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Le window nel 2022

Dopo aver già analizzato la questione, torniamo a vedere quali sono le window effettive tra sala e altri sfruttamenti che hanno avuto i film più importanti…

A metà dicembre, ho pensato di fare il punto della situazione sulle window ‘reali’ dei film in Italia con questo articolo. Credo sia arrivato il momento di aggiornare questa ricerca, con altri titoli più recenti, come potete vedere sotto (l’infografica interattiva è qui):

Anche in questo caso, ricordo che i giorni indicati nell’infografica sono quelli tra l’uscita in sala italiana e un successivo sfruttamento (sempre in Italia), che può essere il passaggio su una piattaforma in abbonamento (sono i film indicati in rosso) o il noleggio/vendita in digitale (i titoli indicati in blu). La data tra parentesi indica l’uscita in sala.

Vediamo di fare alcuni confronti, anche in base a quanto avevo già scritto due mesi fa:

– La Disney. Mi sembra di notare che ormai ci sia uno standard chiaro per l’arrivo su Disney+, ossia la finestra minima di 45 giorni, per cui i film escono dopo 48/49 giorni, considerando l’arrivo nei cinema di giovedì e lo sbarco in piattaforma di mercoledì. Ben tre film (The Last Duel, Gli occhi di Tammy Faye e La fiera delle illusioni) hanno infatti aspettato 48 giorni, per The King’s Man – Le origini sono stati 49 solo perché il film è uscito di mercoledì e non di giovedì.

Interessante però vedere cosa succede con i prodotti di grandi registi come Steven Spielberg e Wes Anderson. Infatti, West Side Story ha avuto da noi 69 giorni di window (anche di più in America, dove è arrivato in sala una settimana prima) e The French Dispatch addirittura 97 (e negli Stati Uniti era uscito circa 20 giorni prima che da noi). Va detto però che il film di Wes Anderson era già disponibile a metà dicembre sulle piattaforme digitali e due settimane dopo in dvd/bluray, anche se non su Disney+. Ovviamente, in questi casi ci possono essere accordi da rispettare e che erano stati presi da 20th Century Fox/Searchlight e in generale una volontà di dare una finestra maggiore a grandi registi in corsa per l’Oscar.

Infine, anche se è decisamente presto per parlarne, va segnalato Strange World, attualmente previsto in sala per il 23 novembre e che quindi sembrerebbe poter ripetere la window corta di Encanto (30 giorni) e uscire a Natale su Disney+. Vedremo se sarà così…

– Capitolo Warner. Con le uscite del 2021, è finito il “Project Popcorn”, ossia l’arrivo in contemporanea negli Stati Uniti tra sale e HBO Max, che tante discussioni aveva provocato (e che peraltro incentivava la pirateria nei territori extramericani). E’ quindi difficile valutare le window che abbiamo avuto in Italia per titoli come Cry Macho e Matrix Resurrections: d’altronde, se in America esce day and date – che è il vero problema – 40 giorni da noi sono ‘tanti’ o ‘pochi’? Va detto che comunque, come ha annunciato il CEO Jason Kilar, da quest’anno i film saranno disponibili su HBO Max dopo 45 giorni dall’arrivo in sala. Il che pone un grosso dubbio per quanto riguarda i Paesi in cui questo servizio streaming non esiste (tra cui l’Italia): Sky adotterà questa window per rendere disponibili i film Warner da noi? O no?

Supereroi. Non c’è dubbio che questo titolo sia stato quello che ha fatto discutere maggiormente gli addetti ai lavori in questo inizio di 2022. I 46 giorni di tempo (ma soprattutto l’arrivo su una piattaforma SVOD molto popolare come quella di Amazon Prime) rappresentano una finestra oggettivamente breve. Peraltro, dal momento in cui è arrivato su Amazon (7 febbraio), il film non può più essere programmato nelle sale. D’altro canto, questo è un prodotto che ha atteso quasi due anni per uscire ed è quasi un miracolo che in sala ci sia arrivato, viste le richieste delle piattaforme di averlo in esclusiva, saltando completamente i cinema. Diciamo che è una situazione al limite, legata a condizioni di emergenza degli scorsi due anni e che speriamo di non affrontare più, per il bene di tutti e non solo del mondo del cinema.

– Agli antipodi, per quanto riguarda le finestre, c’è chiaramente 01 Distribution, che nei tre film che abbiamo citato ha fatto sempre 105 giorni. L’unica differenza è che Tre piani e Freaks Out dopo 105 giorni sono stati disponibili sulle piattaforme digitali in noleggio/vendita (Tre piani è poi sbarcato su Sky dopo ulteriori 30 giorni), mentre diverso il caso di Marilyn ha gli occhi neri (prodotto da Groenlandia), sbarcato dopo 105 giorni su Netflix (e quattro giorni dopo su Sky). Sui film italiani, segnalo anche Ariaferma, prodotto e distribuito in sala da Vision e arrivato su Sky dopo 85 giorni.

– C’è poi il caso Sing 2. Anche se non mi risulta che siano state definite delle date per la seconda finestra di sfruttamento in Italia (SVOD o TVOD che sia), in America il film ha sfruttato l’accordo che ha Universal ed è arrivato in PVOD (a 24,99 euro) dopo soli 17 giorni, rendendo quindi disponibile una copia perfetta nel mondo.

Insomma, da una parte la situazione sembra essere un po’ più definita, ma solo per noi addetti ai lavori che ci preoccupiamo di fare/leggere queste analisi. Per un consumatore, è difficile capire perché un titolo magari arriva dopo meno di 50 giorni in SVOD (e quindi magari ‘gratuitamente’), mentre altri dopo 100 giorni non sono disponibili da nessuna parte. L’impressione che potrebbe avere, è che tutto è disponibile a casa in tempi rapidi, anche perché, come si può notare dall’aumento del colore ‘rosso’ (quello che indica l’arrivo in SVOD) nell’infografica, per chi è già abbonato a servizi come Disney+, Amazon Prime o Netflix e si ritrova lì un film, sostanzialmente è come se fosse gratuito.

Peraltro, a detta di molti analisti, questo ha provocato un grosso problema anche in Cina, dove spesso i grandi blockbuster americani arrivano (quando arrivano, non molto ultimamente) con un certo ritardo e se il film è già disponibile in streaming (e quindi anche in versione pirata) i risultati sono pessimi (come riporta Variety, è capitato nell’ultimo anno con Jungle Cruise, Paw Patrol: Il film, Encanto e Matrix Resurrections).

In ogni caso, fino a quando la produzione cinematografica italiana non tornerà ai livello di incassi a cui ci aveva abituato prima della pandemia, è ormai evidente che la questione delle window (e di quanto incidono sul Mercato cinematografico quelle ‘brevi’) è strettamente legata alla produzione statunitense. Che però, come sappiamo, non può essere facilmente regolata, se non con un’apposita legge. Vedremo se effettivamente arriverà…

Robert Bernocchi
E' stato Head of productions a Onemore Pictures e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.
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