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JJ Abrams: è inevitabile che la window delle sale non esisterà più

Il noto regista e produttore JJ Abrams attacca l’esperienza della sala cinematografica e ritiene che la visione in contemporanea a casa diventerà lo standard. Ma non è un parere disinteressato...

Sono convinto che una certa catena di cinema detesti i film. Vai lì. Sono arrabbiati con te. Fa freddo. Non c’è musica. Le sale si spengono quando inizia il film, senza nessuna cerimonia. Le poltrone sono molto scomode. Hai l’impressione che ci sia qualcosa di fronte al proiettore. La maggior parte del pubblico a casa ha dei televisori che forniscono un’immagine migliore di quella che stiamo vedendo lì. Capisco le realtà economiche alla base di questa situazione ed è dura. Allo stesso tempo, se non riescono a rendere questa esperienza degna del tempo che ti concede il pubblico, sarebbe meglio non portare le persone nei cinema. La gente vuole vedere i film e non sempre può andare in un cinema. Quindi, mi sembra inevitabile che i film saranno disponibili a un prezzo premium”.

Parole dette da JJ Abrams (e riportate, tra gli altri, da Variety), regista di Star Trek, Mission Impossible III e Star Wars – Il risveglio della Forza, intervenuto durante la Milken Institute Global Conference. E che ovviamente stanno facendo discutere il mondo del cinema e non solo gli addetti ai lavori.

Iniziamo da un fatto indiscutibile e che molti mass media sembrano dimenticare/non sapere/non voler ricordare: JJ Abrams non sostiene il progetto “Screening Room” per simpatia o amore disinteressato. JJ Abrams, come aveva scritto proprio lo stesso Variety, fa parte dei soci (qualcuno impegnato anche economicamente, qualcun altro no, anche se la distinzione precisa credo non sia mai venuta fuori) di Screening Room e quindi è decisamente parte in causa dell’azienda.

Di per sé, nulla di male e, d’altro canto, è normale che Abrams sostenga l’azienda e le idee che ci sono dietro alla sua nascita, visto proprio il suo coinvolgimento. Detto questo, bisogna sicuramente soppesare meglio le sue opinioni e magari vedere se rappresentano perfettamente la realtà che ci circonda.

Intanto, il passaggio a una contemporaneità dell’esperienza cinematografica con la possibilità di vedere lo stesso film a casa, non è assolutamente inevitabile. Eventualmente, sarà, come già sosteneva qualche tempo fa Bill Mechanic (ne abbiamo parlato qui), una scelta precisa del settore. Una scelta che, dopo che l’esperienza in sala è sopravvissuta a tante rivoluzioni (soprattutto la nascita della televisione e dell’home video), rischierebbe di provocare gravi scompensi all’industria.

E parliamo anche del fatto che l’esperienza cinematografica sarebbe mediocre, cosa che le parole di Abrams danno per scontato. In questi casi, la domanda che mi pongo sempre è, “rispetto a cosa”? Insomma, rispetto a cosa l’esperienza cinematografica non è soddisfacente? I cinema (almeno, la stragrande maggioranza di essi) hanno speso ingenti capitali per ammodernare schermi e sistemi audio. Il passaggio dalla pellicola al digitale ha permesso di evitare tanti problemi, anche in cinema che puntavano (a parole) sulla qualità e che poi proponevano proiezioni vergognose. E, chi ha più di 40 anni se lo ricorderà, in passato nei cinema si FUMAVA. Questo non significa che adesso sia tutto perfetto, anzi, a cominciare dall’educazione del pubblico. Ma prima si stava meglio? Mi permetto di non esserne convinto e lo dico da persona che detesta sinceramente tutta la retorica sull’esperienza condivisa in sala (come se veramente il pubblico avesse sempre tutto questo piacere a vedere un film con altre centinaia di persone).

E’ evidente che, difendendo le sale, si rischi di passare per conservatori e non capire la modernità. Ma la realtà è che non si può far finta che proporre i film in contemporanea day and date con le sale non porterà a una minore affluenza di gente nei cinema, con tutto quello che ne consegue (alcuni cinema chiuderanno, un’ulteriore fetta di pubblico passerà direttamente a vedere i film a casa, in una spirale negativa e difficile da arrestare). Insomma, chi ci garantisce che gli introiti saranno gli stessi o superiori? Non è questione di difendere gli esercenti (che peraltro, quando sono bravi, si difendono benissimo da soli). Sono crollati i produttori di carrozze a cavalli, di macchine da scrivere e le videoteche. Se il pubblico non apprezzerà più le sale, è normale che queste moriranno (cosa che, peraltro, nessun serio studio dei numeri reali suggerisce attualmente). Ma attenzione a non ammazzarle direttamente le sale, a proposito di scelte non inevitabili.

Se, comunque, Abrams e gli altri registi importanti (tra questi, Steven Spielberg e Peter Jackson) che sostengono Screening Room credono fermamente nel progetto, devono fare una cosa semplice. Il loro prossimo film, incuranti dello scontato boicottaggio delle catene cinematografiche, lo proporranno in contemporanea, in sala e in piattaforme come Screening Room. Perché ormai di questo servizio si parla da più di un anno (e ovviamente dietro ci sarà un lavoro iniziato ben prima). Se è il futuro, che i responsabili passino ai fatti. Sarebbe ora…

Robert Bernocchi
Robert Bernocchi
Story editor & Data Analyst at Pepito Produzioni e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.
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