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Cosa possiamo fare per i cinema?

Dopo mesi senza film, l’uscita di Tenet e After 2 ha dato ossigeno alle sale. E ora, come possiamo migliorare la situazione?

Non c’è dubbio che il mondo del cinema non abbia mai vissuto una situazione del genere. Quello che è sempre stato considerato come un intrattenimento popolare, ora fa fatica a convincere le persone (ancora preoccupate per il coronavirus) ad andare in sala. C’è chi, a riguardo, lamenta una mancanza di titoli importanti.

Certo, i film delle major che vengono rinviati (o addirittura mandati sulle piattaforme) ovviamente hanno un impatto forte sulle sale e su questa ripartenza. Ma sono scelte che chiaramente vengono fatte a Los Angeles e su cui noi italiani (comprese le filiali delle major a Roma e Milano) non possiamo fare niente. Conviene invece focalizzarci su quello che possiamo fare noi e trovare delle possibili soluzioni.

Partiamo da un equivoco che si sta creando in questi giorni e incentrato sugli ottimi risultati italiani (direi sorprendenti, vista la situazione generale) di Tenet e After 2. Molti hanno pensato che questa fosse la dimostrazione che sia sufficiente mettere dei film importanti e la gente tornerà in sala senza problemi. Purtroppo, vedendo il resto dei film in classifica, è evidente che la pellicola di Christopher Nolan e il sequel del fortunato prodotto per adolescenti avevano chiaramente un target di persone che attendevano spasmodicamente questi titoli. D’altronde, Nolan è uno dei pochissimi registi in grado di ottenere incassi da blockbuster solo sul suo nome, mentre il legame del pubblico di giovanissimi verso After era già chiaro dal primo episodio. E’ evidente invece che tanti altri titoli (anche con appeal non indifferente) risentano di un impatto sul pubblico molto più limitato e non riescano (o ci riescano solo in parte) a combattere contro una ritrosia forte a stare in un ambiente chiuso (una preoccupazione di cui dobbiamo tener conto, ci piaccia o meno). Insomma, non è detto neanche che un film generalista importante (italiano o estero), con un target non molto definito e ‘motivato’, ottenga risultati importanti in questo periodo.

D’altro canto, la motivazione che dovrebbe spingere molti a uscire (e a seguire l’esempio del listino italiano di 01), oltre al fatto ovvio di sostenere le sale e tutto il settore, è che purtroppo non sappiamo quando sarà il ‘momento giusto’. Possiamo essere sicuri che a Natale o nei primi mesi del 2021 la situazione sarà migliore di adesso? No e quindi questo dovrebbe spingerci a fare il possibile per contribuire a una programmazione importante nelle sale già in questo momento.

Ma per farlo, non c’è dubbio che ci sia bisogno di sostegni. Finora si è pensato a soldi a fondo perduto per le sale, aiuto sicuramente utile, ma che rischia di essere un palliativo dall’impatto limitato. In effetti, agire solo sul fronte sale non può funzionare neanche per queste realtà, perché i cinema vivono grazie ai film e se non escono titoli forti, i cinema sono condannati ad avere un pubblico limitato. Per questo, sarebbero fondamentali degli incentivi per la distribuzione in questi mesi, magari in linea con quanto si è fatto per l’estate (per cui è stato inserito un tax credit complessivo del 70% sui costi di lancio, per titoli che escono – tra giugno e agosto – in 200 sale e con un P&A di 500.000 euro) e che a mio avviso avrebbe dovuto già premiare il coraggio di far uscire Tenet (da parte di Warner) e After 2 (01). O anche un incentivo in linea con i contributi automatici (che premiano soprattutto i produttori, in base agli incassi e ai risultati artistici di un film), che permetta a produttori e distributori che arrivano in sala in autunno di recuperare (almeno in parte) quello che avrebbero ottenuto in condizioni ‘normali’.

D’altronde, al momento l’incasso complessivo in sala nel 2020 è di circa 165 milioni, a fronte dei 406 milioni conquistati nello stesso periodo di tempo nel 2019. L’anno scorso si era chiuso con 635 milioni di incasso complessivo, quest’anno rischiamo seriamente di non arrivare ai 300 milioni. Le perdite sono quindi enormi e questo senza considerare l’indotto che hanno le sale (pubblicità, food & beverage, ecc.) e la diminuzione di valore dei film per produttori e distributori (visto che spesso gli sfruttamenti successivi alla sala sono legati agli incassi nei cinema).

Ma il mondo del cinema ha anche il dovere di guardare più in là e di rilanciare. C’è bisogno di una forte iniziativa popolare, che rappresenti un investimento per il futuro e che supporti tutta la popolazione italiana nei prossimi mesi (che, è facile prevedere, saranno molto duri, soprattutto quando terminerà il blocco dei licenziamenti). Chi scrive ritiene da tempo che dovremmo copiare l’iniziativa francese di un biglietto stabile a 4 euro per i ragazzi under 14. E’ una politica che porta i giovanissimi ad abituarsi ad andare al cinema, cosa che poi faranno (a prezzo pieno) per tutto il resto della loro vita, e che quindi avrebbe già dei benefici in tempi normali. In un momento come questo, significherebbe un’attenzione forte verso le famiglie, molte delle quali dovranno limitare nel prossimo anno le spese per l’intrattenimento.

Ma qualsiasi decisione si prenda, c’è bisogno di iniziative di marketing ed eventi condivisi tra tutta la filiera, che riescano a parlare a un pubblico popolare e che non siano rivolti soltanto a un’élite. Il nostro ambiente ha tutti i diritti di essere appoggiato dallo Stato per l’impatto che ha sul mondo del lavoro e sull’immaginario popolare. Cerchiamo di aumentare ulteriormente questo impatto e saremo sulla strada giusta per ripartire…

Robert Bernocchi
Robert Bernocchi
Head of productions a Onemore Pictures e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.
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