Un anno fa, a maggio del 2011, Foursquare, il social network bastato sulla geolocalizzazione che permette di “registrarsi” nei luoghi che si visitano, aveva 9,3 milioni di utenti e 600 milioni di check-in totali. Il 16 aprile 2012, la data che i suoi iscritti hanno decretato quale “giornata mondiale” dedicata alla piattaforma, Foursquare ha dato l’annuncio: i suoi utenti globali sono diventati 20 milioni, mentre i check-in effettuati dalla sua creazione hanno superato quota due miliardi, pari a una media di 3 milioni al giorno.

Come si può vedere nell’infografica di Social Jump Start, Foursquare è dunque ben saldo nella top 10 dei social network più usati quotidianamente a livello mondiale, e le sue funzionalità hanno già trovato applicazione nel mondo dei media e del marketing. In principio è stata la Social TV: nel 2010 Endemol ha stretto un accordo per impiegarlo all’interno del reality dedicato al mondo della corsa a squadre Amazing Race, trasmesso da CBS, dove gli spettatori sono stati invitati a partecipare a un contest che prevedeva di raggiungere un luogo specifico e dimostrarlo attraverso un check-in con Foursquare.  Anche NBC non è stata da meno, e ha utilizzato la partnership con il social network per tracciare le registrazioni degli utenti nelle città più importanti della campagna elettorale all’interno degli Stati Uniti, mentre VH1 lo ha impiegato per promuovere l’iniziativa filantropica Save the Music, volta a raccogliere fondi per l’acquisto di strumenti musicali destinati alle scuole.

Oggi Foursquare non è però l’unico tool di geolocalizzazione a servizio delle emittenti televisive, così guadagnano campo realtà nate successivamente come GetGlue e Miso, o app quali Shazam e IntoNow. La svolta potrebbe però arrivare dalla nuova collaborazione stretta dal social network con UTA, importante talent agency di Hollywood, che potrebbe costituire la premessa per un’espansione verso i grandi Studios e le major dell’intrattenimento. Sia per  far diventare Foursquare un nuovo strumento di strategie promozionali basate su concorsi a premi e in genere sull’interattività, sia magari per coinvolgere “testimonial” come è stato all’epoca Ashton Kutcher per Twitter.

Fonte: La Stampa, Next TV