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I grandi successi di Netflix (rivisti e ‘corretti’)

Le top ten all time di Netflix utilizzano come metrica il numero totale di ore viste. Vediamo cosa cambierebbe se considerassero anche il numero di abbonati rispetto al periodo di uscita…

Una delle cose che non mi convince completamente delle classifiche all time di Netflix, è che, basandosi sulle ore viste, ovviamente sfavoriscono i prodotti più vecchi, quelli usciti quando magari la piattaforma aveva molti meno abbonati. Ho pensato quindi che sarebbe interessante prendere quelle top ten e vederle con una nuova metrica, ossia il numero di ore viste divise per il numero di abbonati che aveva Netflix nel momento di uscita di quel film/serie, basandomi sui dati di abbonamento annunciati nella trimestrale più vicina alla data di uscita (cosa che magari non è perfetta – soprattutto quando un prodotto è uscito a cavallo tra due trimestri – ma d’altronde non ci sono alternative). In questo modo, viene fuori un numero di ore medie che il singolo abbonato ha visto di quel contenuto ed è un confronto più corretto.

Mi è sembrato importante, in ogni infografica, segnalare la data di uscita del singolo prodotto e la posizione che detiene nelle top ten storiche (che potete trovare qui), in modo da rendere evidente la differenza con le classifiche ufficiali. Partiamo dall’infografica sulle serie in lingua inglese (qui la versione interattiva):

Questa è sicuramente la classifica che – con la mia metrica – viene stravolta maggiormente ed è evidente che le serie inglesi di prima venivano viste di più per singolo abbonato. Basti dire che – in questo modo – in primi cinque in classifica sono titoli arrivati entro il 2020, mentre i prodotti del 2021 finiscono così negli ultimi tre posti. In assoluto, è il trionfo di 13 e Stranger Things, che con due stagioni a testa occupano i primi quattro posti.

Qui invece trovate la classifica delle serie non in inglese (l’interattiva è qui):

Il discorso in questo caso è radicalmente diverso, visto che i maggiori successi sono arrivati negli ultimissimi anni. Dipende anche dal fatto che ultimamente sono aumentati notevolmente gli abbonati fuori dalla zona nordamericana e questo sicuramente ha contribuito ad ampliare la platea che vede titoli non inglesi, spostando il ‘baricentro’ dei consumi degli abbonati. D’altra parte, considerando che Netflix è già da anni che ha un pubblico notevole negli Stati Uniti e in Canada, evidentemente con una platea non molto aumentata, permette alle serie di qualche anno fa di giocarsela ancora molto bene (ovviamente, con la mia metrica di media ore per abbonato).

E passiamo ai film in lingua inglese (qui l’interattiva):

Qui possiamo dire che – a primeggiare realmente nella categoria – è Bird Box, che aveva ottenuto un dato vicino ai 300 milioni di ore, quando gli abbonati di Netflix erano circa 82 milioni in meno di quelli attuali. Rimangono comunque sul podio i due film che sono in testa per numero di ore viste (Red Notice e Don’t Look Up).

Fa meglio anche The Irishman (che aveva comunque il ‘piccolo’ vantaggio di una durata monstre), quarto secondo la nostra metrica, mentre scivola al decimo posto l’atro film con Sandra Bullock in classica (quinto per numero di ore), The Unforgivable.

Infine, i film in lingua non inglese (l’interattiva la trovate qui):

Qui non ci sono molte variazioni rispetto alla classifica ‘ufficiale’, se non il fatto che lo spagnolo Platform ha fatto decisamente meglio per ore medie viste da ogni abbonato (0,68 contro le 0,53 di Blood Red Sky). Il resto è sostanzialmente molto simile, anche perché le cifre sono veramente compatte (si passa dallo 0,34 del quarto, Rogue City, allo 0,25 del decimo, The Last Mercenary).

Cosa ci dicono quindi questi dati? Mi sembra chiaro che le nuove serie in inglese debbano fronteggiare una grande concorrenza, non solo interna a Netflix (e al suo sterminato catalogo), che come dicevamo sopra è passata dall’essere una piattaforma molto nordamericana all’inizio ed è diventata una realtà veramente mondiale, ma anche rispetto alle altre realtà streaming. Questa è sicuramente la categoria in cui i prodotti degli anni passati reggono meglio il confronto. Tra i film, invece, la cosa che traspare (ma era evidente anche nelle classifiche ufficiali) è che i titoli in lingua non inglese sono ancora molto distanti da quelli in inglese a livello di consumo da parte degli abbonati. Ma sarà importante vedere come andranno i prossimi mesi e se queste cifre cambieranno…

Robert Bernocchi
E' stato Head of productions a Onemore Pictures e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.
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