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Matinée della domenica di Cineguru #3

Lo streaming, la nuova (?) frontiera dell'intrattenimento offerta da Black Mirror: Bandersnatch e il periodo delle feste natalizie, da sempre fondamentale per il box office italiano, nel terzo appuntamento del nostro matinée della domenica.

Buongiorno e buona domenica. Siamo al terzo appuntamento di questa rubrica e già penso di essere andato oltre quanto speravo possibile, se poi arrivo al quarto sarà già l’anno nuovo e avrò superato le mie più rosee speranze. Le settimane finali dell’anno sono come sempre l’occasione di bilanci di ogni genere e se nello scorso appuntamento mi ero concentrato sul Box Office da record di Stati Uniti e UK questa settimana ho trovato molto interessanti due approfondimenti qualitativi sul risultato negli USA, uno che guarda all’anno passato e uno che lo proietta nel futuro.

Superhero films CNBC

In particolare il sito CNBC ha pubblicato un approfondimento sul contributo determinante al Box Office americano dei film di super eroi, facendo notare quanto i 9 film di questo genere usciti quest’anno abbiano superato il 25% del risultato record del 2018, ovvero quasi 3 dei quasi 12 miliardi di dollari cui siamo arrivati ad oggi. Tra questi domina incontrastata la Disney, che ha prodotto 4 di questi titoli, ed è come abbiamo già detto lo studio che più ha incassato negli USA, con una fetta di oltre il 26% del Box Office, seguita da Universal con quasi il 17% e Warner Bros. poco distante.

Disney USA Box Office.png

Prendendo le mosse da questo a dir poco solido 2018 della Disney, Deadline si domanda nel secondo articolo, quello che guarda al futuro appunto, quanto paranoici debbano essere gli esercenti circa l’effetto che la fusione con la Fox potrebbe avere negli anni a venire. Già consolidando il Box Office 2018 le due aziende arrivano a pesare per oltre il 37% del box office domestico, oltre 4 miliardi di dollari negli usa e 10 miliardi di dollari globali, e come abbiamo scritto anche noi nella nostra analisi sul 2019 l’anno si prospetta già straordinario per la Disney senza i titoli Fox, figuriamoci con l’insieme. La fusione preoccupa ovviamente per l’impatto occupazione che potrebbe avere negli USA e nel resto del mondo ma al di là di questo è chiaro che le domande chiave per il mercato sono chi guiderà la nuova struttura, che si troverà a lanciare come minimo più del doppio dei titoli mediamente gestiti da Disney, che impatto avrà questo sulle date di uscita, su cui spesso i due studi si sono trovati in forte competizione e ovviamente se questo avrà un ulteriore effetto sulle percentuali di noleggio. Tutto questo mentre ovviamente il pubblico e i fan gioiscono per il ritorno sotto l’ombrello Marvel degli X-men, ma anche, potenzialmente dei Fantastici 4 e di Deadpool.

L’articolo tocca anche altri aspetti della fusione, tra cui la ricaduta sul mercato delle licenze e del consumer products, ma dopo aver prefigurati vari scenari conclude notando quanto alla fine tutto questo potrebbe avere un impatto sul cinema meno rilevante di quanto si possa pensare in quanto la fusione nasce non tanto per incrementare le quote di mercato nel cinema, ma per aumentare la potenza di fuoco di Disney+ nelle Streaming Wars, dove Disney può ora contare praticamente su tutto l’universo Marvel e sulla library Fox.

Disney+ arriverà però nel 2019, anno che si preannuncia fondamentale per lo scenario degli operatori OTT, e intanto Netflix festeggia e monopolizza l’ultima settimana dell’anno con due eventi/notizie, tra le altre, che sono molto interessanti. La prima rompe la tradizione del colosso dello streaming di non dichiarare niente sui risultati della piattaforma e non solo delle sue produzioni che vanno al cinema. Il 28 dicembre abbiamo invece appreso dal tweet copiato qui sotto che oltre 45 milioni di account (e quindi potenzialmente molte più persone) avrebbero guardato l’horror Bird Box nella sua prima settimana online. Il risultato è annunciato come “i migliori primi 7 giorni per un film di Netflix” e ci offre finalmente almeno un benchmark del risultato top con cui confrontarsi in futuro, certi che quando inizieranno ad arrivare le altre piattaforme la guerra si combatterà anche a colpi di annunci di questo tipo come accade ora per i trailer, anche se ancora del tutto relativo, perché non equivale certo a biglietti venduti e perché manca un’indicazione importante, di cui abbiamo anche discusso più volte, di quanti abbiano effettivamente portato a termine la visione del film.


Il secondo tema targato Netflix di questa settimana è quello che sta monopolizzando la rete, ovvero è uscito Bandersnatch e online non si parla di altro. Black Mirror: Bandesnatch è, appunto, un film spin-off della serie che su Netflix ha trovato una sua seconda, anche se per me e per molti meno affascinante, vita. In questi giorni è impossibile non leggerne se frequentate i social e per quanto sia convinto che esista ancora un mondo reale fuori dalla bolla degli appassionati e dei social network tanto basta a farne forse l’equivalente di quella che sarebbe un uscita evento al cinema, anche perché ha dato il via a uno di quei fenomeni meme in senso letterale che sta contaminando anche altri contesti.

