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Un Oscar per Netflix, che però guarda alla tv.

The Artist sarà in esclusiva su Netflix, in barba alle altre pay-tv statunitensi. Ma Hastings guarda ai broadcaster e al nuovo servizio concorrente di SVOD lanciato da Comcast.

Avere in catalogo un premio Oscar, o meglio, un film pluripremiato come The Artist potrebbe essere considerato un valore aggiunto di enorme importanza: ecco perché quando il film di Michel Hazanavicius si è aggiudicato 5 statuette all’84esima edizione degli Academy Awards, il momento è sembrato più che propizio per Netflix. Il portale specializzato in streaming VOD e nel noleggio per corrispondenza di DVD e Blu-ray, si è infatti da poco aggiudicato un accordo esclusivo con la Weinstein Co., lo studio cinematografico che non solo distribuisce The Artist negli USA, ma che la notte degli Oscar si è portato a casa il maggior numero di riconoscimenti grazie anche al biografico The Iron Lady e al documentario sportivo Undefeated, pure premiato nella sua categoria. L’intesa firmata con Netflix si estende ai film stranieri, ai documentari e ad altri titoli della compagnia dei fratelli Weinstein, e oltre a comprendere il suddetto Undefeated, vanta una caratteristica piuttosto peculiare per un contratto di questo tipo, cioè  quella di essere in esclusiva assoluta.

La compagnia di Reed Hastings, insomma, ha scavalcato tutte le pay-tv statunitensi: sarà l’unico canale attraverso cui vedere The Artist in VOD, più altri titoli che saranno distribuiti dalla Weinstein nel corso dell’anno, tra cui La chiave di Sara, con Kristin Scott Thomas, il campione d’incassi francese Quasi Amici, il dramma romantico di Madonna Edward e Wallis: il mio Regno per una Donna, e il Coriolanus di Ralph Fiennes. Ma a quanto pare il colpo messo a segno con questo accordo a Netflix non è bastato. Non solo la compagnia ha perso qualche punto in Borsa, come riportato da Paid Content, ma l’attenzione dei suoi vertici è sembrata rivolta in tutt’altra direzione. Il motivo? Il proliferare di concorrenti che si affacciano nel campo dello SVOD, cioè il noleggio di contenuti sotto abbonamento, proprio a partire dal modello su cui la compagnia ha basato la propria ingente crescita negli ultimi anni.

 

Prima c’è stata la notizia che la nuova partnership messa a punto a tale scopo dal provider Verizon e da Redbox (di cui vi abbiamo già parlato qui) partirà abbastanza presto nel corso dell’anno, entro agosto, poi il vero colpo, inflitto dal colosso mediatico Comcast, controllante di NBCUniversal e della quasi omonima major hollywoodiana. Il servizio si chiama Xfinity Streampix, e l’emittente via cavo ha intenzione di usarlo per offrire ai propri abbonati film e serie tv di catalogo, vale a dire il settore in cui Netflix è più forte. Il servizio in streaming sarà fruibile su più piattaforme, ovviamente anche mobili, e andrà a completare l’offerta del già esistente Xfinity On Demand. Lo potranno attivare gli abbonati alla tv via cavo ma anche altri clienti Comcast al costo di circa 5 dollari al mese. Tra i titoli offerti ci sono serial popolari come 30 Rock, Grey’s Anatomy e Heroes, mentre tra i partner che l’emittente si è assicurato per Xfinity Streampix, compaiono ABC Television Group, NBCUniversal, Sony Pictures e Warner Bros. Digital Distribution. Che tradotto per Netflix, significa sempre più competizione su contenuti che il portale potrebbe avere sempre più difficoltà a procurarsi con lo scadere di accordi tipo quello con l’emittente Starz.

Reed Hastings comunque non si è scomposto, e si è limitato a commentare che, essendo sempre più difficile convincere le tv via cavo a concedere i diritti delle loro trasmissioni, Netflix comincerà ad assomigliare sempre di più a un’emittente essa stessa, autoproducendo una parte dei suoi programmi e pagando direttamente i produttori di contenuti ai prezzi che pagano i veri broadcaster. “Il momento della verità – ha spiegato il CEO del portale VOD – arriverà quando gli spettatori prenderanno in mano il telecomando e sceglieranno se andare su Netflix o su un’altra tv”. Perché ci si arrivi bisognerà attendere la diffusione dei televisori smart e una maggiore ricchezza e differenziazione nei contenuti offerti dalla compagnia di Los Gatos. Ma per Hastings non ci sono dubbi che la sfida sia quella e non ci sono permei Oscar che tengano: è lì che si concentreranno gli sforzi della sua società.

 

Fonte: The Hollywood Reporter, Paid Content

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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