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La sconvolgente mancanza di prodotto nei cinema

Sono mesi difficili per le sale, che dopo un periodo di risalita, stanno soffrendo per l’assenza di film forti. Ma cosa ci sarà nelle prossime settimane? E sarà sufficiente per migliorare la situazione? (Spoiler: no)

Si possono fare tutti gli appelli del mondo per convincere le persone a tornare in sala, ma se poi non ci sono i film importanti, è ovvio che cadranno nel vuoto. Non è certo solo un problema italiano, ma decisamente mondiale, e parte dagli Stati Uniti.

Basti dire che, secondo il sito The Numbers, tra settembre e dicembre negli Stati Uniti ci saranno solo 34 nuove “wide releases” (con questo termine, si intendono film che arrivano contemporaneamente in almeno 600 cinema negli Stati Uniti e in Canada), che non solo sono inferiori alle 47 dell’analogo periodo del 2019, ma anche dietro alle 42 dell’anno scorso. Per esempio, a settembre non c’è nessun titolo commerciale che possa incassare cifre anche lontanamente simili ai due It o a Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli, film arrivati proprio in questo mese negli anni scorsi.

E in Italia la situazione è altrettanto grave. E’ evidente come a settembre e ottobre ci sia il fortissimo rischio di incassare cifre simili (o poco di più) a quelle di luglio-agosto. In effetti, nel bimestre luglio-agosto 2022 l’incasso complessivo era stato di 35 milioni, per ora a settembre siamo a 10,6M e potremmo arrivare a ottobre con 35-40 milioni (che mi sembra un’ipotesi ragionevole, anche se inquietante). D’altronde, paradossalmente in quei due mesi c’erano un paio di film fortissimi (Thor: Love and Thunder, Minions 2), mentre in questo caso il Competitive non vede assolutamente nulla che possa avvicinare i dieci milioni.

Anzi, a dire il vero non sarei assolutamente sicuro che ci sia qualche titolo che possa arrivare ai 5 milioni senza problemi. Le pellicole potenzialmente più forti mi sembrano Ticket to Paradise (6 ottobre), con la coppia Julia Roberts-George Clooney, e Black Adam (20 ottobre) con protagonista the Rock. Nel primo caso, sembra un prodotto perfetto per i 40-50enni che seguono queste due star da decenni, ma la grossa incognita (e ne avevamo parlato anche nell’intervista a Xavier Albert di Universal) è se questo target di spettatori tornerà in massa al cinema, dopo che per due anni ha decisamente latitato. Nel caso del prodotto della DC Comics, è impossibile dire quali siano le potenzialità di questo nuovo franchise: potrebbero essere enormi, ma anche stare su livelli inferiori ai 5 milioni indicati. Ci sono poi le riuscite di Avatar e Spider-Man: No Way Home (la versione More Fun Stuff, che ha aperto con 134.036 euro in due giorni), ma non ci si può aspettare un impatto enorme.

Un altro campo di prova fondamentale, sarà vedere i risultati delle commedie italiane, che tanto hanno faticato in sala in questi anni e che devono tornare a dimostrare di essere non tanto il genere prediletto dagli italiani (quello è indiscutibile, anche in questo Mercato in forte calo per i titoli nazionali), ma soprattutto che possa incassare cifre di alto livello. Tra i titoli più importanti, Quasi orfano (6 ottobre), Tutti a bordo (29 settembre), Astolfo (20 ottobre) e (in parte, considerando la particolarità del progetto) La stranezza (27 ottobre), mentre purtroppo possiamo già dire che non ha sfondato Un mondo sotto social (15 settembre), che ha aperto con poco più di 100.000 euro nel primo weekend.

Per quanto riguarda il cinema d’autore italiano passato a Venezia, pare chiaro che il titolo più forte di settembre-ottobre sia già arrivato (Il signore delle formiche). Purtroppo non è partito bene L’immensità di Crialese, ma neanche altri titoli veneziani come Per niente al mondo e Las Leonas. Per Guadagnino e il suo (doppiamente) premiato Bones and All, bisognerà aspettare il 23 novembre (day and date con gli Stati Uniti).

Per il resto, si può aspettare con forte interesse Io sono l’abisso di Donato Carrisi, che speriamo finirà più sui livelli de La ragazza nella nebbia (3,7M) che quelli de L’uomo del labirinto (quasi 2M), anche se, vista la difficoltà dei titoli nostrani a raggiungere la soglia dei due milioni, anche i risultati del secondo in questo momento sarebbero graditi.

Poi, da novembre, si torna a ragionare, in quel mese grazie soprattutto a Black Panther: Wakanda Forever e Strange World, per poi avere sicuramente qualche successo a Natale, a cominciare da Avatar 2 – La via dell’acqua e The Fabelmans di Steven Spielberg, sperando comunque che il cinema italiano torni a fornire il suo apporto. Ma il problema è arrivarci in buona salute.

Da questo breve profilo, è evidente come il grosso problema sono la mancanza di un buon numero di titoli americani forti (almeno, rispetto a come eravamo abituati prima della pandemia in questi due mesi) e le grandi incertezze sull’andamento delle pellicole italiane, anche quando i valori artistico-produttivi e gli investimenti di lancio sono chiaramente alti. In tutto questo, anche Cinema in festa (pur con aumenti di presenze notevoli rispetto ai dati che si otterrebbero normalmente) si trova in condizioni peggiori dei Cinema Days in cui magari si potevano sfruttare nuove uscite come Il grande Gatsby, Godzilla o Dumbo.

Per il futuro, si può ben sperare per vari motivi. Il panorama di uscite nel primo semestre 2023 è forte, basti pensare al listino Disney, che vede tra gli altri i nuovi capitoli de I guardiani della galassia, Ant-Man e di Indiana Jones, così come The Marvels e La sirenetta live action. Ed è bello vedere notizie positive, come lo spostamento di un film, Magic Mike’s Last dance, che doveva uscire in piattaforma (HBO Max) e che invece arriverà in sala a febbraio del 2023.

La speranza è che le sale riescano a reggere per i prossimi due mesi (sperando che i sostegni al caro bollette appena annunciati siano sufficienti, ma temo di no). E che non ci siano più periodi come questo, totalmente sprovvisti di uscite di peso. Colpa non solo di ragioni tecniche (periodi di postproduzioni lunghi per alcuni titoli), ma anche di scelte di alcune major che ancora non portano in sala tutti i prodotti possibili (soprattutto quelli medi), preferendo magari metterli in piattaforma (ma finché queste realtà continueranno a pagare cifre enormi fuori mercato, non c’è molto da fare). Ecco, quando non avremo più film cinema che andranno direttamente in streaming, sarà forse un segnale che siamo tornati alla normalità prepandemia…

Robert Bernocchi
E' stato Head of productions a Onemore Pictures e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.

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