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TikTok + Kevin Mayer = creative (social) media

Kevin Mayer lascia la Disney e prende la guida di TikTok. Con il contributo dell'ex executive Disney, impegnato negli ultimi mesi nel lancio di Disney+, TikTok potrebbe lasciarsi alle spalle molti problemi e anche l'etichetta di semplice social media.

Mentre il Covid-19 porta al pettine i nodi irrisolti della filiera cinematografica, in una galassia che sembra lontana lontana ma che in realtà insiste sullo stesso pubblico e quindi riguarda anche questo mondo, una notizia che può apparire come non più di un cambio di management, anche se importante, è destinata ad avere più impatto di quanto possa sembrare sull’evoluzione dell’industria dell’intrattenimento.

Il capo della divisione più innovativa della Disney, ovvero di tutta l’area dello streaming che comprende oltre a Disney+ anche ESPN+, Hulu e molto altro, Kevin Mayer, lascia l’azienda al cui sviluppo ha dato così tanto negli ultimi 20 anni per andare a dirigere la ByteDance, nome perlopiù ignoto alle spalle dell’applicazione in vertiginosa crescita TikTok.

Sicuramente, come commentano in molti, l’executive che ha giocato un ruolo fondamentale in tutte le acquisizioni della Disney degli ultimi 20 anni sarà stato alla ricerca di un’altra posizione, dopo che ai primi di marzo era stato sorpassato da un altro executive nella successione a Bob Iger come CEO della Disney.

Una figura di spicco come Mayer aiuterà sicuramente TikTok a superare i pregiudizi (perché la piattaforma non ha più problemi di privacy e di contenuto discutibile di qualsiasi altra piattaforma online, ha solo il problema di essere made in China) di cui soffre negli Stati Uniti e di riflesso nel resto del mondo. Però in questa scelta potrebbe esserci molto di più: un futuro possibile che con gli ingredienti giusti aumenta le sue probabilità di concretizzarsi.

Tutti gli articoli di commento che leggo continuano a classificare TikTok come un social media, sembra quasi ridurre il tutto a una “short-form video app, which hosts viral dance challenges” il Financial Times, mentre in realtà è da mesi che chi fa il mio mestiere intravede in questa applicazione molto di più rispetto ad altri social network.

Al di là del tipo di contenuto che ne ha caratterizzato le prime fasi TikTok ha una serie di caratteristiche che la rendono uno strumento di produzione audiovisiva più potente di quello che possa sembrare. Come detto a suo tempo per YouTube c’è più “filmaking” e “storytelling” in alcuni video TikTok che in molte serie o film che arrivano sui media tradizionali, la differenza è che quelli bravi possono produrli direttamente dentro la piattaforma.

TikTok ha il potenziale per diventare quello che Quibi avrebbe voluto essere. Partendo dalla definizione che ne ha dato Mayer commentando la sua decisione, “a creative, positive online global community“, credo che l’etichetta di social media vada definitivamente superata ponendo l’accento sulla creatività.

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it

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