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Spotify scommette sul video e lancia 12 Originals

Approfondimenti, live in studio, sfide hip hop e perfino concerti organizzati sulla base dei dati di ascolto: la piattaforma svedese con oltre 75 milioni di utenti svela la sua ricetta video per sbaragliare la concorrenza di Apple Music, YouTube, Soundclod & co.

Al pari delle grandi piattaforme di streaming on demand, come Netflix, Amazon e YouTube Red, ma soprattutto come sta tentando di fare Apple Music, anche Spotify ha deciso di puntare sui video e sulle produzioni originali. Il servizio di musica free o ad abbonamento, a seconda che si accettino o meno le pubblicità, ha deciso di ampliare la propria offerta e diversificarla dai concorrenti attraverso 12 programmi auto-prodotti che faranno il proprio debutto sull’app mobile della piattaforma, in un primo tempo limitatamente a Svezia, USA, Regno Unito e Germania.

Tutti i programmi saranno inerenti alla musica e tra questi spicca un serial di genere mockumentary firmato da Tim Robbins, dedicato alla scena della dance music elettronica ed intitolato Ultimate/Ultimate. Ci sarà poi la serie del discografico Russell Simmons e una prodotta dal brand Gunpowder & Sky, dell’ex presidente di Viacom Van Toffler. Non sono ancora stati rivelati i nomi degli artisti coinvolti, a eccezione di T-Bone Burnett, ma c’è da scommettere che è su questi talent che il brand punterà per attirare l’attenzione degli utenti, ormai sempre più inondati di proposte musicali online. Anche il servizio di condivisione di musica in streaming Soundcloud, ad esempio, ha recentemente ampliato il suo modello di business all’abbonamento, con un piano da 9,99 sterline al mese che consente di eliminare la pubblicità. Beyoncé ha invece fatto debuttare a sorpresa il suo album Lemonade sulla piattaforma ad abbonamento Tidal, posseduta in parte dal marito Jay-Z. La competizione si fa dunque sempre più agguerrita.

Oltre ai programmi dedicati alla storia della musica, ai live e perfino ai grandi crimini commessi dalle star, tra questi show originali si segnala la presenza di una serie molto particolare, in cui Spotify userà i big data per organizzare concerti delle band più ascoltate in determinate zone geografiche. Un format che consentirà alla piattaforma di sfruttare al massimo la sua natura digitale e di offrire davvero qualcosa di diverso al suo pubblico, unendo l’esperienza di ascolto a quella di visione ed eventualmente al live.

A fine gennaio Spotify aveva lanciato i suoi primi contenuti video, in questo caso non originali, consistenti in brevi clip tratte da show già noti al pubblico di canali come ESPN, Comedy Central, BBC, Vice Media e Maker Studios.

Questo l’elenco completo degli show:

  • “Rush Hour”: vedrà due cantanti hip-hop chiusi in macchina nell’ora di punta. In giro per Los Angeles, dovranno creare un remix o mashup delle loro canzoni e approdare al parcheggio dell’etichetta All Def Digital, appunto di Russell Simmons, ed esibire dal vivo la loro nuova creazione davanti a una folla di fan.
  • “Landmark”:  programma di approfondimento composto da interviste, footage e diversi materiali multimediali, volti ad approfondire in ciascuna puntata un momento chiave nella storia della musica, con tanto di spiegazione di brani selezionati.
  • “Drawn & Recorded”: narrata da T-Bone Burnett e animata da Drew Christie, la serie sarà incentrata su aneddoti realmente accaduti nel mondo della musica, per la produzione di Van Toffler e del suo studio digitale Gunpowder & Sky.
  • “Life in Short”: mini-speciali antologici di 2 minuti volti a celebrare i personaggi più enigmatici nella storia della musica.
  • “Trading Playlists”: due nomi celebri si scambieranno le rispettive playlist di Spotify, andando alla scoperta dei rispettivi gusti musicali così come della piattaforma.
  • “Singles”: programma girato nei nuovi studi newyorkesi di Spotify e incentrato sugli artisti che vi fanno visita per registrarvi i live dei loro pezzi più famosi.
  • “Rhymes & Misdemeanors”: Serie dedicata ai veri crimini della storia della musica, dalla condanna per omicidio e cannibalismo del rapper Big Lurch all’assassinio architettato dal  cantante della band metal As I Lay Dying.
  • “Ultimate/Ultimate”: il già citato mockumentary di Tim Robbins.
  • “Generations”: Incontro tra due generazioni di hip hop per produrre una nuova versione dei “calssici” del genere;
  • “Public Spaces”: Le migliori performance musicali regalate dagli artisti negli spazi pubblici, comprese piazze e street music.
  • “Flash Frame”: Serie a cadenza mensile con artisti di primo piano sempre ospiti degli studi di New York, stavolta accompagnati anche da animazioni, materiale d’archivio e altri video all’interno di una più ampia cornice narrativa costruita sui brani e le loro tematiche.
  • “Focus On…”: O  altrimenti detto, il potere dei Big Data. Attraverso i dati di ascolto Spotify individuerà le band più popolari in determinate aree e li userà per localizzare il luogo di apposite performance. La serie si comporrà di cinque puntate composte anche da approfondimenti sul profilo dei fan e sulle varie culture musicali locali.

Fonte: Variety

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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