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Cinema America: le reazioni su Twitter all’appello contro lo smantellamento della sala storica

La chiusura di un numero sempre crescente di sale, specialmente dei cinema definiti di “prossimità”, quelli cioè con uno o pochi schermi solitamente collocati nei centri urbani, è uno dei fenomeni che più ha caratterizzato la trasformazione del mercato della settima arte negli ultimi anni. Un fenomeno che, per altro, è stato spesso dibattuto in…

La chiusura di un numero sempre crescente di sale, specialmente dei cinema definiti di “prossimità”, quelli cioè con uno o pochi schermi solitamente collocati nei centri urbani, è uno dei fenomeni che più ha caratterizzato la trasformazione del mercato della settima arte negli ultimi anni. Un fenomeno che, per altro, è stato spesso dibattuto in relazione alla necessità di preservare questo tipo di luoghi di fruizione cinematografa a beneficio non solo del circuito nel suo complesso, ma anche di quei film italiani popolari ma al contempo d’autore, che vanno alla ricerca di un pubblico diverso rispetto a quello intercettabile nei multiplex. Oggi, con l’avvicinarsi dello switch off digitale, il tema si fa sempre più caldo, considerando le difficoltà incontrate da monosale e piccoli esercizi nel sostenere l’investimento necessario per la transizione alla nuova tecnologia.

Qual è dunque il destino delle sale urbane, e quale la consapevolezza del pubblico rispetto all’urgenza del problema? Abbiamo provato a indagare in tal senso cominciando da una vicenda che negli ultimi giorni sta coinvolgendo una sala storica quale il Cinema America, a Trastevere, nel centro di Roma.


La struttura, occupata dallo scorso novembre, oltre a essere considerata un luogo di aggregazione culturale da preservare, a partire da febbraio è anche al centro di un appello lanciato da diversi architetti preoccupati delle sorti di uno stabile di pregio, progettato da Angelo Di Castro e ritenuto “espressione del boom architettonico degli anni ’50 e ’60, che ha visto Roma seconda capitale al mondo del Cinema”. Firmato già da 600 segnatari, l’appello ha avuto anche un notevole eco su Twitter, dove la parola chiave “Cinema America” ha superato i 100 cinguetti in pochi giorni, dal primo al quattro febbraio. Ecco, riassunto nel nostro Storify, come la Rete sta reagendo all’iniziativa e si sta mobilitando per evitare la trasformazione di un cinema storico in garage e miniappartamenti.

 

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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