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Jason Blum: il segreto del successo

Grazie a film come Paranormal Activity, Split e Scappa - Get Out, Jason Blum ha scritto una pagina innovativa nel mondo del cinema. Ma come fa?

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Il suo ultimo film, Scappa – Get Out, in uscita da noi il 18 maggio, è già diventato un successo enorme negli Stati Uniti, grazie ai 174 milioni di dollari di incasso, a fronte di un budget produttivo di 4,5 milioni.

Ma perché Jason Blum, produttore di alcuni dei film con il miglior rapporto costi/ricavi degli ultimi anni, sta cambiando Hollywood? Iniziamo da un aspetto fondamentale, che cambia completamente il paradigma di come a Hollywood si fanno e si vendono i film. Tutti si concentrano sui budget bassissimi di questo produttore, ma quella è solo una parte dell’equazione (per saperne comunque di più, conviene dare una lettura a questa analisi di Indiewire). Certo, fare film che costano 4-5 milioni di dollari (al massimo, si può arrivare a 9 per Split) è fondamentale. Ma questo non significa che si possano vendere e promuovere questi film nel mondo con un budget analogo.

Come dice lo stesso Jason Blum, citato da Vulture:

Quando realizzi un film a basso budget, ma non hai le idee giuste e non sai bene come venderlo, magari sei convinto di aver speso solo un paio di milioni per realizzarlo. Poi ti svegli e ti chiedi come sia possibile che nei hai persi venti”.

Ne perdi venti perché comunque, se distribuisci un film in tutto il mondo, per il lancio dovrai comunque spendere 30-40 milioni. E se il film non funziona, il basso budget non significa automaticamente che guadagnerai, anzi.

Tuttavia, grazie agli high concept movie di Jason Blum, ci si troverà in una condizione per cui, male che vada, è probabile che il film incasserà almeno tra i 50 e i 100 milioni di dollari nel mondo, come potete vedere nell’infografica sotto (qui in versione interattiva), dove non ho inserito i dati di Scappa – Get Out, visto che ancora non ha concluso il suo sfruttamento nel mondo (al momento è a circa 200 milioni):

In questo senso, l’anomalia (e la grandezza) del modello Blum è che già di base puoi pensare con certezza che guadagnerai da un film e che, in base a quanto sei convinto che possa funzionare il film (e se guadagnerà poco, discretamente o tanto), deciderai di investire coerentemente con queste attese. Non solo, uscendo magari prima in America, puoi testare al meglio la risposta del pubblico e da quello stabilire quanto investire sui mercati internazionali. Non ci vogliono poteri paranormali per capire, per esempio, che Scappa – Get Out ha visto aumentare le aspettative (e i relativi budget di lancio) sui mercati extrastatunitensi dopo i 170 milioni che ha incassato in patria.

L’anomalia di tutto questo, è che mentre un film ‘normale’ vede magari degli investimenti del 50, 60 o 80% rispetto al budget di produzione, la promozione dei film di Jason Blum costa almeno 4-5 volte i costi di realizzazione. Questo significa cambiare completamente il modello hollywoodiano e per dimostrarlo basti vedere il caso di Shyamalan, regista che fino a qualche anno fa era in chiara crisi (creativa e commerciale) e che ora sembra rinato. La differenza non la fanno certo gli incassi, visto che L’ultimo dominatore dell’aria ha incassato 319 milioni di dollari contro i 275 di Split, ma il fatto che il primo sia costato 15 volte tanto, con tutta la pressione che questo comporta, su una storia che peraltro vedeva coinvolto il regista in maniera meno attiva di un prodotto personale come Split.

Tutto questo, non a caso, avviene con un genere come l’horror, che ha una base di appassionati molto coinvolta, che non ha bisogno comunque di grandi investimenti promozionali per attirare l’attenzione del suo pubblico. E, come tutto il cinema di genere, può viaggiare benissimo nel mondo, come invece (per esempio) non succede con la commedia.

In tutto questo, al centro ci sono anche i soggetti dei suoi film, ma anche qui c’è il rischio di concentrarci sugli aspetti sbagliati. Non c’è dubbio, nei suoi film migliori ci sono anche delle idee forti e originali. Di sicuro, c’è una capacità di intercettare una sensibilità del pubblico e delle tematiche moderne, come ben dimostra la saga de La notte del giudizio (il cui terzo episodio sembra scritto dopo le ultime elezioni americane e non prima, come è avvenuto effettivamente), peraltro uno dei pochi esempi di cinema politico e non noioso che si sono visti ultimamente (trovatemi un corrispettivo in Italia…). Forse, il paradosso è che sia diventato un grande produttore di Hollywood, ma la sua sensibilità è frutto probabilmente dei genitori, dei galleristi d’arte di New York, che evidentemente lo hanno esposto a un mondo decisamente diverso e più variegato di quello in cui vivono i rich kids on Hollywood.

Ma non è certo solo una questione di idee originali, visto che non tutto è innovativo (prodotti come Ouija o Insidious di sicuro non hanno cambiato la storia dell’horror) e non lo può essere. Questa delle idee ‘originali’ è un tema fondamentale e spesso incompreso, soprattutto in Italia, dove ci si lamenta dei remake di film e non ci si rende conto che tanti titoli (presunti ‘originali’) sono delle scopiazzature evidenti di altri modelli, anche famosi, o addirittura dei puri e semplici plagi (i casi non mancano). Tutti vogliono le idee ‘originali’, come se queste crescessero sugli alberi e fossero disponibili a centinaia. Evito di soffermarmi sull’assurdità di credere che ci possano essere tante idee originali e in grado di cambiare la storia del cinema in giro: è ovvio che l’espressione ‘tante idee originali’ sarebbe un ossimoro.

Di sicuro, Jason Blum tira fuori delle idee che funzionano maledettamente bene, quando è al meglio anche ‘originali’, più che di per sé, nel modo creativo in cui mettono insieme elementi molto diversi (Scappa – Get out, in questo senso, sembra la versione horror di Indovina chi viene a cena). Ma quando va male, rimangono comunque delle idee efficaci (efficaci è la parola chiave ed è quello che ogni produttore/sceneggiatore dovrebbe cercare di ottenere). Mettetelo insieme a un modello produttivo straordinario e avrete la formula Blum. Facilissima sulla carta, quasi impossibile da ripetere nella realtà…

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