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CinemaCon nel segno dell’ottimismo (ma servono più film)

La convention Nato si è chiusa il 27 aprile; c’è fiducia da parte degli operatori per i numeri dell’anno e le previsioni per i prossimi mesi. Alle spalle le tensioni sulle windows?

Si è chiusa nel segno dell’ottimismo l’edizione 2023 del CinemaCon (Las Vegas, 24-27 aprile), la convention della Nato, in cui le major di Hollywood presentano agli esercenti il meglio della loro produzione in uscita nel corso dell’anno.

L’ottimismo è dato dai numeri del mercato, per un’industria che a fatica sta uscendo dalla crisi causata dalla pandemia e che lentamente sta tornando ai livelli del 2019. Successi planetari quali Avatar – La via dell’acqua e Super Mario Bros. – Il film (che si sta avvicinando al miliardo di dollari), stanno trainando i mercati tanto che, alla vigilia dell’evento, la principale società di analisi Gower Street ha rivisto al rialzo le sue stime per il box office mondiale per l’anno in corso, salite da 29 miliardi a 32 miliardi di dollari (+23% sul 2022). Bene anche il mercato di Usa e Canada che ne primo trimestre ha superato il miliardo di dollari. Sempre a proposito di numeri soddisfacenti, Mpa ha presentato i suoi dati che combinano il mercato mondiale theatrical con quello dell’audiovisivo, per un business che è cresciuto fino a 99,7 miliardi di dollari, con un aumento del 27% rispetto al 2021.

Gli esercenti chiedono più film

Ma la fiducia gli esercenti la ripongono verso i titoli in uscita. Tanti i trailer e le clip di film presentati che sono stati apprezzati e molto applauditi. Citiamo, come esempi tra gli altri, The Flash, Barbie, Oppenheimer, Guardiani della Galassia Vol.3, Elemental, Mission: Impossible – Dead Reckoning parte I, Fast X, Wicked, Spider-Man: Across the Spider-Verse, The Hunger Games – The Ballad of Songbirds and Snakes, Indiana Jones e il quadrante del destino, Dune – Part 2.

Guardiani della Galassia vol.3
Guardiani della Galassia vol.3, uno dei titoli più attesi tra quelli presentati a Las Vegas

Quello che i manager delle principali catene di esercizio stanno chiedendo da tempo alle major, e non solo durante il CinemaCon, è di tornare ai livelli di produzione pre pandemia in quanto a numero di titoli forti realizzati e distribuiti lungo tutto il corso dell’anno, evitando periodo troppo scarichi di blockbuster come quelli vissuti lo scorso autunno. Come ha ricordato il presidente Nato, John Fithian, nel 2022 sono stati 70 i film distribuiti in oltre 2.000 cinema, quest’anno saranno più di 100. Si sta quindi tornando alla normalità? Per colmare il gap rispetto ad alcuni anni fa, sembra sempre più importante il lavoro di colossi quali Amazon e Apple, che pur investendo centinaia di milioni di dollari in produzione, non realizzano lungometraggi solo per le loro piattaforme ma anche per le sale cinematografiche. Per questa ragione, lo stesso Fithian ha plaudito Amazon per la release su grande schermo di Air – Il grande salto prima del suo debutto su Prime Video e Apple per le uscite cinematografiche del kolossal storico Napoleon di Ridley Scott e di Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese che sarà presentato a Cannes.

La necessità di un maggior numero di film disponibili, non riguarda però solo i blockbuster. Gli esercenti sono consapevoli anche che il mercato ha bisogno di film dal budget medio, di qualità, e per un pubblico adulto come dimostrato dal successo di Air di Ben Affleck. Nello stesso tempo puntano molto anche su film di genere come gli horror che sono spesso garanzia di successo – come dimostrano i casi recenti di M3gan e di Scream VI – e non richiedono agli studios ingenti investimenti.

Vin Diesel in Fast X

Stop alle tensioni sulle windows

Quella del ComiCon sarà ricordata anche come l’edizione in cui si è superata la tensione tra major ed esercenti relativamente al tema windows. Sembrano alle spalle le polemiche che nel momento topico dell’emergenza Covid aveva portato un brand storico quale Warner Bros. a proporre in day and date tra sala e la sua piattaforma Max, i titoli più forti del listino. Anzi, è stato proprio il Ceo di WBD, David Zaslav, in un certo senso a chiudere il discorso dichiarando davanti all’auditorium del Cesars Palace: «Sono convinto che non ci sia luogo migliore dove vedere un film che possa avere un impatto in tutte le parti del mondo. Noi crediamo nel sistema delle window per il nostro business e non crediamo nei film direttamente in streaming» (qui la news dettagliata). Una presa di posizione molto apprezzata per un concetto sottolineato anche da John Fithian: «Ora è più inconfutabile che mai che l’uscita cinematografica sia la chiave di volta che regge l’industria. L’uscita di film importanti, realizzati con budget ingenti, direttamente sulle piattaforme di streaming non è un modello di business sostenibile. Il ritorno sull’investimento è inesistente».

Allarme pirateria

Charles Rivkin, presidente Mpa,  ha focalizzato il suo intervento sugli sforzi che l0associazione sta continuando a portare avanti per contrastare il fenomeno della pirateria. «In media – ha sottolineato – la pirateria che entra in azione prima dell’uscita dei film, può sottrarre fino al 20% delle entrate al box office. Battere i pirati, richiede “un team Marvel Avengers».

 

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