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Telecom Italia: Vivendi sale ancora e arriva al 23,8%

Vivendi continua a salire in Telecom Italia avvicinandosi criticamente alla soglia dell'OPA, mentre continuano le voci su Mediaset Premium e Cattleya.

Non si arresta lo shopping in Telecom Italia di Vivendi, il colosso francese dei media guidato dal finanziere Vincent Bolloré. Con un investimento di altri 120 milioni di euro il gruppo è salito oggi al 23,8% del capitale dell’azienda, rafforzando ulteriormente la propria posizione di maggioranza. Una posizione per altro suggellata dal recente inserimento nel board di quattro manager di nomina francese, nonostante le resistenze inizialmente poste dai vertici dell’ex-monopolista delle telecomunicazioni.

Se dovesse arrivare al 25% delle azioni, scatterebbe un’OPA obbligatoria che potrebbe ridisegnare completamente l’assetto e la proprietà di Telecom Italia, ma secondo indiscrezioni provenienti dal mondo finanziario le intenzioni di Vivendi sarebbero al momento più contenute e punterebbero a raggiungere unicamente una soglia del 24,9%. Non c’è dubbio però che le mire di Bolloré sul settore italiano delle comunicazioni siano di ampio respiro: per quanto ufficialmente smentite, le voci sulle trattative per un acquisto di Mediaset Premium non cessano di essere insistenti sin da quando il colosso francese ha acquisito la sua quota di maggioranza nella telco, lo scorso giugno. Inoltre la stessa azienda ha confermato di star attualmente dialogando con Cattleya, nota casa di produzione cinematografica e televisiva di Riccardo Tozzi, per un ingresso anche in quel ramo dell’audiovisivo. Ricordiamo d’altra parte che Vivendi è la controllante del leader francese della pay-tv Canal Plus e che il suo AD, Arnaud de Puyfontaine, un mese fa ha sintetizzato la visione della compagnia con il motto: “Il contenuto è il re e la distribuzione è la regina”.

Su un fronte diverso da quello italiano, da notare come Vivendi abbia lanciato anche un’OPA ostile sul produttore francese di videogiochi Gameloft, nel cui capitale si è fatta largo con una lunga scalata. Il CdA ha per ora rifiutato l’offerta definita destabilizzante e priva di logica industriale, a causa sia del prezzo offerto sia della mancanza di possibili sinergie tra due aziende giudicate troppo diverse per un’acquisizione. Il gruppo di Bolloré ha rilanciato aumentando l’entità dell’offerta, di cui i mercati attendono ancora l’esito.

 

Fonte: Sole 24 Ore

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
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