Archivio per la categoria ‘Internet’

apr
06
2012
4

Difendiamo la libertà di fare cultura… e industria!

Perché c’è ancora bisogno di ripetere che internet è il fulcro della più grande rivoluzione culturale dai tempi della stampa?

Nemmeno la radio e la televisione hanno avuto una portata confrontabile, anche perché internet li sta assorbendo nella sua, di rivoluzione.

Vogliamo difendere davvero la libertà di fare cultura? Allora difendiamo, innanzitutto, internet! Uno strumento che permette di creare contenuti in modi mai visti prima e di diffonderli ad una frazione del costo precedente. Questa è libertà di fare cultura!

Sono anni che si continua a perpetrare strumentalmente il malinteso con cui si confonde il contenuto con l’industria destinata a monetizzarlo. La parola con la stampa, la musica con il cd, il film con la pellicola e il DVD. La cultura è una cosa, l’industria culturale un’altra.

La creatività non ha niente a che vedere con il prodotto attraverso cui il creativo viene, giustamente, pagato per il suo genio e il suo impegno. C’è la creatività, il “prodotto culturale” e i canali attraverso cui viene monetizzato: piantatela, per favore, di confonderli per tirare acqua al vostro vecchio mulino.

Il nuovo processo creativo-distributivo abbassa i margini della vecchia industria culturale mentre favorisce una nuova industria distributiva e, con essa, anche l’emergere di nuovi creativi, che sanno meglio interpretare il rapporto esistente tra idea e canale.

In questa nuova equazione culturale la pirateria danneggia sia la nuova che la vecchia industria, sottrae linfa sia ai vecchi che ai nuovi creativi. E’ un nemico comune che la nuova industria di distribuzione dei contenuti (che non sono solo Kultura) affronta in campo aperto, proponendo nuovi modelli distributivi e diverse modalità di ricompensa di tutti gli aventi causa.

La vecchia industria, invece, e i creativi che con essa hanno ormai un rapporto di simbiosi perversa, demonizza internet perché in fondo non la capisce, non la ha mai capita e la odia. Avrebbero voluto morire continuando a contare i soldi dei bollini SIAE, invece devono “discutere di come regolamentare la diffusione di contenuti su internet”, quando in realtà non c’è proprio niente da discutere.

Internet propone costantemente, con centinaia di start-up ognuna delle quali contiene più creatività di quanta se ne sia vista in secoli di storia, nuovi modelli di distribuzione e remunerazione dei contenuti. Alcuni funzionano, altri si estinguono, basta abbracciarli, provarli, testarli, offrirgli delle occasioni e alla fine i conti cominceranno a tornare.

Anche perché se da una parte i posti di lavoro si distruggono è vero che dall’altra internet ne crea centinaia di nuovi, ogni giorno. Solo che la vecchia industria continua a raccogliere più risorse rispetto alla nuova, a ridurre i costi tagliando posti di lavoro per mantenere i profitti, mentre gli investimenti si spostano lentamente verso la nuova industria rallentando una crescita che creerebbe molti più posti di lavoro di quelli che vanno distrutti.

Il problema non è la pirateria, ma come direbbero gli economisti la frizione, il rallentamento, la resistenza, con cui si sta passando dagli atomi ai bit. Chi guadagna producendo e distribuendo atomi continua a far valere le sue rendite di posizione, usa le risorse accumulate in decenni di attività per sfiancare la concorrenza emergente e portare avanti progetti come il SOPA e il PIPA che dietro al pretesto di combattere la pirateria nascondono l’intento di restaurare un potere che sta andando perduto.

L’industria dei bit non è certo composta da santi che fanno beneficenza. Non lo sono i colossi come Facebook che si deve quotare in borsa, non lo è la Apple che interpretando al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie distributive ci rinchiude in gabbie dorate, non lo sono i Venture Capital che finanziano star-up nate più o meno con le migliori intenzioni, ma è innegabile che questo futuro è più bello del passato. Può essere più democratico, più giusto, più equo. Tremendamente più faticoso, è vero, perché la concorrenza sarà sempre più dura, ma un bambino che nasce oggi ha a disposizione molta più cultura e molte più possibilità di quelle che avevamo noi quando siamo nati e questo, in parte, anche grazie ad internet.

