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Tutti pazzi per il VOD: dai 100Autori a De Laurentiis, cresce l’interesse per l’on demand

“C’è una platea enorme per il grande spettacolo del cinema, ma una fetta la perdiamo” dichiara De Laurentiis, che propone di azzerare la window per l’uscita in VOD dei film, mentre i 100Autori cercano un difficile armistizio con i provider.

Nel mercato USA dell’intrattenimento è ormai chiaro come il VOD sia la prossima frontiera che le industrie del cinema e della tv cercheranno di conquistare a titolo di compensazione dei cali registrati in altri settori strategici. In questa direzione si dirigono gli Studios hollywoodiani come Universal Pictures, che nelle ultime settimane ha riempito le cronache con il tentativo, poi abbandonato a causa della ribellione degli esercenti, di lanciare la sua commedia di punta Tower Heist in premium VOD a sole tre settimane dall’uscita nelle sale e al prezzo di circa 60 dollari. In Italia, ovviamente, questa nuova modalità di distribuzione dei contenuti audiovisivi costituisce una realtà molto meno strutturata, ma  il VOD comincia comunque a insinuarsi con maggior insistenza nel dibattito riguardo al rilancio del mercato del cinema.

Ieri, in particolare, dal Napoli Film Festival Aurelio De Laurentiis si è schierato a favore dell’uscita dei film in contemporanea nelle sale e on line. Come riportato da Cinecittà News, il patron di Filmauro si è detto convinto che le attuali modalità di distribuzione non riescano a intercettare ampie fasce di pubblico: “Tutti hanno diritto di poter avere accesso ai film quando escono, ma quando arrivano al cinema molti non possono vederlo, magari perché hanno un bambino piccolo o sono anziani e per loro è difficile uscire alla sera”. Una difficoltà riscontrata dal produttore e distributore  anche per titoli importanti  come i vincitori degli Oscar, il che lo porta a credere che ci sia “una platea enorme per il grande spettacolo del cinema, ma una fetta la perdiamo”.

La proposta? “Facciamo uscire i film in sala e magari nello stesso giorno rendiamoli visibili anche sul pc”, ovviamente al prezzo maggiorato di circa 30 euro poiché da casa “un film lo vedono in 4-5 persone”, e di questo importo “diamo il 10% agli esercenti”. De Laurentiis si allinea così ai recenti esperimenti delle major, non solo Universal ma anche Warner Bros, Fox e Sony, che qualche mese fa lanciarono su DirecTV alcuni titoli al prezzo di 29,99 dollari e a soli due mesi dall’uscita theatrical, scatenando già allora la forte opposizione dei gestori delle sale. Ma neppure gli Studios hanno ancora osato proporre di azzerare completamente la window, tanto che lo stesso De Laurentiis sembra mettere le mani a vanti: “Molti miei colleghi mi criticheranno per questo, ma io dico, facciamo una prova per due, tre anni, se poi non funziona torniamo indietro”.

In attesa della reazione degli esercenti, è interessante notare come la questione VOD sollevi l’interesse non solo dei comparti di produzione e distribuzione. Sempre ieri, l’Associazione dei 100 Autori ha organizzato a Roma un convegno sullo stesso tema poiché, come si legge in una nota, “il mercato della tv online, specie nella modalità catch-up, mostra oggi valori in crescita in tutti i maggiori Paesi e le modalità di fruizione on demand di film e serie tv rappresentano ormai una seria alternativa al declinante mercato home video”. Un’evoluzione che pone sfide non solo alle imprese ma anche ai creatori di contenuti “che vedranno sempre più le loro opere transitare sulle reti digitali e necessiteranno di appropriati strumenti di tutela del lavoro creativo”.

 

L’incontro, intitolato Autori nella rete. Come tutelare il diritto d’autore e la libertà d’espressione on-line, ha dato la possibilità ad Andrea Purgatori, portavoce dell’Associazione, di scagliarsi contro i provider che permettono ai pirati,  ribattezzati per l’occasione anche Black Bloc, di “andare in una banca dei contenuti e spaccare le vetrine per appropriarsene”, come riportato dall’Ansa. Da qui la richiesta di introdurre una tassa di scopo su modello francese da far ricadere su quel “cartello di attori che non hanno intenzione di sborsare un centesimo agli autori a fronte di loro profitti”. Per Purgatori, in particolare, bisognerebbe adottare la soluzione ipotizzata dalla Siae che “ha fatto una simulazione di offerta a pagamento, 1 euro per i film e 10 centesimi per la musica, da cui si potrebbero recuperare 450 milioni di euro”. Dichiarazioni che hanno fatto abbandonare l’incontro a Giambattista Frontera, Vicepresidente Assoprovider, che ha replicato ai 100 Autori di accusandoli di difendere “rendite di posizione” e ricordando come i provider siano una rete che al pari dei gasdotti “deve rimanere neutrale”.

E mentre in Italia si continua a discutere, il VOD cresce con fortissima accelerazione. Secondo i dati presentati nel corso dell’incontro, negli ultimi 5 anni in Europa il suo valore di mercato sarebbe passato dai circa 120 milioni del 2006 agli attuali 385 milioni. Ma se in Inghilterra e Francia Inghilterra il settore comincia ad avviarsi verso una sua maturità, in Italia il giro d’affari del video on demand  rimane ancora molto limitato (10 milioni di euro) a causa di fattori che vanno da “un interesse verso il cinema inferiore alla media degli altri Paesi europei, al numero più basso di utenti Internet, da una minore disponibilità (e possibilità) a pagare fino alla relazione fra una scarsa offerta legale e il download massiccio di contenuti audiovisivi”.

Fonte: Cinecittà News, 100Autori

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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