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Contenuti alternativi, l’ANEC replica a Giampaolo Letta

La Presidenza ANEC replica alla lettera di Giampaolo Letta, vicepresidente e amministratore delegato Medusa Film, pubblicata sul Corriere della Sera lo scorso sabato. Il vicepresidente di Medusa Film, citando il caso di One Direction – Where we are, punta l’attenzione sul fatto che alcuni contenuti escano nel weekend, e non durante la settimana, «danneggiando materialmente...

La Presidenza ANEC replica alla lettera di Giampaolo Letta, vicepresidente e amministratore delegato Medusa Film, pubblicata sul Corriere della Sera lo scorso sabato. Il vicepresidente di Medusa Film, citando il caso di One Direction – Where we are, punta l’attenzione sul fatto che alcuni contenuti escano nel weekend, e non durante la settimana, «danneggiando materialmente e “filologicamente” lo specifico cinematografico anche e soprattutto sul suo versante italiano». Per Letta «Più che assistere ad un nuovo corso, pare di tornare indietro di una sessantina d’anni quando, con l’ancora scarsa diffusione dei televisori, le sale cinematografiche creavano il loro “evento” montando un apparecchio tv in bianco e nero davanti allo schermo per trasmettere Lascia o raddoppia? di Mike Bongiorno, alternativa catodica ai film, nata al sabato per essere spostata, non a caso, al giovedì». Il risultato del film distribuito da Nexo Digital è per il manager «frutto di un colpo di mano da parte delle sale che lo hanno diffuso non durante i giorni commercialmente più deboli, ma in pieno weekend. Non è certo questo il modo di risolvere una crisi del cinema reale o presunta penalizzando o addirittura mortificando quegli sforzi creativi, produttivi e distributivi che ancora intendono sostenere al meglio le qualità del cinema italiano: almeno fino a quando la programmazione nelle sale lo consentirà nelle sue giornate elettive. O i produttori e gli autori, sempre molto sensibili alle minacce del mercato non prenderanno una posizione più incisiva».

cerri

«Tornare indietro con la memoria ai tempi in cui Lascia o Raddoppia veniva programmato dalle sale cinematografiche, come suggerisce Letta, significa sottovalutare la portata e il potenziale della tecnologia digitale di proiezione» risponde su Cinenotes l’ANEC presieduta da Lionello Cerri. «Potenziale che andrebbe dispiegato in ogni fase della filiera, non solo nella scelta dei contenuti da proiettare ma nella loro flessibilità (la tanto auspicata e condivisa, almeno a parole, multiprogrammazione spesso ancora disattesa nei fatti) e poi nella distribuzione “fisica” del prodotto, nella disponibilità delle copie nel periodo successivo alla prima uscita, insomma in una rivisitazione radicale del meccanismo della diffusione dell’opera filmica che non ha (ancora) subito le necessarie modifiche – mentre gli esercenti sono ancora costretti a inseguire DCP e USB sul territorio. Ciò premesso, sembra poco corretto scaricare sull’esercizio la scelta di distribuire nel fine settimana il film citato: film-evento di due giorni se ne sono già avuti dall’inizio dell’anno, e con grande successo, anche ad opera di grosse distribuzioni, sia Major che italiane, con grandi rallegramenti da parte di tutta l’industria. Se poi l’invito è a sedersi attorno a un tavolo cercando di stabilire regole chiare, condivise e ad ampio spettro sul mercato italiano, sulla più razionale distribuzione delle uscite che tenda ad evitare concentrazioni forsennate in pochi mesi costringendo l’esercizio (e il pubblico) a languire da maggio a ottobre, generando una vera e propria distorsione del mercato, e in tale sede si voglia includere un ragionamento sui contenuti complementari, siamo convinti che tutto ciò non potrà che fare un gran bene al settore». Infine la presidenza ANEC si sofferma sul prodotto italiano: «Tutti noi tifiamo per una produzione nazionale forte, sostenuta dall’intera industria – industria, sia detto per inciso, di cui fanno parte a pieno titolo le sale, anche se il sostegno statale è tutto sbilanciato sulla produzione. Anche qui va però affrontata la questione a 360°: siamo sicuri che il modo migliore di sostenere il cinema italiano sia quello di concentrarne le uscite da Venezia in poi, pochi mesi di affollamento e “mors tua vita mea”?».

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