E’ incredibile come proprio chi scrive canzoni possa essere così poco in sintonia con il mondo la fuori ;)

ps: sul tema leggere anche BadTaste che sottoscrivo in pieno.

apr
05
2012
0

Il bilancio Hadopi: in calo la pirateria e l’interesse per il P2P. [Infographic]

Se in Italia l’Anica auspica un rapido sblocco dell’impasse creata dal vulnus legislativo che secondo l’Agcom le impedirebbe di regolamentare la tutela della proprietà intellettuale online (vedi la nostra intervista di ieri al presidente Riccardo Tozzi) e se negli USA, dopo la chiusura si Megaupload, la MPAA – Motion Picture Association of America è tornata a incalzare i cyberlocker definiti “canaglia” (rogue, il termine originale), in Francia si cominciano a fare i conti sull’Hadopi, acronimo di Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l’Internet, a un anno e mezzo dall’avvio delle sue attività.

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apr
04
2012
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Pirateria: Riccardo Tozzi e il caso Romanzo di una Strage.

In un momento come questo, in cui dopo anni di dibattiti sul tema l’Autorità garante delle Comunicazioni ha fatto sapere di non poter adottare alcun provvedimento in materia di tutela della proprietà intellettuale perché priva dell’attribuzione di competenza, deve essere a dir poco straniante, per un produttore, trovarsi per caso faccia a faccia con un ragazzotto che guarda un suo film ancora prima dell’uscita nelle sale. Eppure è proprio ciò che è successo a Riccardo Tozzi, in un aneddoto ormai destinato a rimanere negli annali: come ha raccontato di recente alla stampa, il produttore di Cattleya ha infatti incrociato su treno per Bari un giovane passeggero dal pittoresco aspetto romano, intento a guardarsi sul computer Romanzo di una strage, il film di Marco Tullio Giordana dedicato a Piazza Fontana e ai tragici eventi che inaugurarono gli anni di piombo.

 

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mar
31
2012
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Nasce Edicola Italiana, un unico negozio virtuale per quotidiani e periodici online.

L’editoria perde colpi di fronte all’avanzata del web, a livello non solo italiano ma internazionale? Ecco, allora, che la nostra stampa si organizza per dar vita a un’edicola virtuale per trasferire online l’esperienza tradizionale dell’acquisto di quotidiani e periodici. Lo hanno annunciato ieri Il Sole 24 Ore, L’Espresso, Mondadori e RCS, che in un’alleanza alquanto sui generis hanno deciso di dar vita a un Consorzio cui affidare tale iniziativa, denominata per ora Edicola Italiana.

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mar
23
2012
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The Hunger Games: una scommessa virale.

Esce oggi nelle sale statunitensi The Hunger Games, uno dei film più attesi della stagione cinematografica in corso. Firmato dal regista Gary Ross e interpretato da Jennifer Lawrence (che nonostante la giovane età può già vantare una candidatura all’Oscar per Un gelido inverno e un Premio Mastroianni per la miglior esordiente vinto a Venezia qualche anno con The Burning Plain), il film distribuito dalla Lionsgate è costato un po’ meno di 100 milioni di dollari e si prevede che li recuperi tutti ampiamente già nel primo weekend, battendo tra l’altro ogni record registrato da un film uscito negli USA in questo periodo dell’anno. Perché tante aspettative? Le ragioni sono molteplici, e tutte stanno facendo il giro della stampa a livello internazionale. Non c’è solo il grande successo della saga letteraria di Suzanne Collins da cui è tratto, che ha fatto subito sperare in un Twilight-bis, ma anche una strategia di marketing molto particolare, e soprattutto economica: 45 milioni di dollari contro i 70-80 o più che le big di Hollywood spendono per i propri blockbuster, rischiando anche flop clamorosi come quello di John Carter, che si stima porterà alla Disney un “buco” di circa 100 milioni di dollari a fronte di altrettanti spesi per la promozione. Comunque vadano gli incassi, The Hunger Games non corre il rischio di un gap così clamoroso, perché per diffondere la “febbre” dei giochi ha scelto una strategia virale che si è esplicata soprattutto sul web…

 

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mar
22
2012
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Facebook e Twitter, quale influenza hanno i social media su cinema e tv? [Infographic]

I social media diventano concorrenti sempre più temibili per i media tradizionali nella competizione per il tempo libero degli utenti: a confermarlo ora è anche una ricerca condotta dalla società specializzata Penn Schoen Berland per conto del noto magazine Hollywood Reporter. Stando al sondaggio condotto su  750 utenti di social network tra i 13 e i 49 anni, è emerso come l’88% degli intervistati, cioè 9 su 10, ritenga questi nuovi strumenti online come un vero e proprio mezzo di intrattenimento. Più della metà dei partecipanti, il 56% per l’esattezza, ritiene che i social network siano importanti ai fini di scegliere cosa vedere in tv, al cinema o in home video e quasi tutti si ritengono molto più sensibili ai commenti positivi che a quelli negativi.

