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Redbox: prezzi più alti e videogame, la nuova strategia dell’home video USA

Si fa meno low cost, negli USA, il noleggio tramite distributore automatico di DVD, Blu-ray e videogame. Da dicembre i chioschi di Redbox aumenteranno i prezzi del 25%, tentando di mantenere la presa su quella fascia di mercato e di costo lasciata scoperta sia dall'acquisto su supporto fisico che dal noleggio online.

Da 1,20 a 1,50 dollari a notte per il noleggio dei DVD, mentreBlu-ray e videogame saliranno rispettivamente a 2 e 3 dollari. A partire da dicembre i consumatori americani ancora affezionati al videonoleggio dovranno cominciare a fare meglio i conti quando si accingeranno a prelevare film e giochi dai popolari distributori automatici di Redbox, famosi per i loro prezzi altamente concorrenziali che permettono di godere delle ultime uscite in home video pagando anche meno del video on demand online. Nonostante il costo per disco sia ancora contenuto, l’incremento stabilito per il costo di noleggio è nell’ordine del 25% ed è il primo per quanto riguarda il comparto game e alta definizione, per i film invece c’era già stato uno storico aumento nel 2011 rispetto a quel “1 dollaro a notte” che ha aiutato il successo e la diffusione dei tipici chioschi rossi su tutto il territorio statunitense, in particolare nelle location della grande distribuzione.

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La mossa arriva dopo un trimestre piuttosto debole dal punto di vista finanziario e soprattutto dopo la chiusura del sito Redbox Instant, con cui il servizio di noleggio aveva provato a espandersi nella distribuzione digitale online con l’alleanza del colosso delle TLC Verizon. Secondo la compagnia l’aumento di prezzo potrebbe influenzare negativamente le performance della prima parte del prossimo anno ma, in compenso, aiuterà ad ammortizzare gli ulteriori cali previsti nel ramo fisico dell’home entertainment, settore in sofferenza ormai da anni e di cui il videonoleggio tramite distributori automatici ha costituito a lungo una delle poche voci in positivo.

La ratio della nuova strategia è stata spiegata in un’intervista a Home Media Magazine da Mark Horak, presidente di Redbox e già executive a Warner Bros: andarsi a collocare in una fascia di prezzo intermedia tra l’acquisto fisico e digitale dei titoli cinematografici, in particolare delle nuove uscite escluse dalle library di popolai servizi di SVOD quali Netflix. L’affitto per una serata, a 1,50 dollari, risulta infatti ancora conveniente rispetto al costo di molti titoli in TVOD (transactional video on demand) e, secondo Horak, resta competitivo rispetto alle diverse opzioni presenti sul mercato dell’home video on- e offline. Né la compagnia sembra interessata per ora a tentare nuove vie per aggredire il campo del web.

Altro asset fondamentale è rappresentato inoltre dai videogame: nonostante il tempo di noleggio sia generalmente più lungo di quello necessario per la fruizione di un film, 3 dollari costituiscono un prezzo estremamente più basso di quello richiesto per l’acquisto fisico di un nuovo gioco,  che tipicamente può arrivare anche a 60 dollari. In questo mercato, Redbox punta dunque a funzionare anche quale metodo di prova dei nuovi titoli prima di una ben più dispendiosa decisione di acquisto. Una visione che sembra per altro adeguata allo stato del comparto, in cui proprio in questi giorni si sta assistendo ai risultati commerciali non esaltanti di franchise di rilevo mondiale come la catena di negozi Gamestop, in dichiarata rotta di collisione coi prezzi sempre più bassi offerti dall’offerta digital di colossi quali Sony e Microsoft.

 

Fonte: Deadline, Home Media Magazine

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