Apple domina il settore delle Internet tv: a rivelarlo è uno studio della società Strategy Analytics sui Connected TV Players, secondo cui il media center marchiato dalla Mela nel 2011 raggiungerà una quota pari a circa il 30% del mercato, segnando un importante punto a proprio favore nella competizione per accaparrarsi il predominio sulla nascente televisione “smart”.

In attesa del rumoreggiato lancio di un dispositivo di terza generazione, il colosso dell’hi-tech avrebbe già venduto circa 4 milioni di Apple TV in tutto il mondo, mentre il totale delle connected tv si aggirerebbe intorno ai 12 milioni ed entro l’anno dovrebbe approssimarsi al raddoppio rispetto alle cifre registrate nel 2010. Merito della stessa compagnia di Cupertino e di pochi altri apparecchi rivali come Roku, che con i loro prezzi competitivi e la facilità di utilizzo hanno vinto lo scetticismo dei consumatori e cominciato ad insidiare il mercato dei set-top box tradizionali. Negli USA, secondo Strategy Analytics, sarebbero l’8% i nuclei familiari in possesso di tv connessa alla Rete, mentre in Europa le cifre sarebbero più basse di un punto percentuale.  Interessante inoltre l’analisi dei contenuti veicolati attraverso questi device in odore di smart tv: dallo studio emerge infatti come gli utenti del player di Apple  siano maggiormente inclini a noleggiare prodotti audiovisivi rispetto a chi possiede una tv normale, con uno scarto che va dal 30% dei primi al 20% dei secondi.

Oltre alla dotazione tecnologica delle famiglie, sembra perciò che ad essere pronti per il salto siano anche i consumatori, sempre meno disposti a sottoscrivere gli abbonamenti ai canali via cavo e, al contrario, sempre più abituati al consumo dei programmi via web. Stando a una ricerca riportata da All Things D/The Wall Street Journal, il mercato della TV connessa dovrebbe raggiungere la piena maturità già nel 2012, anno in cui gli spettatori potrebbero avere cioè a loro disposizione una vera emittente operativa esclusivamente online, con un mix di prodotti originali e di una massa critica di contenuti acquistati dai maggiori player del settore dell’intrattenimento. Ciò potrebbe incoraggiare una decisa accelerazione nel passaggio alla smart tv, che non richiede solo tecnologia ma anche una programmazione in grado di competere con i network tradizionali. L’unica domanda è: chi darà ufficialmente avvio al cambiamento? Molti sono gli analisti che si aspettano una mossa dai provider che già opernao nel mondo della telefonia e della tv connessa, come Verizon, ma secondo lo studio citato da All Things D, lo scenario più probabile sembrerebbe quello di un operatore esterno alla realtà del piccolo schermo. E anche senza che vengano rivelati nomi, è difficile non pensare alla sfida lanciata a tal proposito dalla nuova, vasta, offerta di canali da parte di YouTube.

Intanto Apple non rimane ferma neanche sul fronte dei contenuti e continua ad espandere il modello vincente dei suoi store online. Come riportato ieri sul Washington Post e altre testate internazionali, iTunes è infatti sbarcato ufficialmente in Brasile e altri 15 Paesi dell’America Latina, portando a 51 il numero totale degli Stati in cui si può accedere al negozio virtuale della Mela.Il catalogo che la compagnia si propone di offrire a un pubblico piuttosto a suo agio con la pirateria, consta di più di 20 milioni di brani musicali e di di un milgiaio di film: l’intenzione sembrerebbe infatti quella di combattere la circolazione di contenuti illegali in Rete con un’offerta ad ampio raggio, anche in vista della probabile prossima commercializzazione in Brasile di iPod, iPad e iPhone.