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Torna il premium VOD, e stavolta potrebbe avere l’avallo delle sale

Le major vogliono riprovare ad abbattere la finestra di esclusività del grande schermo, stavolta con uscite online in day and date al costo di 50 dollari a noleggio. L’ideatore della piattaforma? Sean “Napster” Parker.

Chi ricorda ancora il caso Tower Heist? Nel 2011 Universal tentò di sperimentare un drastico accorciamento della window tra l’uscita theatrical e quella in video on demand, annunciando che avrebbe reso disponibile online la commedia con Ben Stiller a sole tre settimane dalla release ma al prezzo maggiorato di 6o dollari a streaming. L’alzata di scudi degli esercenti fece però decadere l’idea, che nel frattempo aveva solleticato molti palati compresi quelli del produttore e distributore italiano Aurelio De Laurentiis. Da allora il premium VOD è stato messo da parte, scavalcato dall’affermarsi di altri modelli di business come quello di Netflix, che al contrario prevede costi molto bassi e forfettari di fruizione dopo una finestra di molti mesi. Ora sembra però che un nuovo soggetto voglia rilanciare la formula, cercando di mediare tra le esigenze delle major e quelle dell’esercizio. Si chiama Screening Room ed è sostenuto da Sean Parker, uno che di online se ne intende abbastanza avendo creato Napster e aiutato a far esplodere Facebook.

Cos’è cambiato rispetto al fallito esperimento di cinque anni fa? Secondo indiscrezioni diffuse da Variety, Screening Room non avrebbe attirato solo l’interesse di alcuni dei maggiori studios come Sony, Fox e Universal, ma sarebbe in trattative anche con AMC, che sta per diventare la prima catena cinematografica al mondo grazie all’acquisizione – in attesa del nulla osta da parte dell’Antitrust – del parco sale di Carmike Cinemas. Se la nuova iniziativa dovesse avere successo, gli spettatori americani avrebbero a disposizione sul mercato un set-top box dal costo di 150 dollari che permetterebbe loro di noleggiare in streaming le nuove uscite delle major partner al prezzo ragguardevole di 50 dollari, il giorno stesso della loro distribuzione al cinema. Ironicamente, tra le feature offerte agli studios dal dispositivo creato dal  cofondatore di Napster, ci sarebbero stringenti tecnologie antipirateria per garantire la sicurezza dei film offerti in premium VOD.

Ci sono tuttavia degli attriti che potrebbero ancora inficiare la riuscita del progetto, in fase ad oggi embrionale: in primo luogo, Screening Room non avrebbe l’appoggio di Regal Entertainment, che con 7.361 schermi è stato finora il primo circuito del Paese e che sembra piuttosto fermo sulla linea di boicottare qualsiasi tentativo di accorciare la classica finestra  delle sale (90 giorni). Inoltre la  nuova compagnia starebbe cercando di ottenere l’esclusiva sui titoli, il che potrebbe allontanare le major con forti partner nell’home entertainment, come Universal controllata dal colosso mediatico Comcast e Sony, ovviamente legatissima alla PlayStation. Pare inoltre che Disney non sia affatto interessata alla proposta di Parker.

Al momento esiste negli Stati Uniti solo una forma estrema di premium VOD, Prima Cinema, dispositivo che però costa ben 35 mila dollari. Qualche mese fa invece Paramount ha ottenuto un accordo rivoluzionario con alcune catene di cinema, tra cui anche AMC, per accorciare a 17 giorni la finestra per l’uscita in video on demand (non premium) di un numero molto selezionato e molto ristretto di titoli, per cui in realtà non sia spetta un boom al box office.

 

Fonte: Variety

 

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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