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Come stanno andando le feste 2022 nei cinema italiani?

Analizziamo con attenzione i risultati ottenuti finora dai film nel periodo natalizio. E facciamo chiarezza su quanto deve incassare Avatar 2 per recuperare l’investimento…

Da tempo, dicevo che i dati di Santo Stefano 2022 sarebbero stati un banco di prova importantissimo per la salute del nostro Mercato. Oggi, è il caso di analizzarli, partendo dall’infografica che mostra quanto storicamente si incassa in questa giornata:

Insomma, tralasciando l’anno scorso (che è stato massacrato dalla campagna mediatica contro i cinema ‘pericolosi’), si può vedere una certa costanza nei risultati a Santo Stefano. Il dato peggiore è stato quello del 2018 (annus horribilis in generale) con 7,3M e come vedete è l’unico sotto i 7,5 milioni. Nel 2017 vediamo invece l’unico altro caso sotto gli otto milioni (7,8M). Nel 2019 c’era stato un recupero molto positivo, grazie a 8,8M. Anche a voler pensare che i dati del triennio 2017-2019 fossero ormai i livelli di un Mercato in cui Santo Stefano non era più così importante (e dimenticandoci degli anni in cui si sono superati i 10M), dovremmo avere come riferimento la media di questi anni, quindi poco più di 8 milioni. I dati di Santo Stefano 2022 possono essere letti in due modi e, in questo senso, ripropongo (aggiornato con i dati del 26 dicembre) il confronto sugli incassi complessivi del periodo 22-26 dicembre, quest’anno e nel 2016 (anno in cui i giorni della settimana coincidevano):

Giovedì 22: 1.081.919 (2016); 1.413.791 (2022)
Venerdì 23: 1.565.693 (2016); 1.812.764 (2022)
Sabato 24: 1.161.903 (2016); 984.159 (2022)
Domenica 25: 5.417.375 (2016); 2.897.874 (2022)
Lunedì 26: 8.556.478 (2016); 5.711.880 (2022)

Interessante l’andamento completamente diverso, visto che il 22 e il 23 dicembre del 2022 si era incassato più degli analoghi giorni del 2016. Poi, domenica 25 2016 ha visto una crescita di quasi cinque volte rispetto all’incasso del giorno prima, mentre per quanto riguarda domenica 25 dicembre 2022 la crescita è stata ‘soltanto’ del triplo. Per quanto riguarda Santo Stefano, nel 2016 si è fatto il 57,9% in più rispetto all’incasso di Natale, mentre nel 2022 la crescita (anche se rispetto a un incasso molto inferiore) è di quasi il 100%. Tuttavia, se il confronto degli incassi di 25 e 26 dicembre lo facessimo rispetto ai dati del 22-23 dicembre, gli ‘aumenti’ fatti riscontrare da questi ultimi due giorni (25-26 dicembre 2022) sarebbero meno confortanti.

Insomma, da una parte la crescita notevole rispetto a Santo Stefano 2021 (3M, ma è veramente un periodo difficile da giudicare, visto quello che era successo), anche grazie a un andamento fantastico per Avatar: la via dell’acqua (gli oltre 3M di ieri sono un dato storico, come potete vedere qui sotto). Dall’altra, una certa distanza (ma non così evidente rispetto a quello che si poteva temere) con i dati del triennio 2017-2019.

E ora concentriamoci sulle commedie italiane, il genere che storicamente domina Santo Stefano, come potete vedere da questa infografica:

Insomma, tutti gli otto maggiori incassi ottenuti a Santo Stefano, sono stati conquistati dai cinepanettoni di De Laurentiis (che occupavano anche 9 delle 10 maggiori posizioni prima dell’arrivo di Avatar: La via dell’acqua), che quel giorno hanno battuto grandissimi blockbuster americani (Spider-Man, Star Wars e Lo Hobbit, giusto per fare tre nomi) a dimostrazione di come questa fosse la giornata per antonomasia della commedia generalista italiana.

