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Sorrento, i temi urgenti sul tavolo della filiera

Sala cinematografica, comunicazione, difficoltà della commedia. Sono alcuni dei temi emerso nel convegno del 30 novembre ma che hanno rappresentato un po’ il comune denominatore di tanti interventi di questi incontri

Una sala cinematografica

Chiuse le Giornate Professionali di Sorrento, proviamo a definire alcuni dei temi principali che sono emersi e che in particolare si sono evidenziati durante il convegno del 30 novembre “Il theatrical cuore della redditività economica dell’audiovisivo: siamo ancora in tempo?” che è stata l’occasione per l’annuncio, da parte della sottosegretaria al Mic Lucia Borgonzoni, del via libera atteso da mesi per il decreto cinema di 253 milioni di euro (qui il link alla notizia).

Ovviamente, ma sarebbe stato strano il contrario visto che si è nell’ambito delle Giornate Professionali di Cinema, tutti hanno sottolineato la centralità della sala come valore economico del film. Ad esempio, Benedetto Habib, presidente Unione produttori Anica ha sottolineato: «Credo che sia inutile rimarcare che la sala è il cuore della redditività di un film per i ricavi che genera ma anche in previsione degli sfruttamenti successivi. La capacità della sala di creare star system non ha alternative». Luigi Lonigro, presidente Unione editori e distributori cinematografici Anica: «Senza sala cinematografica il segmento theatrical non esiste».

Si è parlato molto di commedia italiana, un genere che ha per decenni garantito importanti incassi ma che negli ultimi anni ha segnato il passo. Luigi Lonigro non si è nascosto: «L’arrivo nei prossimi mesi di commedie molto importanti potranno farci capire a marzo cosa accade in quel segmento che sta intercettando meno gli interessi del pubblico». Piera Detassis, presidente Accademia del cinema Italiano – David di Donatello: «Soffre soprattutto la commedia; c’è un tipo di cinema che deve essere ripensato dal momento della scrittura. Che film si sta facendo? Per quale sfruttamento?». In questo senso, come sottolineato dalla stessa Detassis, ma anche da Habib e dal regista Roberto Andò, La stranezza rappresenta un esperimento che ha saputo andare oltre la classica commedia e che rappresenta in questo momento il film che un pubblico sempre più ampio vuole andare a vedere al cinema. Anche per Nicola Maccanico, amministratore delegato di Cinecittà «la commedia è in crisi. C’è un problema sui blockbuster italiani, che sono sempre stati le grandi commedie. Dobbiamo trovare nuove soluzioni. Ma come si costruiscono i fenomeni cinematografici? Questo è il tema sul tavolo dei produttori. Il cinema italiano creava i blockbuster attraverso la tv oggi questo non accade più».

Altro argomento di cui si tornerà a parlare è quello della comunicazione. Non solo quella relativa alle campagne istituzionali per ridestare interesse rispetto al grande schermo ma anche lo scaro peso che il cinema ormai ha sui mezzi di comunicazione a parte quelli specializzati. Lucia Borgonzoni: «Ripatiremo con una campagna positiva sul cinema e sul mondo dell’audiovisivo; dobbiamo essere più bravi a saperci raccontare. Questo è uno di quegli argomenti fondamentali di cui discutere». Per Luigi Lonigro «abbiamo bisogno di un progetto di comunicazione generale sui film al cinema per il periodo tardo primaverile ed estivo, anche per stimolare il cinema italiano». Infine Piera Detassis: «Il cinema è uscito dal circuito della comunicazione e su questo si deve riflettere. Ormai rimane solo sui siti specializzati ma non si sa ancora per quanto». Il tema della comunicazione è emerso anche in altri momenti delle Giornate, anche durante le convention dei distributori. L’approvazione del tax credit distribuzione che prevede un crediti di imposta fino al 60% per gli investimenti in p&a va proprio in questa direzione e permetterà alle aziende di promuovere in modo più efficace i film in uscita.

Infine uno sguardo all’industria audiovisiva: settore in salute o meno? Qui le opinioni ascoltate divergono. Per Jaime Ondarza, presidente Unione editori media audiovisivi «Il grande schermo sta soffrendo molto ma questa industria sta vivendo un momento di vivacità mai vista prima. C’è una convergenza positiva di diversi fattori; abbiamo avuto un’azione di governo che ha ripreso con efficacia misure di altri Paesi e ha creato un sistema che funziona. La fruizione dell’audiovisivo si è ampliata anche grazie a nuovi player e sono aumentati gli investimenti stranieri». Sulla stessa lunghezza d’onda Nicola Maccanico: «L’industria è sana e il mercato delle produzioni sta esplodendo. Tutto questo in attesa che le attività legate al Pnrr prendano avvio. La politica ha fatto tantissimo in questi anni anche con governi diversi che hanno spinto nella direzione dell’aumento delle risorse». Diversa, invece, la visione di Luigi Lonigro: «Il segmento della produzione va molto bene mentre distribuzione ed esercizio soffrono. Bisogna riequilibrare questa situazione. Abbiamo avuto 45 milioni di presenze quest’anno, un dato molto negativo anche perché negli altri mercati europei si va meglio».

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