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Bob Chapek out, Bob Iger torna CEO Disney

In un momento di difficoltà per l’azienda, il consiglio di amministrazione si affida nuovamente a Bob Iger. Che avrà tante scelte importanti da fare…

Non è certo una notizia che ti aspetti di domenica (lunedì mattina per noi italiani). Da ieri, infatti, Bob Chapek non è più il CEO della Disney, mentre è tornato in queste vesti Bob Iger, dopo quasi tre anni dal suo abbandono (ma in realtà fino al 2021 aveva continuato il suo rapporto con Disney, nelle vesti di responsabile esecutivo). La notizia ha colto di sorpresa l’industria, non tanto per quello che è capitato a Chapek (dopo i dati dell’ultima trimestrale, diversi analisti avevano chiesto la sua testa), quanto per il ritorno sulla massima poltrona della Disney di Iger, che solo due mesi fa aveva dichiarato “il mio lavoro non mi manca, la vita da pensionato è magnifica, ho una vita molto diversa da prima, adesso c’è molta più aria aperta in una mia giornata”.

Per quanto riguarda Chapek, come detto la sua sostituzione non è stata scioccante, visti i risultati comunicati due settimane fa e la pessima reazione della Borsa. Certo, il suo allontanamento arriva dopo un rinnovo (per tre anni) avvenuto a giugno 2022, ma da quel momento le cose sono peggiorate.

La cosa interessante, è che Iger ha adesso un accordo per due anni, in cui dovrà anche nominare un suo successore. Va detto che, nel suo precedente incarico come CEO, questo passaggio è stato molto problematico, considerando che Iger ha rinviato a lungo quella decisione, bruciando diversi nomi. Certo, una scelta interessante potrebbe essere quella di Peter Rice, che sembrava potesse essere un ottimo candidato alla successione di Chapek se le cose fossero andate male, ma che invece proprio da Chapek era stato fatto fuori senza tante cerimonie a metà 2022.

In effetti, ritengo che Chapek paghi non tanto i suoi risultati (venuti tutti durante l’emergenza Covid), ma soprattutto la sua difficoltà di gestione delle crisi, con diverse situazioni (il caso Scarlett Johannson o quello della mancata opposizione alle leggi omofobe in Florida) che non hanno aiutato la Disney a livello mediatico.

In questo, non c’è dubbio che Iger offra maggiori garanzie. Ma cosa dobbiamo aspettarci da lui sulle problematiche che hanno portato a una notevole flessione del titolo Disney in Borsa? Paradossalmente, da certe sue dichiarazioni non vedo grandi segnali di discontinuità dalla linea Chapek, a cominciare dalle sale. Infatti, a settembre, parlando del mercato theatrical, Iger aveva detto:

“Non penso che il cinema tornerà più ai livelli che aveva prima della pandemia. La competizione e la possibilità di scelta hanno sostituito la frequentazione delle sale”

Non sono parole che fanno presagire cambiamenti radicali nella linea Disney di questi anni, che hanno visto window molto ridotte per favorire gli abbonati di Disney+ e qualche problematica su come utilizzare al meglio i prodotti che arrivavano proprio dalle grandi acquisizioni di Iger.

Per esempio, curiosamente, per il suo secondo incarico da CEO, Iger si ritrova a dover recuperare nuovamente il rapporto con la Pixar, danneggiato da troppi lungometraggi finiti direttamente in piattaforma, senza neanche un passaggio in sala (e come abbiamo visto per Encanto, prodotto Disney, anche quando si finiva nei cinema, non sembrava esserci un lancio fortissimo).

E Lucasfilm? L’ultimo titolo della nuova trilogia, L’ascesa di Skywalker, è arrivato a fine 2019, ma dopo il brutto risultato di Solo nel 2018, è chiaro che si è preferito portare avanti la saga con diverse serie (qualcuna ha funzionato, qualcuna meno) su Disney+. Tecnicamente, sono stati annunciati tre nuovi film per i prossimi anni, ma già quello che doveva fare Patty Jenkins sembra ormai saltato. Insomma, come gestire il rapporto con questa realtà e con i suoi fan? Si tornerà a puntare forte e costantemente sui grandissimi eventi di Star Wars per le sale? Bella domanda.

Inoltre, la questione Hulu, che andrebbe risolta possibilmente prima del 2024, per poter andare avanti senza incertezze. E’ evidente che Disney vuole acquisire il 33% detenuto ora da Comcast, ma d’altro canto, in un momento di grossa attenzione alle perdite derivanti dallo streaming, tirar fuori almeno 10-15 miliardi di dollari non è una scelta priva di conseguenze. Così come l’impressione è che le enormi ramificazioni dell’acquisto delle proprietà Fox siano ancora da gestire al meglio, perché magari non tutto è stato inglobato al meglio all’interno di Disney.

Forse, da Iger ci si aspetta proprio questo: scelte. Decise e rapide, anche rischiose, come sono state considerate all’epoca le acquisizioni di Pixar, Marvel e Lucasfilm. L’impressione è che nei prossimi mesi non ci annoieremo…

Robert Bernocchi
E' stato Head of productions a Onemore Pictures e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.

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