Il film di Aldo, Giovanni e Giacomo è il solo a combattere la battaglia delle commedie italiane a Santo Stefano 2022, anche se questa situazione ormai si ripete da alcuni anni. Per esempio, nel 2019 c’era un unico titolo, Il primo Natale, così come nel 2018 c’era soltanto Amici come prima. Nel grafico qui sotto potete vedere i dati complessivi:

Insomma, anche per Il grande giorno si può ragionare in maniera simile a quanto fatto sopra: un segnale di ripresa confortante, ma la distanza dalla ‘normalità’ (se possiamo considerarla ancora una normalità possibile) è ancora evidente. Poi è anche vero che ormai Ficarra e Picone incassano stabilmente più di Aldo, Giovanni e Giacomo (ma non si può dire lo stesso di De Sica e Boldi), tuttavia è evidente come nel 2019 ci fosse ancora un pubblico generalista forte che andava in sala a vedere una commedia a prescindere, adesso sembra esserci un numero minore di questi spettatori (molto) occasionali. D’altro canto, è stato così ormai negli anni pandemici e non possiamo aspettarci che le feste natalizie di quest’anno risolvano tutti i problemi in poche settimane.

In ogni caso, torniamo a fare il confronto tra gli ultimi due titoli natalizi di Aldo, Giovanni e Giacomo, Il Grande Giorno e Fuga da Reuma Park (2016):

Giovedì 22: 50.770 (Fuga da Reuma Park); 174.418 (Il grande giorno)
Venerdì 23: 89.649 (FDRP); 222.982 (IGG)
Sabato 24: 88.741 (FDRP); 163.346 (IGG)
Domenica 25: 417.645 (FDRP); 696.546 (IGG)
Lunedì 26: 614.160 (FDRP); 1.130.310 (IGG)

Già il dato di domenica 25 faceva notare un andamento diverso rispetto ai rapporti di forza con cui si era partiti il 22 dicembre. Ma per quanto riguarda lunedì 26, c’è sicuramente una proporzione più favorevole a Il grande giorno. Giova anche ricordare che Fuga da Reuma Park aveva sicuramente avuto grosse difficoltà (un’accoglienza decisamente poco entusiasta da parte del pubblico) e in ogni caso si era ritrovato a fronteggiare la concorrenza di altre due importanti commedie, Poveri ma ricchi e Natale a Londra. Sorprende un po’ però notare che, dei primi cinque incassi di ieri, Il grande giorno sia quello con l’aumento minore (+60%) rispetto al risultato ottenuto il 25 dicembre.

E veniamo all’andamento generale del periodo delle feste, come potete vedere in questa infografica:

A suo tempo (ossia, l’anno scorso) abbiamo preso questi riferimenti per capire se stavamo tornando alla normalità o meno, ovviamente non potendo immaginare la tempesta perfetta che si sarebbe scatenata sui cinema in quel Natale. L’idea è stata di considerare un periodo di cinque settimane precise, dal prefestivo del 7 dicembre al 10 gennaio, per avere sempre lo stesso numero di sabati e domeniche, anche se ovviamente in alcuni anni l’alternanza di giorni festivi e di weekend è più favorevole (nel 2022, non lo è).

Le annate non sono state prese a caso. Il 2019-2020 è stato il secondo miglior risultato dal 2007-2008 in poi con 131 milioni, mentre il risultato peggiore, 87 milioni, è stato raggiunto nel 2012-2013 (in altri quattro casi, si sono incassati tra i 90 e i 100 milioni). Inoltre, la media di questi tredici anni, è di 110 milioni circa (esattamente il dato ottenuto nel 2014-2015).

Insomma, come si può vedere, nelle prime due settimane si era fatto anche peggio del 2021-2022, ma in quest’ultima settimana si è recuperato e si sta sopra. Al momento, siamo a un totale di 33,7M e con i dati di oggi dovremmo chiudere la terza settimana intorno ai 36M.

Insomma, è evidente dal confronto con gli altri periodi (anche il pessimo 2012-2013) che siamo distanti da quelle cifre (circa un 30% nei confronti di quell’annata negativa). Vedremo nei prossimi giorni come andrà, anche per quanto riguarda le uscite importanti del primo gennaio.