Il motivo di tanta attenzione, soprattutto da parte di quella che potremmo definire la prima generazione di appassionati e critica di intrattenimento audiovisivo moderno, è che si tratta di un film interattivo, ovvero una storia a bivi e ipertestuale in cui le decisioni dello spettatore influenzano non solo la trama e il finale cui si può giungere, ma anche imbottita di sorprese, i famosi easter-egg, che offrono numerose occasioni di distrazione e approfondimento lungo il percorso.

Il film non è piaciuto a Roberto Recchioni che ne ha scritto da noi su Screenweek concludendo “un episodio che si incastona tra i meno interessanti e rilevanti della serie e che, se non fosse stato per il meccanismo a bivi, avrebbe suscitato più che altro noia e perplessità.” e personalmente mi trovo d’accordo con lui avendo sempre visto la Black Mirror targata Netflix perdere gran parte dello smalto originale e non trovando, davvero, niente di particolarmente sconvolgente nell’uso dei bivi. Eppure al di là delle opinioni personali credo sia un po’ come quando chi critica Steve Jobs dicendo che non ha inventato niente e che al mouse avevano già pensato altri dimentica che l’innovazione da un punto di vista industriale stia in quella convergenza di fattori che portano tante innovazioni a prendere forma in un prodotto e quel prodotto ad avere un mercato.

Ecco se è vero che i bivi esistono da sempre in letteratura, sono stati spinti al massimo in ambito videoludico, sfruttati su YouTube e via dicendo è vero che qui ci troviamo di fronte per la prima volta a un film interattivo quanto basta per non cambiarne la natura in videogioco, appunto, diffuso su una piattaforma che può portarlo all’attenzione di un enorme pubblico globale, probabilmente con un’alta propensione al game, ma comunque abituato all’intrattenimento lineare. Quando ci sediamo davanti a un videogioco cerchiamo quel genere di esperienza interattiva che non cerchiamo quando ci mettiamo a guardare un film o una serie tv, qui siamo di fronte ad una esperienza diversa e solo il tempo ci dirà se c’è spazio, e per quali generazioni, per questo tipo di prodotto. Di sicuro Netflix ha lanciato così la sua prima, vera, produzione “originale”, dove originale è inteso come prodotto di intrattenimento audiovisivo che sfrutta le peculiarità del media attraverso cui è diffuso e che, questo si, troverebbe forse poco senso in una sala cinematografica (con più di una persona davanti allo schermo).

Tra gli articoli più interessanti dedicati a Bandersnatch mi sento di segnalare quello di Wired ma soprattutto questo approfondimento di The Verge sul tipo di attivazione che il film ha generato tra i cosiddetti detective di Reddit, ovvero quel gruppo di appassionati indagatori del web cui si rivolgono indirettamente i più attenti autori cinematografici o furbi responsabili marketing, impegnati fin dall’uscita del film a scoprirne tutti i risvolti e le possibili trame, rappresentate dal diagramma di flusso qui sotto.

Bandersnatch Reddit Flow

lascerò un po’ di commenti reperiti sui social alla serie a fine articolo, nel frattempo chiudo questa parte dedicata a Netflix con una notizia che potrebbe passare inosservata ma merita un minimo di attenzione perché è un’ulteriore dimostrazione della forza che ha assunto Netflix. Dall’anno prossimo non sarà possibile rinnovare gli abbonamenti passando dall’AppStore di Apple. Netflix si riappropria di una buona fetta di ricavi degli abbonati che lo usano attualmente come mezzo di pagamento e toglie loro una comodità, quando proprio questa comodità ha probabilmente convinto molti early adopters, anche meno smaliziati tecnologicamente, ad entrare sulla piattaforma.

Chiudo l’appuntamento di questa settimana segnalando la netta 🙂 presa di posizione di Luca Liguori di Movieplayer a favore dello streaming e contro la sala con l’articolo: Viva lo streaming 10 cose che non sopportiamo più della sala: “noi di Movieplayer.it abbiamo deciso di esporci in maniera chiara e netta, senza giri di parole. In questo articolo che segue troverete un vero e proprio inno a questo nuovo modo di fruire i film e soprattutto un sincero e sentito sfogo nei confronti della sala, luogo obsoleto e decadente in cui popcorn e maleducazione hanno da tempo preso il sopravvento rispetto all’arte cinematografica.” Il pezzo, fino a un certo punto ironico, è una buona e divertente occasione per riflettere sui mali dell’una e dell’altra forma di fruizione di film e serie tv.

Chiudo con questo la settimana, lasciandovi alle citazioni da internet, ricordandoci l’articolo che questa settimana abbiamo dedicato a una prima analisi delle feste e rinviandovi per un Buon Anno all’elenco sempre in aggiornamento delle prossime uscite.

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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