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I make movies: l’antipirateria impara dalla Silicon Valley

Lo scenografo di Breaking Bad vi chiede (implicitamente) di non scaricare dai siti pirata, mentre i produttori lavorano per farvi sapere dove trovare legalmente i film, dalla sala ai portali di video on demand. Ecco la nuova strategia dell’MPAA per la tutela del copyright.

Dopo anni di campagne  dal tono accusatorio e poliziesco, l’antipirateria ha imparato da quelli che prima considerava i suoi concorrenti, le industrie dell’high-tech e dal loro stile di comunicazione luminoso, evocativo, pregno di positività e di attenzione ai sogni e alle aspirazioni del suo target. Ecco così che anche la prossima campagna dell’MPAA, la Motion Pictures Association of America che riunisce le major statunitensi del cinema e dell’intrattenimento, ha deciso di mettere da parte i volti noti e le grandi star per valorizzare il lavoro delle maestranze e di professionisti con cui il grande pubblico potrebbe trovare più facile l’identificazione.  La campagna si chiama I make movies, partirà negli Stati Uniti tra due settimane  e ieri anche l’Italia ha potuto averne un piccolo assaggio grazie a una masterclass sul tema organizzata dall’ANICA al Maxxi in occasione del Festival Internazionale del Film di Roma.

breaking bad set

Dalla sarta di Come d’Incanto, cresciuta canticchiando la canzone dei topini che fanno il vestito di Cenerentola, al set designer di Breaking Bad, fino al  disegnatore dei costumi di X-Men: Giorni di un futuro passato, ovviamente prototipo del geek appassionato di comics, il concetto dei nuovi spot è semplice. Si tratta di mettere lo spettatore difronte ai lavoratori dell’audiovisivo, ai loro volti tutt’altro che da copertina e alla passione umana che anima un settore magari percepito troppo come una luminosa torre d’avorio distaccata dalla realtà.

“Tutte le campagne fatte finora  contro la pirateria facevano sembrare che il problema riguardasse solo l’industria, mentre quello che volgiamo far capire ora è che il tema tocca il pubblico, chi guarda e ama i film”, ha detto il presidente dell’MPAA, Chris Dodd, intervenuto ieri al Maxxi a Roma per presentare la nuova strategia dell’associazione, “vogliamo far vedere agli studenti e agli spettatori che ci sono persone vere dentro questa industria, il 96% delle quali non vedrete mai sul tappeto rosso, pur essendo ben 7 milioni di individui nella UE e 2 milioni negli Stati Uniti. Sono i nomi nei titoli di coda che nessuno legge mai, ma che sono quelli che effettivamente fanno i film”.

Il cambiamento di registro nella comunicazione è però solo uno dei nuovi strumenti che saranno adottati dall’antipirateria statunitense, e che passeranno solo marginalmente per l’attività di lobbying:

“Avere un quadro normativo è importante, ma la tecnologia evolve velocemente, potremmo avere una nuova legge al giorno e comunque non risolvere il problema. Bisogna creare responsabilità e solidarietà tra tutti gli attori dell’ecosistema. Tutti devono fare il loro: noi, l’industria culturale, ci dobbiamo preoccupare della disponibilità dei nostri contenuti, assicuraci che si possano trovare online a un giusto prezzo. Da questo punto di vista ci sono 400 destinazioni in tutto il mondo che offrono legalmente contenuti, 100 delle quali nei soli Stati Uniti. Però devono fare la loro parte anche le compagnie delle carte di credito, impedendo i pagamenti ai siti pirata, chi pubblica inserzioni pubblicitarie su queste pagine e  i motori di ricerca. Non ci vuole molto a spostare in basso un risultato, non è censura, chi lo vuole trovare può farlo comunque semplicemente scrollando giù lo schermo. E’ solo una questione di denaro, non di un controllo governativo. Una ricerca ha dimostrato che il 40% degli utenti non va su internet per cercare materiale illegale, ma vi viene condotta dai risultati di ricerca o dalla funzione di auto-completamento delle chiavi di ricerca”.

Da questo punto di vista Dodd ha preso atto della volontà, espressa da Google, di modificare il proprio algoritmo nel senso di dare maggiore visibilità all’offerta legale, ma aspetta di vedere il risultato concreto della dichiarazioni. Nel frattempo partirà un’altra iniziativa della MPAA, forse la più apprezzabile dal punto di vista dell’originalità e della trasparenza, cioè il lancio di un sito in cui ogni spettatore potrà avere un’idea complessiva e completa della disponibilità di un film e dell’offerta audiovisiva del momento: dalla sala, all’home video al video on demand, con prezzi e modalità di acquisto/noleggio, sulla scia di quanto già fatto dall’antipirateria britannica con Findanyfilm.com.

Non più teschi e caccia all’untore, dunque, ma coinvolgimento e informazione per portare “dalla parte del cinema” quello che, ha ribadito anche il presidente ANICA, Riccardo Tozzi, è uno dei pubblici più interessati e vivaci dell’audiovisivo.

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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