi scenari futuri è quindi chiaro che con l’evolvere della tecnologia continueremo a perseguire il sogno di una riproduzione sempre più fedele ed assoluta della realtà, anche della realtà-finzione di cui il racconto cinematografico è oggi la massima espressione, i cui prossimi passaggi sono innegabilmente il 3D e l’interattività.

Se il cinema può affermare oggi di essere più vicino a questo ideale grazie al 3D, il mondo dei videogames vi è certo più prossimo per quel che riguarda l’interattività, e non credo sia il caso di lasciarsi sfuggire l’occasione di fare un deciso passo in avanti verso il futuro, accantonando l’idea che il 3D sia un gadget ed immergendoci in questa nuova esperienza, in cui il bello deve ancora venire.

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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