Home > Marketing > Media e intrattenimento: cosa cambierà da qui al 2019

Media e intrattenimento: cosa cambierà da qui al 2019

Abbiamo già anticipato le previsioni dell’istituto PwC in merito alle prossime evoluzioni del mercato dell’home entertainment, di cui si attende a breve il sorpasso non solo di dvd e blu-ray ma degli stessi incassi in sala. La crescita del digitale è però un trend trasversale a tutti i settori scandagliati dalla società nel suo rapporto Global...

Abbiamo già anticipato le previsioni dell’istituto PwC in merito alle prossime evoluzioni del mercato dell’home entertainment, di cui si attende a breve il sorpasso non solo di dvd e blu-ray ma degli stessi incassi in sala. La crescita del digitale è però un trend trasversale a tutti i settori scandagliati dalla società nel suo rapporto Global entertainment and media outlook 2015-2019: uno sguardo complessivo su di un’industria profondamente segnata negli ultimi anni dal ruolo sempre più pervasivo dell’online, che si appresa a entrare in una fase più matura di trasformazione in cui vecchi equilibri e centri di potere non potranno più evitare di confrontarsi con i nuovi canali distributivi di informazione e intrattenimento. Vediamo i punti chiave del processo così come individuati dalla stessa PricewaterhouseCoopers

I driver di crescita del digital
I driver di crescita del digital

  • MONETIZZARE IL MOBILE
    Secondo PwC, si tratta della sfida prioritaria dell’intero comparto media & intrattenimento. Nel 2017, metà della popolazione mondiale avrà una connessione mobile. La diffusione di questo tipo di dispositivi è destinata a scuotere anche i Paesi attualmente più legati ai vecchi media, tipicamente i mercati emergenti, dove i ricavi si sposteranno sempre più verso il digitale come già successo nel cosiddetto Nord del Mondo.   In Brasile, ad esempio, il fatturato della carta stampata rallenterà in modo sostanziale la propria crescita, destinata a scendere dagli attuali 3,4 punti percentuali all’1,8% entro il 2019.

Schermata 2015-06-04 alle 11.21.55Schermata 2015-06-04 alle 11.28.40

  • CAMBIANO I MODELLI DI CONSUMO DI TV E VIDEO 
    La domanda, da parte del pubblico, di programmi di alta qualità da fruire in modo flessibile, on-demand e in un’ottica multi-device, sta definitivamente spostando l’ago della bilancia verso i servizi OTT, che usano l’online per rispondere al meglio a tali esigenze. A evidenziarlo è anche il trend manifestato dagli abbonamenti alla pay-tv in un mercato fondamentale come quello nordamericano, dove la  penetrazione di questo “vecchio” modello di distribuzione televisiva scenderà dal 79,8% del 2012 al 78,1% previsto per il 2016, con un significativo rallentamento nella crescita dei ricavi.

Schermata 2015-06-04 alle 11.23.26

 

 

  • CAPIRE I BIG DATA
    La trasformazione in atto investe ovviamente anche le fonti di finanziamento del comparto. Gli inserzionisti pubblicitari stanno già cominciando a richiedere informazioni più dettagliate sulla qualità delle impressions generate online ma la misurazione del consumo mediatico, su tutti i dispositivi e le piattaforme, costituisce una delle principali sfide del settore.Schermata 2015-06-04 alle 11.22.36

 

  • OTT VS ADV
    Rispecchiando fondamentalmente il modello della pay-tv, la crescita deli OTT sta disabituando il pubblico di molti mercati al modello dei contenuti gratuiti sponsorizzati dalla pubblicità. La tendenza in queste aree è a uno shift dalla pubblicità all’abbonamento, con tutte le sfide che ciò comporta per la profittabilità del nuovo comparto e per gli advertisers, che non possono certo perdere le occasioni offerte dal nuovo modello di consumo. Gli introiti della tv, non a caso,  vedranno diminuire il proprio peso in modo rilevante nel fatturato complessivo dei ricavi pubblicitari, passando da una fetta del 97,2% a una del 94,3%. Anche il concetto di “tv pubblica” verrà messo fortemente in discussione dal nuovo modello digitale, un po’ per le misure di austerity messe in atto dai Governi in diverse parti del mondo e un po’ per la preponderanza degli OTT. Nel 2019, i ricavi del servizio pubblico a livello globale avranno un tasso di crescita pressoché nullo, pari allo 0,7%

Schermata 2015-06-04 alle 10.53.52

  • UN CINEMA ONLINE?
    Per quanto riguarda “l’intrattenimento filmato”, la crescita di canali come il mobile rappresenta una sfida ulteriore, comportando un vero ripensamento del modo in cui il prodotto viene sfruttato lungo la filiera. I ricavi del box office non sono comunque a rischio e dovrebbero aumentare fino a 48,45 miliardi di dollari contro gli attuali 36,7. Fondamentale, in tale contesto, sarà l’apporto delle cinematografie nazionali, anche vista la progressiva crescita di industrie oggi ancora agli albori come quella cinese. I ricavi complessivi del ramo cinema (compresi dunque quelli da home entertainment e da video on demand) nel 2019 saranno di 104,62 miliardi di dollari, con una crescita media annua del 4,1%. Nonostante gran parte di questo sviluppo si dovrà alle aree emergenti come Cina (con un tasso del 14,5%) e America Latina (il solo Brasile avrà un incremento del 6,1% annuo), anche gli USA resteranno al passo con una crescita sopra la media del del 4,6%.

Schermata 2015-06-04 alle 10.52.29

 

Schermata 2015-06-04 alle 10.52.51

Avatar
Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
Top