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Cronache della riapertura: gli Stati Uniti divisi

In Texas e Georgia è via libera alle riaperture, mentre il resto del Paese sta a guardare

Una volta si diceva “Make America Great Again”. Adesso il motto è diventato: “Opening Up America Again”. Gli Stati Uniti iniziano timidamente a uscire dal lockdown nonostante il numero di vittime del coronavirus sul loro territorio – più di 93 mila – sia il più alto al mondo. Con l’allentamento delle misure arriveranno probabilmente notizie più dettagliate sulle riaperture dei cinema. Che però in USA sono già iniziate, dato che stiamo parlando di uno stato federale. La responsabilità delle riaperture è in mano ai singoli governatori.

A fare da apripista al ritorno nelle sale è stato il Texas. Un piccolo numero di sale ha riaperto ai primi di maggio, dopo il via libera del governatore Greg Abbott. In particolare parliamo della catena Santikos Entertainment di San Antonio, che ha aperto tre delle sue nove sale, e della EVO Entertainment di Austin, che ha riaperto due cinema.

Anche in Georgia il governatore Brian Kemp ha autorizzato la riapertura. “So che la gente freme per tornare al lavoro”, ha dichiarato Kemp. “Molti sono sull’orlo della rovina finanziaria. Credo che la gente stia cominciando a provare frustrazione nel dover stare a casa”.

Che succede nel resto degli Stati Uniti?

Le parole di Kemp contrastano, però, con la decisione della grande maggioranza degli esercenti di non riaprire, almeno fino all’estate. AMC, Regal Cinemas e Cinemark, ovvero le tre principali catene che detengono il 50% delle sale americane, restano chiuse e dovrebbero riaprire solo in vista dell’uscita di Tenet, il film di Christopher Nolan, previsto per il 17 luglio, che ora è visto come il simbolo del ritorno al cinema.

Al di là dell’esperimento texano, quindi, possiamo dire che i cinema non sono pronti per riaprire. E anche se lo fossero, mancano i film. Tenet potrebbe essere un buon punto di partenza, seguito una settimana dopo dall’uscita di Mulan (24 luglio). Ma affinché i blockbuster escano, i cinema nelle città principali, come New York e Los Angeles, dovranno essere aperti. Addirittura, sembra Warner Bros. conti sull’apertura di almeno l’80% dei cinema mondiali per far uscire Tenet, un investimento da 200 milioni di dollari.

Il sentimento generale espresso da molti esercenti americani è “non vogliamo essere cavie”. Ma cavie di cosa? È presto detto.

I costi della sicurezza

Alison Kozberg, managing director di Art House Convergence, organizzazione no-profit che lavora con circa 200 sale indipendenti, spiega:

Riaprire potrebbe richiedere un sostanziale investimento da parte dei cinema. Richiederebbe che acquistassero nuove attrezzature e nuovi prodotti per l’igiene per mantenere le sale pulite e sicure in accordo con le linee guida per mitigare la diffusione della COVID. Per alcune sale l’investimento sarà fattibile, per altre sarà insostenibile.

Specialmente se dovranno operare a un quarto della loro normale capacità. Al punto che per alcuni esercenti potrebbe risultare più sensato tenere chiuso, piuttosto che sostenere i costi della sicurezza, uniti alle spese per lo staff e l’aria condizionata nei mesi estivi.

Le misure

I cinema che hanno riaperto i battenti in Texas hanno dovuto ovviamente far rispettare misure di sicurezza eccezionali: capacità delle sale limitata al 25%, sanificazione delle aree ad alto contatto, invito a indossare mascherine, obbligo di non formare gruppi di più di cinque persone, sedili bloccati per far rispettare la distanza di sicurezza e misurazione della temperatura all’ingresso, con il divieto di ingresso per chiunque abbia una temperatura più alta di 100 gradi Fahrenheit (37,8 Celsius). Le misure di sicurezza richieste in Georgia sono praticamente identiche: grande enfasi sul distanziamento tra dipendenti e avventori, sospensione dell’uso dei terminali POS, misurazione della temperatura, sanificazione costante.

Altre cose di cui si sta discutendo sono l’importanza dell’aerazione dei locali, la possibilità di far uscire il pubblico da porte laterali dopo una proiezione e, in generale, la necessità di rendere l’esperienza in sala completamente contactless (compresa la preparazione del cibo). E inoltre l’introduzione di nuova tecnologie per assicurare la corretta sanificazione delle aree. CIELO, un’azienda specializzata in sanificazione, ha proposto un sistema per organizzare la pulizia delle sale basato sulla tecnologia QR. Finito di pulire una determinata area, un dipendente potrà scannerizzare un codice QR che, tramite un’app, permetterà al personale di controllare che il locale sia costantemente in sicurezza.

Ci saranno ovviamente dei problemi da affrontare di volta in volta. Ad esempio, la scelta dei disinfettanti da utilizzare nelle sale non potrà essere fatta a cuor leggero: bisognerà assicurarsi che il prodotto sia efficace contro il coronavirus senza che danneggi i sedili e le superfici. Un altro problema che i cinema dovranno affrontare, come spiega Danny Kilgore, amministratore delegato di Simply Right, compagnia specializzata nei servizi di pulizia, saranno i rimborsi:

Magari uno ha una tosse cronica… Ci sarà probabilmente chi vorrà lasciare la sala e chiederà un rimborso, o magari di andare a vedere un altro film. Bisognerà gestire la cosa e avere rispetto delle persone in questo momento.

Streaming e sale virtuali

Insomma, ci saranno diverse variabili da tenere in considerazione. Sarà importante, soprattutto, rendersi conto di come il pubblico reagirà quando i contatti torneranno a farsi ravvicinati. In un recente sondaggio organizzato da Performance Research su un campione di mille persone si è visto che il 70% preferirebbe vedere un nuovo film nel salotto di casa propria piuttosto che al cinema. Solo il 13% ha dichiarato che vorrebbe vederlo al cinema.

Per ora la soluzione adottata per far fronte alla crisi è stata quella di affidarsi a “sale virtuali” (come Eventive Virtual Festival e Film Festival Flix) tramite cui vedere un film in streaming dando una percentuale a una sala di propria scelta. Ma ancora non è chiaro quanto questa iniziativa possa tamponare il problema sul lungo periodo.

Fonti: NPR.org, Box Office Pro, Variety

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