Il 2012 sembra proprio confermarsi come l’anno dell’esplosione del video on demand in Europa. L’arrivo di Netflix nel Regno Unito, a gennaio, ha scosso gli equilibri del mercato inglese a tal punto che l’Authority locale per la concorrenza ha deciso di ampliare anche allo streaming online la sua indagine sulla possibile posizione dominante di BSkyB nella pay-tv. E ora i servizi di VOD ad abbonamento sembrano destinati a conquistare anche il continente a partire dalla Germania, dove potrebbero sbancare tramite il colosso francese Vivendi SA.

L’annuncio è comparso sulla versione tedesca della rivista Focus, dove Stefan Schulz, presidente del ramo della società che ha sede a Berlino, cioè la Vivendi Multiscreen Entertainment, ha annunciato la partenza di un servizio “simile a quello di Netflix in America”, a partire dal terzo o quarto trimestre del 2012. La decisione, ha sottolineato Shulz, è stata compiuta in virtù “dell’importanza strategica” dello SVOD, cioè dei servizi on demand a sottoscrizione, all’interno del mercato europeo dell’home video. Importanza che renderebbe quindi necessario monitorare e cominciare a colonizzare un settore che, almeno in Germania, non conosce ancora competitor troppo agguerriti. Netflix è infatti ancora impegnata nella sua “campagna d’Inghilterra”, mentre LoveFilm, la società che fa capo ad Amazon, sul fronte tedesco non sembra poter contare sullo stesso radicamento posseduto nei Paesi scandinavi e nel Regno Unito, dove rappresenta non a caso l’avversario più diretto dello streaming della compagnia di Reed Hastings.

Altri concorrenti sono il portale Maxdome, associato al colosso mediatico ProSiebenSat.1, che vanta già accordi con Warner Bros e 20th Century Fox, nonché un catalogo di 45 mila titoli, ma anche un prezzo più elevato di quello proposto da Netflix e LoveFilm nel Regno Unito. L’abbonamento mensile offerto da queste due compagnie si aggira infatti intorno alle 5 sterline, mentre quello di Maxdome ha un costo di 15 euro. Le tariffe della società di Los Gatos, negli USA, possono arrivare anche a 16 dollari, ma solo quelle che includono il noleggio di DVD per corrispondenza. Altro rivale potrebbe essere poi Videoload, della Deutsche Telekom, che però ha un catalogo molto più limitato, e nel caso ottenesse il via libera dell’Antitrust tedesca, anche il portale Germany’s Gold, joint venture messa in programma dalle emittenti ARD e ZDF.

Come spesso si tende a sottolineare parlando di VOD, il nodo centrale sono tuttavia i contenuti, e finora  Schulz non ha rilevato nulla a proposito di accordi con fornitori locali o major internazionali. Il dato interessante rimane il coinvolgimento di un soggetto come Vivendi, che ha recentemente ceduto le proprie quote in NBCUniversal, ma rimane comunque un colosso del settore dei media a cui fanno capo l’etichetta musicale Universal, Canal + e diversi provider di telefonia fissa e mobile. Con queste premesse Vivendi potrebbe rivelarsi per Netflix un competitor tanto temibile in Europa quanto lo è negli USA Verizon, che ha annunciato il lancio a breve di un proprio servizio SVOD in partnership con il marchio dei chioschi per il noleggio a basso costo di DVD e Blu-ray, RedBox.

 

Fonte: Next tv