Home > Cinema > Trolls World Tour registra un record in VOD e scatena una “guerra” tra Universal e AMC Theaters

Trolls World Tour registra un record in VOD e scatena una “guerra” tra Universal e AMC Theaters

Universal “minaccia” di distribuire i film futuri sia al cinema che on demand, e la catena americana risponde tagliando i film Universal dalla sua programmazione

Negli scorsi giorni e settimane ci siamo chiesti se lo streaming e il video on demand avrebbero sostituito la sala cinematografica dopo la fine dell’emergenza coronavirus, concludendo però che è difficile conoscere i risultati precisi che film come Bloodshot, Emma, L’uomo invisibile o Trolls World Tour stanno ottenendo con le loro uscite in Premium VOD.

Ebbene, ora quei dati sono arrivati in via ufficiale da Jeff Shell, amministratore delegato di NBCUniversal, che, intervistato dal Wall Street Journal, ha rivelato che Trolls World Tour, uscito direttamente in PVOD, sta ottenendo un grande successo. Un successo in grado di destabilizzare gli equilibri della distribuzione.

A 19 giorni dalla sua uscita, il film d’animazione ha incassato oltre 95 milioni di dollari dai noleggi “domestici”. Per quanto sia meno dei 153,7 milioni incassati dal primo Trolls nel 2016, Universal ha già ottenuto un ricavo maggiore, circa 75 milioni. Il perché è presto detto: tradizionalmente, gli studios tengono per sé il 50% degli incassi delle sale cinematografiche. Nel caso del VOD, invece, Universal si tiene l’80%.

“I risultati di Trolls World Tour hanno superato le nostre aspettative, dimostrando la fattibilità del PVOD”, ha commentato Shell. “Non appena riapriranno i cinema, prevediamo di distribuire i film in entrambi i formati”.

Un’affermazione forte, che suggerisce proprio quell’abbattimento della finestra di 90 giorni tra uscita nei cinema e distribuzione digitale che minaccia le sale, già estremamente provate dalla pandemia. Non a caso, è arrivata subito una risposta, netta e durissima, da parte di una delle principali catene di cinema americane. Adam Aron, presidente e amministratore delegato di AMC Theatres, ha detto, in una lunga lettera indirizzata alla presidente del consiglio di amministrazione di Universal Pictures Donna Langley, che AMC non programmerà più alcun film Universal.

“Per 100 anni”, si legge, “i cinema AMC hanno rappresentato una piattaforma di distribuzione estremamente redditizia per i produttori cinematografici e, per tutto quel tempo, l’esclusività dell’uscita in sala è stata fondamentale”. “Negli ultimi quattro anni e mezzo ho mantenuto un dialogo diretto con Jeff Shell e Peter Levinsohn di Universal circa l’importanza di una solida finestra cinematografica per la sopravvivenza dell’industria delle sale. Per tutto il tempo, AMC ha espresso la sua disponibilità a considerare alternative alla strategia corrente”.

Le “dichiarazioni unilaterali” di Jeff Shell, però, cambiano tutto: “Questo cambiamento radicale, da parte di Universal, del modello di business che attualmente esiste tra le nostre due compagnie non rappresenta altro che un danno per noi, ed è categoricamente inaccettabile da parte di AMC Entertainment”. Risultato: “Da qui in avanti, AMC non programmerà alcun film Universal nei nostri 1.000 cinema sotto queste condizioni”.

Aron assicura che questa nuova politica AMC “non è solo una minaccia vuota o sconsiderata” e che non è rivolta solamente a Universal, ma a qualunque produttore o distributore “che abbandoni unilaterlamente le attuali consuetudini senza prima negoziare in buona fede con noi”. Nonostante questo, “AMC è disponibile a discutere con Universal diverse strategie di distribuzione e diversi modelli economici”. Traduzione: c’è ancora spazio per trattare. D’altronde Universal distribuisce franchise di enorme presa globale come Fast & Furious e Jurassic World. La decisione di escluderli totalmente dalla programmazione potrebbe ritorcersi contro AMC. Tanto più che la catena già versa in condizioni gravi da prima dell’emergenza coronavirus. AMC Theatres è sull’orlo della bancarotta da tempo, e la chiusura forzata ha solo accelerato una situazione preesistente.

Immediata la replica Universal, in cui si legge, tra le altre cose: “Crediamo fermamente nell’esperienza cinematografica e non abbiamo mai affermato il contrario. Come abbiamo detto in precedenza, in futuro prevediamo di distribuire film nei cinema e in PVOD qualora quello sbocco distributivo avesse senso”. Un comunicato che ha il preciso scopo di calmare i bollenti spiriti e riaprire il dialogo con gli esercenti.