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mar
13
2012
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Pubblicità: interazione e concorrenza tra web e tv.

Nell’ultimo anno, gli investimenti in pubblicità negli Stati Uniti sono cresciuti solo dello 0,8%, chiudendo a 144 miliardi di dollari. Se la cifra appare consistente, in realtà si tratta del risultato di un trend negativo, che addirittura ha visto l’ultimo trimestre in perdita di un punto percentuale. Si tratta del primo con il segno meno da fine 2009, anche se, sottolinea l’istituto di ricerca Kantar Media, è dal rimbalzo post-recessione d’inizio 2010 che la crescita del settore appare in costante rallentamento, trimestre dopo trimestre. A essere più colpiti, secondo gli esperti, sarebbero i media tradizionali, uniti tuttavia ai “format” digitali più collaudati, mentre non è ancora chiaro se questa sia da considerare una contingenza o una vera e propria migrazione verso le “piattaforme digitali” emergenti.

Fonte: Next TV

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mar
08
2012
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Apple: via libera anche ai film su iCloud.

Il lancio del nuovo modello di iPad e del nuovo set-top box per Apple TV (l’articolo QUI) non ha portato con sé solo aggiornamenti tecnologici di alto livello, soprattutto in relazione alla qualità dell’esperienza di visione di foto e video sul nuovo display Retina, ma anche un’importante novità sul fronte sempre più competitivo dei contenuti. Insieme ai nuovi device, la compagnia di Cupertino ha aperto difatti la propria “nuvola” ai film degli Studios hollywoodiani, colmando così il gap che la divideva dal progetto UltraViolet, sostenuto invece da Microsoft quale partner del consorzio DECE che negli ultimi anni ha sviluppato il nuovo sistema per lo storage online della propria library home video. Consorzio che, ricordiamo, è formato da diverse major cinematografiche e da imprese leader nel settore della tecnologia e dell’entertainment, da cui mancano praticamente solo Disney e, per l’appunto, Apple.

 

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mar
07
2012
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Arriva Google Play: musica, film, libri e app Android tutti riuniti in un grande supermarket online.

Un unico contenitore per file musicali, video, ebook e per applicazioni destinate ai cellulari: è questa la nuova tattica di Google per uniformare i propri servizi e creare un ecosistema flessibile capace di corrispondere a tutte le esigenze degli utenti online, sul modello del suo principale competitor marchiato dalla Mela. Il nuovo one-stop shop multimediale di Big G si chiama Google Play, e andrà a sostituire, riunendoli in un unico sito e sotto un unico logo, Google Books, Google Music, Google Movies e soprattutto l’Android Market, tanto che tutti i dispositivi con Android 2.2 e versioni successive riceveranno a breve un aggiornamento automatico.

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mar
04
2012
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Il web? Non ha bisogno di cani da guardia ma di cani da caccia: al via MediaHound.

Tra i protagonisti della pirateria, attualmente, ci sono gli aggregatori di link alle pagine in cui poter vedere in streaming o comunque fruire di contenuti lesivi della proprietà intellettuale. Al successo e alla diffusione di queste pratiche, come abbiamo già avuto modo di sostenere (l’articolo qui) contribuiscono fattori non solo culturali ma anche strettamente pratici, come le difficoltà dell’offerta legale a incontrare le esigenze dei consumatori, vuoi per un gap informativo, vuoi per la rigidità dei modelli distributivi ancora perseguiti da molti detentori del copyright. Vi abbiamo fatto l’esempio di un utente medio (statunitense, ovviamente) che voglia vedere Game of Thrones online, destinato a scontrarsi contro il muro di HBO che dà la possibilità di noleggiare la serie ai soli abbonati della tv via cavo e che allo stesso tempo non sembra aver concesso i diritti a nessuno dei portali più gettonati dello streaming e del download, come iTunes, Netflix e Hulu. La pirateria, dunque, a volte vince per velocità e semplicità, erodendo utenti all’offerta legale. Ed è proprio in questo spazio che intende inserirsi un nuovo servizio: si chiama MediaHound, ed è un portale volto ad aggregare tutte le informazioni su come è possibile vedere legalmente un film o una serie tv online e in DVD.

 

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