Intanto, facciamo un paio di considerazioni. In generale, non è facile valutare tutti i film ‘natalizi’ di quest’anno perché, a esclusione di Avatar 2, sono arrivati una settimana più tardi rispetto al solito. In effetti, di solito si esce circa a metà dicembre e così si mette anche maggiore distanza con i debutti del primo gennaio. Un caso interessante è, per esempio, Il primo Natale, arrivato il 12 dicembre e che quindi ha avuto ben venti giorni da sfruttare bene prima del ciclone Tolo Tolo. Il grande giorno, invece, avrà solo dieci giorni di distanza dall’arrivo delle due commedie del primo gennaio, Tre di troppo e I migliori giorni. Vedremo come andrà, intanto in questi giorni un po’ ‘sfigati’ a livello di date (dal 27 al 30 dicembre abbiamo giorni feriali, il 31 è sabato e quindi è un sabato ‘sprecato’).

Infine, conviene fare un po’ di chiarezza su “quanto deve fare Avatar: La via dell’acqua per recuperare gli investimenti”. La domanda sarebbe già complessa di suo, visto che non è facile definire un budget preciso per un progetto che voleva andare avanti almeno fino al quinto episodio e in cui le spese si dividono per diversi film (anche se magari vengono effettuate già per il secondo).

Detto questo, ha lasciato una forte impressione la dichiarazione di James Cameron, che ha sostenuto come, per andare in pari, il film debba essere “almeno il terzo o quarto maggiore incasso della Storia”. E visto che il quarto maggior risultato mondiale appartiene a Star Wars: Il risveglio della Forza con poco più di due miliardi di dollari, ecco che i due miliardi di dollari sono diventati per i mass media l’obiettivo da non fallire.

Ma è veramente così? Francamente, no, anzi ha poco senso sul fronte economico e sembra più una maniera per Cameron di incentivare le persone ad andare a vedere il film al cinema. Anche a voler utilizzare non il budget ufficiale (250 milioni di dollari), ma quello citato da Hollywood Reporter (circa 350M) e aggiungendo circa 200 milioni di marketing (è un’ipotesi, ma non dovrebbe essere lontana dalla realtà) ci sarebbero quindi 550 milioni da recuperare.

Se consideriamo una percentuale media mondiale (Cina esclusa) sull’incasso che va al distributore di circa il 40% (forse è anche qualcosa in più, ma meglio essere un po’ pessimisti), se il film ottenesse 1,3 miliardi nel mondo, alla Disney arriverebbero 520 milioni di dollari, a cui aggiungere magari la quota su (diciamo) 150 milioni di dollari dalla Cina (che ha percentuali più basse, circa il 25%) e sarebbero altri 37,5M, per un totale di 557,5M. Visto che il film è già vicino ai 900 milioni con i dati della scorsa domenica, è evidente che non ci saranno problemi a superare queste cifre.

Anche così, il ragionamento che ho fatto è sbagliato e sottovaluta gli introiti della pellicola. In effetti, è evidente che i costi di un film non si ripagano soltanto dal theatrical, ma anche da tutti gli altri sfruttamenti. Quanto vale, in effetti, un titolo come Avatar: La via dell’acqua per Disney+? Tantissimo, ovviamente. Si può tranquillamente sostenere che i ricavi generati dal theatrical saranno almeno raddoppiati dagli altri passaggi, insomma, visto che prima della pandemia si considerava che la percentuale degli introiti derivati dal theatrical fosse intorno al 30-35% del totale di tutti gli sfruttamenti. Poi, in tutto questo, magari ci saranno da sottrarre delle ricche percentuali per James Cameron, come è normale. Ma non mi sembra proprio il caso di preoccuparsi per un eventuale ‘fallimento’ di Avatar

Robert Bernocchi
E' stato Head of productions a Onemore Pictures e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.

One thought on “Come stanno andando le feste 2022 nei cinema italiani?

  1. I numeri di Cameron hanno senso. Il budget del film non ce lo vogliono dire, ma la stima è tra i $350M e i $460M, secondo me è un bell’incontro a metà tra questi. In più ci sono le percentuali. Per il primo film Cameron aveva un first dollar bill (ovvero percentuali sull’incasso dal primo dollaro) del 10%, e non credo che la cosa sarà molto diversa per questo. In più bisogna considerare che percentuali di residuals li hanno anche i produttori, soprattutto gli esecutivi che guadagnano così, le case di produzione, gli sceneggiatori, il team marketing e gli attori (anche se in questo caso non credo che gli attori abbiano dei residuals). Io credo che al momento la Disney abbia visto ritornare indietro all’incirca $250 milioni.

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