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Schermi di Qualità: nel primo semestre 2013 8,5 milioni di biglietti venduti e una quota di mercato pari al 18%

Aumentano le sale che programmano di film di qualità italiani ed europeo, che in questo inizio anno si sono guadagnati circa un quinto del box office.

Una porzione di mercato che si avvicina al 20% e un’adesione che non mostra segni di declino: si conferma in salute Schermi di Qualità, il progetto speciale del Mibac che sostiene i film italiani ed europei di particolare valore favorendone la programmazione all’interno delle sale. I dati relativi al primo semestre 2013 sono stati presentati, come di consueto, in occasione della dalla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e hanno messo in luce prima di tutto un’alta percentuale di sale in cui sono stati rispettati gli obblighi di “palinsesto” necessari per ricevere l’apposito contributo. Su 803 schermi iscritti, ben 736 hanno presentato i documenti relativi alla propria programmazione, abbattendo così il numero di default, quest’anno nettamente inferiore rispetto ai soliti 15 punti percentuali. Una dimostrazione di come il supporto fornito dal programma sia ricercato e centrale per il settore dell’esercizio, sebbene l’apporto unico per sala consista mediamente in cifre intorno ai 5 mila euro. Come ha ricordato Paolo Protti, presidente del Comitato di Gestione di Schermi di Qualità, anche quelle somme possono costituire “un volume importante per il funzionamento dell’intero mercato”, poiché il sostegno “è dato alle sale, ma è un valore che fa crescere tutto il comparto”. A confermarlo anche i dati del box office: 8,5 milioni sono stati i biglietti staccati in questi primi sei mesi dell’anno nelle sale aderenti al programma, pari al 18% delle presenze e al 16,5% degli incassi registrati complessivamente a livello nazionale.

SchermiQualita

Importante notare anche come, all’interno di questa fetta di ingressi, i biglietti venduti per film italiani ed europei siano stati 4,3 milioni, 2,9 milioni per i soli italiani, cioè il 33% del totale. Un bel passo avanti, calcolabile in circa 6 punti percentuali in più rispetto alle medie degli anni precedenti. Come sempre, la maggior parte delle presenze, per la precisione il 76%, si è registrata nelle strutture fino a 4 schermi, compresi dunque i cinema monosala. Bisogna però registrare per la prima volta, nella storia del programma, l’assenza all’appello di una Regione, il Molise, che è rimasto fuori a causa della chiusura della sua unica sala aderente.

Secondo il Prof. Gianni Celata, intervenuto a Venezia per presentare lo studio “Schermi di Qualità tra crisi economica e rinnovamento”, il problema della concentrazione delle sale in un numero inferiore di strutture, è diffuso a livello nazionale e deve essere tenuto nella giusta considerazione. “Diminuendo il numero di strutture – ha spiegato Celata – diminuisce anche il presidio territoriale e si crea un vincolo strutturale alla crescita del mercato. In tutti i Paesi europei in cui il numero di presenze supera abbondantemente i 100 milioni, esistono molti più complessi di quanti ce ne siano in Italia”.

Altro dato saliente e non scontato della ricerca, riguarda la distribuzione del contributo di Schermi di Qualità. È emerso infatti come il finanziamento per sala risulti maggiore per quelle situate nelle strutture dagli 8 schermi in su. Per quanto riguarda le performance dei diversi titoli, invece, sette dei dieci film di qualità più visti negli schermi del progetto siano italiani. La top 10 vede in testa La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, e a seguire La grande bellezza, Viva la libertà, Educazione siberiana, Quartet, Viaggio da sola, Benvenuto Presidente!, Un giorno devi andare, Anna Karenina e Amanti Passeggeri.

“A questa edizione del programma hanno aderito 803 schermi, anche più fedeli del solito. In parte è probabilmente  effetto della crisi, ma forse anche dell’identificazione del bisogno di specializzarsi. Non è detto che la crisi non possa portare a momenti di chiarezza che altrimenti non ci sarebbero stati” – ci ha spiegato Cristina Loglio, coordinatrice nazionale di Schermi di Qualità –  “Certo, molte sale stanno chiudendo, soprattutto monoschermi e soprattutto quelle in cui si annida il pubblico cinefilo, che ha col cinema un rapporto molto forte e molto colto ma che si sta trasferendo verso la fruizione privata. Il rischio è quello di una sconfitta per tutto il settore. Schermi di Qualità si batte affinché dovunque in Italia, nelle piccole strutture quanto in quelle maggiori, ci sia l’offerta, i film di qualità trovino il loro pubblico e il pubblico non debba coniugare l’idea di uscire per andare al cinema con il solo blockbuster americano”.

 

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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