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Uno sguardo alla “Generazione Z”

Un grafico per riassumere le caratteristiche dei nativi digitali, ossia di quella generazione che non ha conosciuto il mondo prima della diffusione capillare del web, e quasi neppure dell'iPad.

Si parla spesso dei nativi digitali, ossia di quella schiera di ragazzi che non ha conosciuto il mondo prima della diffusione capillare del web, e di tutti i dispositivi hi-tech che ne derivano. Ma quali sono le peculiarità  di questa Generation Z? Quali saranno le conseguenze pratiche di avere a portata di mano un serbatoio potenzialmente infinto di conoscenze e una pluralità vastissima di mezzi di espressione, ma anche un rapporto quasi viscerale con le apparecchiature tecniche e l’obbligo di vivere in un mondo che va alla velocità della broadband? Ha provato a riassumerle visivamente e numericamente il sito Infographiclabs, dividendo la sua ricerca  per temi, vale a dire caratteristiche, comportamento, impiego, educazione e qualche previsione per il futuro.

Intanto, un premessa: i grafici sono stilati prendendo in considerazione i nati tra il 1992 e il 2010, che andrebbero a costituire circa il 18% della popolazione mondiale. Per quanto riguarda le caratteristiche, è ovvio come la maggioranza di loro si sia formata in ampia parte su e attraverso la Rete, e ciò implica un cambiamento nei modi della comunicazione, che sul web si svolge tipicamente in maniera non verbale. Essendo così spesso a contatto con prodotti ad alto contenuto tecnologico, i nativi digitali sono inoltre abituati all’istantaneità, ad avere una risposta immediata alle proprie azioni e a soddisfare le proprie esigenze in maniera estemporanea. Risultato? Secondo Infographiclabs la Generazione Z è individualista, fortemente concentrata sul sé e per nulla interessata alla socializzazione face-to-face, a cui vengono preferite le comunità online, Google e i social network, in particolare Facebook. Ne consegue anche una minore predisposizione ad accettare le norme sociali e scomodarsi a uscire dall’ambiente domestico per qualsivoglia motivo.

Per quanto riguarda il comportamento, l’infografica sottolinea come la metà dei teenager che navigano su Internet siano anche dei consumatori che svolgono acquisti sul web; più di quattro su cinque userà il social network nel prossimo anno mentre è  il 96% dei ragazzi tra i 12 e 17 anni, almeno negli Stati Uniti, a connettersi in Rete una volta al mese o più. L’accessorio tecnologico preferito è l’iPad, grazie alla sua intuitività, sono predisposti alla condivisione e piuttosto vaccinati rispetto al marketing tradizionale. Non a caso, è il viral la strategia per superare le barriere immunitarie che hanno sviluppato nei confronti della pubblicità.

I riflessi forse meno esplorati di queste nuove consuetudini di vita sono però quelli sull’impiego: data la centralità dell’io all’interno della galassia digitale, per la Generazione Z gli ambienti di lavoro tradizionali risultano frustranti e improduttivi, e non riescono a generare il giusto commitment. Ecco anche perché molti nativi digitali possono aspettarsi di passare molto più tempo dei loro predecessori nella ricerca di un impiego, o magari di uno nuovo e più interessante, di non riuscire a raggiungere lo stesso livello di reddito dei propri genitori e di avere più difficoltà a mantenersi. Ovviamente, l’accesso a Internet e social network sul posto di lavoro è considerato diritto inalienabile. Per quanto riguarda l’educazione, vengono consigliate nuove forme di insegnamento e di apprendimento, come testi interattivi, visual learning, blog, podcast e altre forme di lavori di gruppo online, con un focus maggiore sullo sviluppo del pensiero critico e dell’abilità nel problem-solving piuttosto che sulla semplice memorizzazione dei programmi di studio.

Le previsioni per il futuro di questa generazione sono in fin dei conti ottimistiche: secondo Infographiclabs, sarà ben organizzata e abile stratega,  ben disposta al dialogo e “la più leale” che si sia vista, almeno dagli anni ’70. Le industrie sono perciò avvertite: non basterà solo l’impegno, con i clienti del futuro ci vorrà una vera propria interazione, e brand capaci di comunicare molto più che in precedenza.

Il grafico intero sul sito di Infographiclabs.

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