Va detto che, in effetti, Jeff Shell non ha mai detto esplicitamente che l’intenzione Universal sia quella di distribuire sistematicamente tutti i film in entrambi i formati. Come riporta Forbes, d’altro canto, solo Trolls World Tour ha registrato un tale record. Gli altri tre titoli distribuiti in PVOD da Universal, vale a dire Emma, The Hunt e L’uomo invisibile, hanno raccolto in totale 60 milioni di dollari negli Stati Uniti. È ovvio che, a parità di prezzo, un film d’animazione fa molta più gola alle famiglie chiuse in casa rispetto a un titolo per soli adulti e va notato che Trolls è anche l’unico titolo tra quelli analizzati che ha avuto un vero e proprio piano di lancio confrontabile con quello cinematografico.In più c’è da dire che nonostante il risultato sia sicuramente importante, andrebbe fatta la tara rispetto al risultato globale del titolo, dato che non è detto che in tutto il mondo la penetrazione e confidenza con il VOD sia al livello degli Stati Uniti, e una valutazione complessiva Universal potrà farla soltanto dopo aver visto che impatto avrà questa uscita rispetto alle abituali ulteriori forme di sfruttamento.

È inoltre molto probabile che, dopo questo scambio acceso, nuove contrattazioni e accordi prendano piede. Però è innegabile che le cose stiano cambiando. Nel frattempo, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha modificato le regole di ammissibilità agli Oscar, togliendo la clausola per cui un film debba per forza essere distribuito in sala per almeno sette giorni nella contea di Los Angeles. Si tratta, anche in questo caso, di una mossa temporanea per far fronte alla crisi. Ma anche qui, dopo tutte le polemiche degli scorsi anni sull’inclusione dei film Netflix in gara, le conseguenze a lungo termine non mancheranno.

A seguire il testo completo della lettera di Adam Aron.

Dear Donna,

At this time of national emergency and the coronavirus wreaking havoc on the entire world, I hope that you and your loved ones are healthy and safe. I worry – and I wish the best for – the health of all of our industry colleagues. Never in our lifetimes has there been a more challenging time.

Amidst a global pandemic as a backdrop, I wish we were spared from also having to address a different issue that arises from Universal actions currently underway.

For 100 years, AMC Theatres has served as a strategically critical and highly profitable distribution platform for movie makers, and for all that time the exclusivity of the theatrical release has been fundamental. When a movie is “Only in Theaters,” consumers perceive it to be higher quality entertainment. Countless filmmakers and moviegoers believe that their creative works are best enjoyed by consumers on the big screen. And we all know that those theatrical releases indeed boost publicity, positive word-of-mouth, critical acclaim and downstream revenues.

For much of the past four and a half years, I have been in direct dialogue with Jeff Shell and Peter Levinsohn of Universal about the importance of a robust theatrical window to the viability of the motion picture exhibition industry. Throughout that time, AMC has expressed a willingness to consider alternatives to the current windowing strategy common in our industry, where the aim of such alternatives is to improve both studio profitability and theater operator profitability.

Universal stated it only pursued a direct-to-home entertainment release for “Trolls World Tour” because theaters were closed and Universal was committed to a lucrative toy licensing deal. We had our doubts that this was wholly Universal’s motivations, as it has been a longstanding desire by Universal to go to the home day and date. Nonetheless, we accepted this action as an exception to our longstanding business practices in these unprecedented times.

In today’s Wall Street Journal, Jeff Shell is quoted as saying that:

“The results for ‘Trolls World Tour’ have exceeded our expectations and demonstrated the viability of PVOD,” Mr. Shell said. “As soon as theaters reopen, we expect to release movies on both formats.”

This radical change by Universal to the business model that currently exists between our two companies represents nothing but downside for us and is categorically unacceptable to AMC Entertainment, the world’s largest collection of movie theatres.

Going forward, AMC will not license any Universal movies in any of our 1,000 theatres globally on these terms.

Accordingly, we want to be absolutely clear, so that there is no ambiguity of any kind. AMC believes that with this proposed action to go to the home and theatres simultaneously, Universal is breaking the business model and dealings between our two companies. It assumes that we will meekly accept a reshaped view of how studios and exhibitors should interact, with zero concern on Universal’s part as to how its actions affect us. It also presumes that Universal in fact can have its cake and eat it too, that Universal film product can be released to the home and theatres at the same time, without modification to the current economic arrangements between us.

It is disappointing to us, but Jeff’s comments as to Universal’s unilateral actions and intentions have left us with no choice. Therefore, effectively immediately AMC will no longer play any Universal movies in any of our theatres in the United States, Europe or the Middle East. This policy affects any and all Universal movies per se, goes into effect today and as our theatres reopen, and is not some hollow or ill-considered threat. Incidentally, this policy is not aimed solely at Universal out of pique or to be punitive in any way, it also extends to any movie maker who unilaterally abandons current windowing practices absent good faith negotiations between us, so that they as distributor and we as exhibitor both benefit and neither are hurt from such changes. Currently, with the press comment today, Universal is the only studio contemplating a wholesale change to the status quo. Hence, this immediate communication in response.

AMC has invested significant time and energy with Universal executives over the past few years trying to figure out a new windows model that would be beneficial both for your studio and for our theatre operations. While Universal’s unilateral pronouncements on this issue are unpalatable to us, as has always been the case, AMC is willing to sit down with Universal to discuss different windows strategies and different economic models between your company and ours. However, in the absence of such discussions, and an acceptable conclusion thereto, our decades of incredibly successful business activity together has sadly come to an end.

Sincerely,

Adam Aron

Top