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Il punto sulla distribuzione digitale in italia

Incisi e considerazioni dall'interessante incontro organizzato da Warner Bros. riguardo alla distribuzione digitale nel nostro Paese.

Lo scorso 13 marzo, in occasione della partenza della vendita e noleggio online di Animali Fantastici e Dove Trovarli su tutte le principali piattaforme digitali, la Warner Bros. ha organizzato un interessante incontro cui hanno partecipato numerosi tra blogger e giornalisti “digitali” – nel senso di probabilmente più propensi e vicini a questo mondo di quelli della carta stampata – cogliendo l’occasione per fare il punto sullo stato della distribuzione online del cinema in Italia, un tema che è sempre stato caro a Cineguru, soprattutto tra il 2014 e il 2015 quando, prima dell’avvento di Netflix, abbiamo raccontato l’evoluzione di questo settore con pregi e difetti delle diverse piattaforme, intervistandone tra l’altro numerosi protagonisti.

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L’arrivo anche nel nostro paese della piattaforma di Hastings, cosa che da consumatore aspettavo da sempre, mi ha finalmente appagato dal punto di vista personale, e la disattenzione dei distributori italiani rispetto al lavoro di esplorazione di questo mondo, mi aveva spinto a non seguire più con la stessa attenzione l’argomento qui sul sito, nonostante il rapporto tra distribuzione digitale e cinematografica tradizionale sia la faglia lungo la quale sia destinato a ridefinirsi il futuro dell’industria cinematografica. La sostenibilità del futuro nell’industria si gioca tutta intorno all’equilibrio che produzione e distribuzione dovranno trovare tra sfruttamento in sala e sfruttamento su tutte le altre declinazioni “on demand” digitali, destinate ad inglobare tutto fuorché la sempre più rilevante programmazione televisiva lineare. In questo Netflix è una piattaforma che, come ho avuto più volte occasione di sottolineare, potrà anche non aver avuto un’esplosione di abbonati ma ha cominciato immediatamente a far evolvere l’intero mercato, insieme ai consumatori stessi, definendo il livello di servizio ed esperienza utente che queste piattaforme devono offrire ai propri clienti.

L’iniziativa della Warner Bros. è appena un’inizio ma fa intuire finalmente la ferma intenzione, da parte di uno dei più importanti player del settore nel nostro paese, di lavorare concretamente sulla cosa. Warner è attualmente una delle poche realtà interessate in merito sul nostro territorio a provare a portare avanti un’azione precisa per la diffusione di una cultura che, nell’incontro stesso, è emersa più distante di quanto si potesse immaginare. Uno dei problemi è che il marketing e la comunicazione della distribuzione digitale sono gestiti dall’estero per quasi tutti i brand e quindi in Italia non c’è nessuno che lavori realmente per lo sviluppo di una cultura digitale e che abbia la conoscenza delle specificità del mercato idonee a farlo.

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L’incontro è stato introdotto da Matteo Bordone, giornalista e opinionista, che è stato molto suggestivo nel ricordarci in quella sede quanto le società di produzione stesse siano state uno spin-off di chi possedeva i canali di distribuzione – ovvero i cinema – e aveva sete di contenuto da far vedere al proprio pubblico, un discorso che apre molte suggestioni interessanti quando pensiamo non solo alle autoproduzioni di Netflix e Amazon Prime, ma anche a quanto questo meccanismo del canale che, avendo aggregato una sostanziosa domanda, finisce per generare la propria specifica offerta, sia stato un innegabile motore di innovazione creativa con il fenomeno dei cosiddette creators di YouTube e l’invenzione di nuovi format, forse discutibili, ma adatti al canale e al pubblico di riferimento quanto, ad esempio, i pomeriggi da pornografia dei sentimenti di certa tv generalista.

Dalla suggestione al concreto l’incontro è diventato poi realmente digitale quando ha preso la parola il vero ospite dell’evento, Carmen BasileSenior Marketing Manager Games and Digital Distribution Warner Bros. Entertainment, ovvero la persona che si occupa del marketing della distribuzione digitale in Warner Bros., e che ha rapidamente riassunto lo stato del settore, con una serie di dati e informazioni che sono stati più che utili per aggiornare finalmente la nostra infografica sulle piattaforme digitali.

Dopo aver visionato un delizioso contenuto extra dall’edizione iTunes di Animali Fantastici e Dove Trovarli (ebbene sì, anche su iTunes ci sono i contenuti extra!), l’incontro si è concluso con uno straordinariamente attivo Q&A (di solito i Q&A dove si parla di roba un po’ tecnica durano un niente, soprattutto nel tardo pomeriggio e prima di un aperitivo…) che ha dimostrato quanto, oltre ad esserci ancora moltissimo da fare per diffondere tra il pubblico la distribuzione digitale, manchi anche una generazione di divulgatori dell’argomento. Un argomento in cui i più tecnici sono spesso “pirati” a seguito di una opportunistica interpretazione della libera circolazione della conoscenza, mentre i più appassionati di cinema, tanto assetati di contenuto da assomigliare ai tecnici, stringi stringi si rivelano tutti poco avvezzi, nel concreto, a pagare per vedere un film online legalmente.

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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