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Come stanno reagendo i Paesi più colpiti dalla Pandemia alla crisi del settore cinematografico?

Come stanno reagendo i vari Paesi relativamente alla crisi del settore cinematografico. Come sono stati gli incassi del primo weekend di programmazione dopo la chiusura delle sale in Cina?

Qualche giorno fa abbiamo scritto di come alcune distribuzioni cinematografiche stessero esplorando la via del VOD su piattaforme streaming per contenere le perdite legate al Covid-19.

Nello scenario attuale dal punto di vista delle distribuzioni gli Stati europei colpiti dalla crisi stanno cercando modalità per superare le classiche finestre theatrical previste dalle varie legislazioni.

Come riportato da Variety la Francia detiene la politica europea più rigida riguardo le finestre theatrical: i film che sono stati pre-acquistati dalla televisione devono obbligatoriamente debuttare in sala al fine di godere di finanziamenti TV. Dopo 4 mesi dal passaggio in sala il film può debuttare su servizi VOD e successivamente può sbarcare su servizi di streaming.

Nel corso della gestione di questa emergenza si è arrivati ad un accordo che consente a tutti i film che al 14 marzo si trovavano nelle sale francesi di poter debuttare direttamente in VOD. Nel frattempo il National Film Board ha consentito agli operatori di posticipare i piani di sicurezza sociale oltre ad offrire prestiti e opzioni per rimborsare credito esistente.

In Spagna, dove i vincoli sono meno stringenti della Francia, il governo sta prendendo in considerazione l’ipotesi di eliminare i vincoli di finestra theatrical per beneficiare di sussidi statali del valore di circa 1,2 milioni di euro a titolo. Ciò consentirebbe a circa 50 produttori di film di negoziare con le piattaforme di streaming.

Stando a quanto dichiarato da John Fithian, chief della National Association of Theatre Owners a The Hollywood Reporter, da una parte l’associazione di esercenti statunitensi si sono dimostrate molto comprensive nei confronti delle decisioni di alcuni distributori di accorciare la finestra theatrical di film che avevano appena debuttato in sala per lanciare i propri film su piattaforme VOD. La stessa associazione si trova in disaccordo con le decisioni dei distributori di lanciare direttamente il proprio prodotto su piattaforma saltando completamente la fase theatrical.

Sul fronte dell’esercizio, negli Stati Uniti il 25 marzo la National Association of Theatre Owners, associazione che raggruppa i proprietari di 33.000 sale statunitensi, comunica di aver raggiunto un accordo al Senato che prevede:

  • Un fondo di garanzia di $ 454 miliardi fornisce accesso al capitale consentendo ai cinema e ad altre imprese di pagare i loro costi fissi mentre non sono in grado di generare entrate attraverso le normali operazioni.
  • Programmi Small Business Administration ampliati che consentiranno alle piccole imprese – la stragrande maggioranza delle compagnie teatrali – di fare lo stesso, con diverse categorie di spese ammissibili a flessibilità sui prestiti.
  • Accantonamenti che consentono il differimento delle imposte sui salari, maggiori opportunità di riporti di perdite per le imprese e correzioni tecniche relative ai beni di miglioramento qualificati.
  • Credito d’imposta alle aziende che mantengono i dipendenti a libro paga nonostante le chiusure e le forti perdite.
  • Fino a quattro mesi di aiuti diretti ai lavoratori attraverso l’estensione dell’assicurazione di disoccupazione e ammissibilità per i dipendenti part-time.
  • Pagamento immediato ai lavoratori delle detrazioni fiscali anticipate.

Ricordiamo che negli Stati Uniti il totale degli schermi è pari a 40.613 e gli incassi medi mensili di febbraio, marzo, aprile e maggio oscillano tra gli 800 milioni di dollari e il miliardo di dollari.

Nel Regno Unito il secondo esercizio più grande del mondo Cineworld Group, che gestisce attraverso Cineworld 1.030 e 25 cinema di quartiere con Picturehouse Cinemas, in un primo momento ha fatto circolare mail che preannunciavano il licenziamento di alcuni dipendenti come conseguenza della chiusura dei cinema. A seguito del pacchetto di misure sostenute dal governo britannico che prevedono il supporto da parte dello stato dell’80% dello stipendio dei dipendenti, la catena è tornata sui suoi passi rassicurando i dipendenti che i dipendenti riceveranno lo stipendio regolarmente il prossimo mese e che faranno tutto il possibile per continuare a supportare i propri dipendenti.

Mentre in Europa e negli Stati Uniti si iniziano a prendere i primi provvedimenti, la prima vittima del Coronavirus inizia a riaprire i suoi cinema. Dopo una chiusura di circa 60 giorni in Cina lo scorso weekend hanno riaperto i primi 500 cinema, circa il 5% del totale.

Durante questo primo weekend i cinema cinesi hanno visto la media di uno spettatore a spettacolo, con un incasso complessivo di 10.000 dollari, ammontare molto lontano dalla media agli incassi di un singolo cinema in un solo giorno. La programmazione nei cinema cinesi sta riprendendo in diverse modalità. Alcuni distributori hanno ripreso la programmazione messa a punto per il Capodanno cinese, altri distributori hanno iniziato a proporre i propri blockbuster in library mentre China Film Corp. la più grande distribuzione cinese ha rilasciato alcuni film in “public service model” ovvero lasciando agli esercenti il 100% degli incassi.

Vedremo il prossimo weekend quali saranno le performance del botteghino cinese, dove presumibilmente con nuove sale aperte ed un progressivo ritorno alla normalità, si tornerà anche ad avere voglia di cinema.

Guardando al futuro, interessante la proposta di Dimitrios Mitsinikos su LinkedIn di una “Global Celebration of the Cinema Experience”: una iniziativa globale che crea sinergia tra gli operatori del sistema cinematografico, in particolare tra distributori ed esercenti al fine di creare una unica campagna che promette di essere molto più efficace rispetto ad una serie di campagne frammentate e senza un coordinamento unitario. Iniziativa che ha già ricevuto il plauso di alcuni addetti ai lavori e sicuramente meritevole di essere esplorata in maniera più approfondita.

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