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DELLE SALE E DEI SALOTTI

Sono due le immagini che riaffiorano nel pensare a quanto condiviso nel webinar di giovedì 14 maggio dal titolo “GLI ULTIMI (AD ESSERE STATI IN SALA) SARANNO I PRIMI A TORNARCI?”...

Articolo gemellato con “Quale pubblico tornerà prima in sala?” di Davide Dellacasa

Ci sono due immagini che riaffiorano nel pensare a quanto condiviso nel webinar di giovedì 14 maggio dal titolo “GLI ULTIMI (AD ESSERE STATI IN SALA) SARANNO I PRIMI A TORNARCI?”. La prima ha a che fare con un pezzo della risposta, che vede il futuro delle sale affidato per una buona metà ad un pubblico giovane, con il 48% dei prospect del primo mese post-riapertura concentrato fra i 15-34enni e, fra questi, un traino proveniente in particolare dai 15-24enni.

Della rilevanza di questo target anche nella “normalità” pre-covid eravamo talmente convinti che nella presentazione pubblica di “Sala e salotto” organizzata da Ergo research e Brad&k nel marzo del 2018, uno dei capitoli era intitolato “Non dite a mia madre che vado al cinema, lei mi crede a casa davanti ad uno smartphone” (pagando un enorme tributo al titolo del libro del creativo Jacques Séguéla “Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede pianista in un bordello”). Per l’occasione Brad&k realizzò un visual potentissimo, che divenne una locandina-fake utilizzata per introdurre una selle sezioni.

L’illuminazione dello schermo di un dispositivo mobile che diventa fascio di luce di una proiezione in sala cui assiste il nostro giovane bifronte, è la sintesi più efficace della non dicotomia fra l’esperienza della sala e l’intrattenimento audiovisivo “da salotto” o affidato ad un dispositivo mobile, e degli ampi spazi di coabitazione fra queste esperienze. Non è un caso se il visual in questione è diventato l’immagine-simbolo dell’evento del 2018 (un’era geologica fa…).

Il payoff dell’epoca (“il biglietto mancato”) evocava inefficienze di varia natura ed il potenziale inespresso di pezzi della domanda che non incontravano la “loro” offerta nei giusti tempi e contesti.

E’ il passaggio alla fase de “il biglietto azzerato” (associata alla chiusura delle sale che ha forzosamente aperto la strada a “La sala in salotto” ed alla fruizione nel contesto domestico di parte del prodotto destinato ai cinema. Ma si tratta solo di una sospensione momentanea di una coabitazione di esperienze che torneranno presto ai rispettivi ambiti, pur con nuovi equilibri da trovare.

Nei giorni in cui si discute la roadmap delle riaperture e si definiscono i protocolli per gestirle in sicurezza, ci è sembrato naturale ragionare sul fatto che, una volta garantita, la sicurezza va raccontata e fatta percepire come tale dagli spettatori. E anche questo non basta, perché va associato anche alla riaffermazione della distintività dell’esperienza della sala.

Ne è scaturita una creatività, realizzata come le altre da Brad&k Productions, che abbiamo condiviso in coda al webinar del 14 maggio, con la fretta dettata dagli sforamenti e la discrezione che sconfina in un’inaspettata timidezza di Davide Dellacasa quando accenna a lavori della sua agenzia. E allora la ripropongo qui, un po’ perché sono più vanesio di lui e, dopo aver letto “Copywriting for Dummies” ho dato qualche suggerimento, e un po’ perché sono convinto che possa giocare un suo ruolo in una comunicazione plurale, polifonica e sinergica (vabbè questo sembra il passaggio di un comunicato sindacale…).

“Il Salotto in sala” non è solo la chiusura della trilogia aperta con “Sala e salotto” (la serie) e lo spin off “La Sala in salotto”. Il concetto è completato dal suo payoff (se avete provato a fare il contrario, avete già capito che “non ci sta”) che intende ribadire una chiara gerarchia di valore dell’esperienza.

E mentre il salotto non potrà mai contenere/surrogare/emulare l’esperienza della sala, per il tempo che sarà necessario il salotto potrà andare in sala, evocando la prenotabilità di posti contigui per famiglie, coppie e piccoli gruppi che vivranno questa esperienza insieme, alla giusta distanza dagli altri “divani virtuali”, ma con tutti gli elementi dell’esperienza condivisa.

Insomma, a me piacerebbe che questa creatività circolasse, con il giusto riconoscimento della sua paternità a Brad&k, e che diventasse un elemento di una campagna di comunicazione più articolata. Davide non lo avrebbe mai scritto. Ma io sì.

Su richiesta delle persone che hanno partecipato, mettiamo a disposizione le slide della presentazione, che si possono scaricare cliccando sul link che trovate qui sotto.

Questo il video del webinar

Gli ultimi (Che sono stati al cinema) saranno i primi (a tornarci)? from Brad&k Productions S.r.l. on Vimeo.

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